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Morte Martina Rossi: cassazione conferma condanne, 3 anni a testa per i due imputati

Tre anni a Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni per tentata violenza sessuale di gruppo sulla studentessa morta a Palma di Maiorca nel 2011

08 Ottobre 2021

Morte Martina Rossi: cassazione conferma condanne, 3 anni a testa per i due imputati

Morte di Martina Rossi, confermate dalla Cassazione le due condanne a 3 anni per Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, i due ragazzi condannati per tentata violenza sessuale di gruppo. La loro condanna è legata al decesso studentessa genovese, deceduta il 3 agosto 2011 a soli vent'anni. Secondo l'accusa, la ragazza cadde dalla terrazza del sesto piano dell'hotel 'Santa Ana' a Palma di Maiorca mentre cercava di fuggire da un tentativo di stupro.

Morte Martina Rossi: condanna di 3 anni per i due ragazzi imputati

E' la decisione dei giudici della Quarta sezione penale della Corte di Cassazione che hanno dichiarato inammissibili i ricorsi dei due imputati. La sentenza è arrivata dopo quasi due ore di camera di consiglio. I supremi giudici hanno confermato la sentenza del processo di appello bis di Firenze dello scorso 28 aprile come chiesto dal sostituto procuratore generale Elisabetta Ceniccola nel corso della sua requisitoria oggi in udienza. In primo grado davanti al Tribunale di Arezzo il 14 dicembre 2018 Vanneschi e l’amico Albertoni vennero condannati a 6 anni di reclusione per tentato stupro e morte in conseguenza di altro reato. Il 9 giugno 2020 la Corte d'appello di Firenze li aveva poi assolti "perché il fatto non sussiste".

La Cassazione però il 21 gennaio scorso ha annullato la sentenza di assoluzione disponendo un nuovo processo per i due imputati. L'appello bis a Firenze, lo scorso 28 aprile, si è concluso con la condanna a 3 anni di Vanneschi e Albertoni per tentata violenza sessuale di gruppo, essendosi prescritto l'altro reato. Come si legge nelle motivazioni del processo bis, per i giudici della Corte d'appello di Firenze appare "provato al di là di ogni ragionevole dubbio che Martina Rossi, la mattina del 3 agosto 2011, precipitò dal terrazzo della camera 609 dell'albergo dove alloggiava, nel tentativo di sottrarsi a una aggressione sessuale perpetrata a suo danno dagli imputati".

"Finalmente la verità, anche se quello che ha sofferto Martina non lo cancella nessuno. Non hanno avuto neanche pietà". Queste le parole di Franca Murialdo, la mamma della studentessa morta nel 2011. "Quando ho letto la sentenza di appello bis ho pensato che faceva onore alla verità. Ecco è vero, lo conferma la Cassazione".

Dopo la sentenza ha invece commentato così Bruno Rossi, papà di Martina: "Non ci deve essere più nessuno che possa permettere di far del male a una donna e passarla liscia. Ora posso dire a Martina che il suo papà è triste perché lei non c’è più, ma anche soddisfatto perché il nostro paese è riuscito a fare a giustizia".

"Non esiste un’altra verità se non quella per cui Martina Rossi è morta per sfuggire a un tentativo di stupro ed era talmente disperata al punto da scavalcare un balcone al sesto piano", afferma Luca Fanfani, avvocato dei genitori di Martina. "Ora la Spagna chieda scusa per come ha archiviato l’indagine e per il fatto che quella stanza d’albergo venne affittata solo qualche ora dopo", ha aggiunto.

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