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Angelo Giorgianni chi è giudice, partito, moglie: il suo ruolo con i no Green Pass

Chi è Angelo Giorgianni, il giudice sospeso dalla sua funzione e dal suo studente

27 Ottobre 2021

Angelo Giorgianni chi è giudice, partito, moglie: il suo ruolo con i no Green Pass

fonte: wikipedia

Angelo Giorgianni chi è giudice, partito, moglie: il suo ruolo con i no Green Pass. Laureato in giurisprudenza presso l'Università di Messina nel 1975, è stato in magistratura dal 1977 e ha operato nelle procure prima di Caltagirone poi di Reggio Calabria fino al 1985, quando tornò a Messina, dove in seguito diviene Sostituto procuratore della Repubblica. 

Chi è Angelo Giorgianni partito

Angelo Giorgianni è nato a Polistena il 20 maggio 1954 ed è un ex magistrato e politico italiano. Nel 1996 è eletto al Senato per Rinnovamento Italiano nel collegio di Fano. È nominato sottosegretario agli Interni del Governo Prodi I fino al 13 marzo 1998, quando si dimette a motivo del "verminaio Messina". Lascia i diniani per il Partito Popolare Italiano per un anno per passare all'UDEUR. Nel 2001 torna in magistratura, divenendo poi Presidente di Sezione presso la Corte di Appello di Messina. Nel 2010 è nominato dal ministro Angelo Alfano come uno dei tre presidenti dell'Organismo Indipendente di Valutazione (OIV), organismo che valuta i dirigenti del Ministero della giustizia. Oltre al ruolo di Presidente di Sezione in Corte di Appello ricopre poi il ruolo di Presidente di Commissione Tributaria Regionale. 

Co-autore del controverso libro “Strage di Stato. Le verità nascoste del Covid-19” con prefazione di Nicola Gratteri e contenuti complottistici e negazionisti, nell'ottobre del 2021 ha annunciato di lasciare la magistratura dopo aver partecipato a una manifestazione contro il green pass perché “se il fatto di indossare la toga mi deve limitare a esprimere la mia opinione sulla legittimità di atti o di provvedimenti, o peggio ancora a denunciare fatti penalmente rilevanti, anche se riguardano rappresentanti delle istituzioni, allora preferisco lasciare la toga“. In seguito a questi comportamenti, incluso quello di aver denunciato il governo italiano alla Corte internazionale di giustizia per crimini contro l'umanità e l'aver invocato una "nuova Norimberga", alcuni componenti del Consiglio superiore della magistratura hanno richiesto una pratica urgente davanti alla prima commissione per "verificare l’impatto di tali condotte sulla percezione della sua indipendenza quale magistrato". L'Associazione nazionale magistrati ha definito le affermazioni di Giorgianni "apodittiche", condannando "fermamente le parole e la condotta, non improntata a misura, equilibrio e sobrietà".

Angelo Giorgianni moglie

Non si sa chi sia la moglie di Angelo Giorgianni. Da alcune fonti sembra che il suo nome sia Patrizia. 

Angelo Giorgianni no green pass

Durante il suo intervento a piazza del Popolo Angelo Giorgianni aveva detto che i manifestanti avevano dato un "preavviso di sfratto" a "coloro che occupano abusivamente i palazzi del potere" e aveva invocato nei confronti di questi ultimi una nuova Norimberga, chiedendo "giustizia per i morti , le privazioni, la sofferenza che hanno causato".

Era quindi seguito quello che sembrava l'annuncio di dimissioni immediate dall'ordine giudiziario: "A coloro che dicono che la mia posizione è incompatibile, rispondo che scelgo il popolo sovrano e lascio la toga". Il giudice non aveva ancora abbandonato la toga, come sembrava avesse intenzione di fare subito dopo la manifestazione del 9 ottobre: aveva sì chiesto al Csm di essere collocato a riposo, ma solo a partire da gennaio del 2022.

Il ministro della Giustizia Marta Cartabia aveva reagito dando incarico ai suoi ispettori di procedere ad accertamenti. Poi si era mosso anche il Pg della Cassazione, mentre al Csm il gruppo di Area aveva chiesto l'apertura di una pratica in Prima Commissione. Davanti alla Sezione disciplinare la difesa di Giorgianni aveva provato a giocare la carta del rinvio, allegando la richiesta del magistrato, che andrà in pensione a gennaio, di anticipare a novembre il collocamento a riposo. Inutilmente però, visto che il tribunale delle toghe è andato dritto per la sua strada, accogliendo la richiesta del Pg.

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