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Bollettino Covid da cambiare, Costa: "Opportuna una revisione, basta cadenza giornaliera". Bassetti: "Mette ansia"

Non si tratta solo del sottosegretario alla Salute: contro il bollettino giornaliero dei contagi e dei decessi covid si è formato un vero e proprio fronte unito

12 Gennaio 2022

Variante Omicron, Costa: "Non sembra grave. Aspettiamo un panorama più chiaro"

Andrea Costa (fonte Lapresse)

Bollettino Covid da cambiare, Costa: "Opportuna una revisione, basta cadenza giornaliera". Il sottosegretario alla Salute non è il solo a pensarla così. Con lui anche il virologo Bassetti, che pensa che il report giornaliero "metta l'ansia". "E' opportuno arrivare a un bollettino anche con un approfondimento dei dati, dire con chiarezza quanti sono i positivi vaccinati, quanti i non vaccinati e quante dose hanno ricevuto". Così il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha dichiarato a Adnkronos, parlando del bollettino dei contagi Covid. "Così si fa operazione di trasparenza, penso che ci siano le condizioni per arrivare a due bollettini Covid a settimana", ha aggiunto.

Bollettino Covid potrebbe diventare settimanale

Il report giornaliero dei nuovi casi Covid “mette l’ansia”. A sostenerlo è il primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova Matto Bassetti, dichiarandolo ai microfoni de L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus. A condividere questa posizione anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che ha proposto al ministro della Salute Roberto Speranza di riflettere sulla comunicazione del report, e il fisico dell’Università di Trento Roberto Battiston. Per il sottosegretario Sileri ci vuole prudenza, mentre secondo il virologo Fabrizio Pregliasco “non siamo ancora pronti per un cambio di sistema”. 

Anche il sottosegretario Andrea Costa conferma che “il numero dei contagi di per sé non dice nulla” e chiarisce di aver proposto al ministro della Salute Roberto Speranza “di fare una riflessione sull’attuale sistema di report”. E ha precisato che “dovremmo soffermarci soprattutto sui dati delle ospedalizzazioni e delle terapie intensive, perché oggi l’obiettivo è ridurre la pressione sugli ospedali e fare in modo che questi possono garantire tutte le cure anche ai pazienti non Covid”. Adesso “il dato relativo al numero dei contagi quotidiano non è così cruciale, ma lo sono i dati sulle ospedalizzazioni”. Ormai, ha chiarito, bisognerà convivere col virus: “La convivenza evidenzierà sempre un certo numero di contagiati, ma la cosa davvero importante è che i casi rilevati non determinino pressione eccessiva sugli ospedali”.
 
 

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