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Operaio morto a Bergamo: è la seconda vittima sul lavoro in 24 ore

Fiom-Cgil Bergamo: "È inaccettabile morire in questo modo ai giorni nostri. La salute e la sicurezza dei lavoratori prima di tutto"

10 Agosto 2021

Morti sul lavoro,

È morto a soli 36 anni, cadendo dal tetto di una fonderia di San Paolo D'Argon (Bergamo). Un salto nel vuoto di ben 8 metri, che non ha lasciato scampo alla vittima. L'incidente è avvenuto alla Toora Casting, una delle aziende del distretto industriale della cittadina bergamasca. Un'area dove si continua a morire sul lavoro, in quel tragico crocevia che poco dista dall'area di Alzano Lombardo, già duramente colpita dal Covid. 

L'operaio, un uomo di origini indiane, viveva a Presezzo ed era dipendente di una ditta di Brembate Sopra che effettua lavori di rimozione dell’amianto. Anche nella mattina di martedì 10 agosto l'uomo era al lavoro su un tetto, quando un passo su un lucernaio, che si è rotto, gli è stato fatale.

Operaio morto a Bergamo: è la seconda vittima sul lavoro in 24 ore

Secondo quanto comunica Areu, l'Agenzia regionale emergenza urgenza, l'uomo è deceduto dopo essere precipitato all'interno della Toora Casting di via Mazzini, che produce componenti d'alluminio per auto. Sul posto sono presto arrivati i soccorsi, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Ora sul caso indagano i Carabinieri, nel tentativo di capire come sia potuto avvenire l'incidente. 

Uno dei dettagli che non tornano nella vicenda è che era regolarmente presente una rete di protezione, appositamente installata. Ciononostante, forse per via di un foro o di un difetto, non ha retto l'impatto con il corpo in caduta libera. L’operaio è passato attraverso un'apertura della rete, picchiando fatalmente la testa a terra. Nessuno ha direttamente assistito alla caduta.

È la seconda vittima sul lavoro in 24 ore: ieri, nel Foggiano, è morto un operaio di 47 anni schiacciato da una lastra di calcestruzzo. In Valtellina, domenica, a perdere la vita era stato un guardacaccia neoassunto di 18 anni. Il bilancio delle vittime di incidenti sul lavoro dall'inizio dell'anno arriva ora a 530.

Morti sul lavoro, la denuncia dei sindacati

Per la Fiom-Cgil di Bergamo "è inaccettabile morire in questo modo ai giorni nostri quando esistono tutte le misure di protezione per evitare le cadute dall'alto". In una dichiarazione rilasciata anche sui propri canali social, il sindacato afferma: "Riteniamo necessario investire maggiormente sui controlli e sulla formazione dei lavoratori in materia di sicurezza. La salute e la sicurezza dei lavoratori deve essere vista dalle aziende come un investimento e non un costo (troppo spesso) da tagliare."

"La Cisl da mesi denuncia l’esigenza di più controlli nei luoghi di lavoro, andando a potenziate gli organismi di controllo dedicati e certificare le imprese che mettono la salute e la sicurezza come condizione primaria nel compito della loro attività", precisa il segretario della Ust Cisl di Bergamo, Danilo Mazzola. "La vertenza nazionale aperta da alcuni mesi, va rilanciata con più determinazione".

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