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Sciopero 16 dicembre, Landini: "Il Governo sul fisco ha chiuso la partita"

Il leader della Cgil Maurizio Landini a Bari spiega le vere motivazioni dello sciopero indetto per giovedì 16 dicembre 2021: "Dobbiamo creare lavoro. Giovani e precari sono poveri pur lavorando e non avranno una pensione degna di questo nome"

11 Dicembre 2021

Sciopero 16 dicembre, Landini: "Il Governo sul fisco ha chiuso la partita"

Pierpaolo Bombardieri e Maurizio Landini (fonte Lapresse)

"Il Governo sul fisco ci ha detto che la partita è chiusa e la maggioranza non ha aperto una trattativa con le organizzazioni sindacali: questo è sotto gli occhi di tutti e la ragione per cui abbiamo proclamato lo sciopero del 16 dicembre è proprio questa". Così parla oggi, sabato 11 dicembre 2021, il leader della Cgil Maurizio Landini. A Bari per la manifestazione regionale dei sindacati pugliesi contro l'ultima manovra di Palazzo Chigi, il segretario si mostra furioso e decisamente insoddisfatto: "La maggioranza si è presentata con noi ma con una proposta che non ha modificato".

Riforma fiscale, Landini: "Quella presentata non è degna di questo nome"

"Per noi quella non è la base di una riforma fiscale degna di questo nome, perché per fare la riforma fiscale - spiega Landini - bisogna aumentare le detrazioni, le decontribuzioni per i lavoratori, non una tantum ma strutturali, bisogna combattere l'evasione fiscale, bisogna che la rendita finanziaria sia tassata adeguatamente e quando un provvedimento dà 100 euro all'anno di miglioramento fiscale per chi prende fino a 20.000 euro e dà 6-7-800 euro a chi ha redditi di 3 o 4 volte superiori, questa è una riforma ingiusta, non accettabile. Dall'altra parte - prosegue - è necessario che si allarghi la base imponibile dell'Irpef". 

E ancora il segretario della Cgil a Bari attacca: "Il metodo non può essere che la maggioranza si presenta con le proposte già decise e ci informa di quello che intende fare. Questo è un modo per ammazzare la rappresentanza sociale, non per coinvolgere il mondo del lavoro nelle scelte che devono essere realizzate", spiega. "Il tema oggi è creare lavoro, perché finché i giovani e le persone sono precari, sono poveri pur lavorando, non avranno una pensione degna di questo nome e questo non fa altro che aumentare la sofferenza e la divisione sociale. Su questi elementi noi abbiamo bisogno che ci sia un cambiamento, non formale ma sostanziale e altri tavoli di trattativa non sono ancora cominciati", conclude infine.

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