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Sicilia in zona arancione o gialla? Nessuna delle due. Scampato il pericolo chiusura

Possibile colpo di scena dopo le speculazioni sul cambio di colore per alcune zone d'Italia. Nessuna zona gialla, neanche in Sicilia

19 Agosto 2021

Vacanze

Fonte: lapresse.it

Giornate intense di speculazioni per la Sicilia, che attende di sapere se passerà in zona arancione o gialla a seguito dell'aumento dei ricoveri negli ospedali, nuovo parametro decisionale per il cambio di fascia nell'emergenza Covid. È possibile che l'isola riesca a scamparla grazie all'aggiunta strategica di posti letto nelle terapie intensive. Si ipotizza che tutta l'Italia resti in zona bianca anche a fronte delle proteste degli ultimi giorni, dove migliaia di turisti ed esercenti hanno lamentato il disagio che ulteriori restrizioni a causa del Covid provocherebbero a un settore già in ginocchio.

Sicilia in zona arancione o gialla? Nessuna delle due. Scampato il pericolo chiusura

La Sicilia rimane con il fiato sospeso in attesa della conferma dell'eventuale cambio di colore che determinerà nuove regole e restrizioni nell'isola del sud Italia. Secondo alcune indiscrezioni non ci sarebbe motivo per inutili allarmismi e tutta l'Italia potrebbe rimanere in zona bianca. Venerdì 20 agosto la decisione ufficiale da Roma, in base ai dati sui contagi e sui ricoveri negli ospedali di regione in regione, nuovo parametro nella scala di colori regionali attribuita in tutta Italia in merito all'emergenza Covid.

L'ordinanza è ancora in forse, ma se la Sicilia dovesse passare in zona gialla (o arancione) a causa dell'alto numero di ricoveri le nuove misure entrerebbero in vigore a partire da lunedì 23 agosto. Al 19 di agosto la Sicilia, che fino a questo momento aveva fatto preoccupare per l'aumento dei casi di Covid, registra una stabilità dei valori utili al cambio di fascia: 10% di ricoveri nelle terapie intensive e 17% nell'area medica. La Regione aveva creato allarmismi dopo che per quattro giorni era rimasta al 9% solo con le rianimazioni.

Sicilia e Sardegna in zona gialla: le Regioni provano a resistere

Possibili cambi si erano temuti anche per la Sardegna, dove i dati mostrano rispettivamente un 9% e 10%. Un ribasso del 2% nelle intensive da quell'11% che aveva fatto temere per il peggio. Per entrambe le isole un cambio di colore sarebbe devastante, considerato che entrambe le Regioni vivono principalmente di turismo e che anche a un anno e mezza di distanza dall'inizio della pandemia, gli italiani devono ancora convivere con restrizioni e imposizioni relative al contenimento Covid. Non bastava la scomodità del green pass a compromettere le vacanze estive, adesso anche il rischio di una nuova chiusura potrebbe oscurare il futuro lavorativo (e ludico) di molti. 

Fino a qualche settimana fa si parlava di Sicilia in zona arancione, con addirittura qualche città in zona rossa. Un incubo che si sperava fosse alle nostre spalle ma che a fronte dei nuovi parametri di contenimento del virus fanno preoccupare non poche regioni. In Sicilia, l'incidenza settimanale dei ricoveri aveva superato i 150 casi ogni 100mila abitanti per diversi giorni, posizionando la Regione in pole position per un eventuale cambio di fascia. I ricoveri in terapia intensiva sono infatti più che raddoppiati nelle ultime settimane, e il loro peso incide sul totale delle degenze. Questo comporta che la gravità dei ricoveri sia maggiore rispetto alle settimane passate, e che l'incertezza sulla zona bianca rimanga.

Sicilia in zona gialla. Colpa dei no-vax?

Per passare in giallo, la Sicilia dovrebbe presentare le seguenti condizioni: un incidenza superiore ai 150 casi ogni 100mila abitanti su base settimanale (raggiunta  a pieno nelle scorse settimane e a 140 al 19 agosto). Terapie intensive occupate al 20% (si è sopra il 10). Posti di area medica al 30 (siamo a 17). Giallo dietro l'angolo, sì, ma non è ancora detta l'ultima parola. Le Regioni del Sud Italia resistono e sperano nella salvezza, che ancora oggi ha un colore solo: il bianco. Si fanno sentire anche le voci dei ristoratori e albergatori dell'isola, per i quali il cambio di fascia sarebbe l'ennesimo segnale di abbandono da parte di un governo che non ha fatto altro che imporre restrizioni.

Per alcuni invece, da incolpare sarebbero i no vax. Nell'isola le somministrazioni del vaccino anti Covid sono diminuite del 43% in una settimana e gli hub vaccinali sono semi-vuoti. Il movimento no-vax è particolarmente sentito in Sicilia e secondo gli esperti del settore questo avrebbe inciso sulla situazione attuale. Come riferito da Antonello Maurotti, docente di Statistica all'Università Lumsa e ricercatore statistico sul Covid-19, la Sicilia rischia di tornare a una situazione simile a quella di marzo 2020. "Il 17 agosto - dice Maurotti - quasi un quarto dei casi italiani è stato registrato nell’isola. Non si vedono ancora segnali di picco e, pur sapendo che la curva dei contagi non potrà crescere per sempre, il rischio di vedere il numero giornaliero di nuovi contagi andare oltre il muro dei 1.500 è più che una semplice ipotesi. Saranno le misure introdotte in zona gialla in grado di contenere il contagio in Sicilia? L’utilizzo della mascherina anche all’aperto avrà un effetto, ma, onestamente, oggi non è detto che sia sufficiente. La zona arancione è anch’essa dietro l’angolo. Anzi, se i prossimi giorni confermeranno l’andamento osservato in queste settimane di agosto, la zona arancione sarà una certezza".

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