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Statale di Milano, Green pass per lo studentato, i fuorisede: "Non è così semplice"

L'ateneo milanese assegnerà i posti in base al possesso della certificazione verde. C'è tempo fino al 31 dicembre

20 Luglio 2021

università

Il Green pass sbarca in studentato: è la decisione presa dall'Università statale di Milano, che assegnerà i posti ai giovani in possesso della certificazione verde. Il Giornale d'Italia ha sentito i pareri di alcuni studenti circa la nuova misura adottata dall'amministrazione, che aggiunge una limitazione agli accessi. L'intenzione dichiarata è quella di impedire l'esplosione di nuovi focolai, come già avvenuto nei mesi precedenti.

Ma è anche una questione di spazi, che con la pandemia hanno visto un taglio nei posti letto. "È una misura presa in primis per poter tornare alla capienza piena nelle residenze", precisa Marina Brambilla, la prorettrice ai Servizi agli studenti. "Nell'ultimo anno abbiamo dovuto bandire tutte le doppie e anche le triple in singole, questo per evitare la condivisione dei bagni e problemi nella gestione delle quarantene. Situazione che si è protratta già per un anno e mezzo, ma va contro a un altro diritto: quello degli studenti di avere posti letto. Di fatto bisogna prendere delle scelte, visto che già l'offerta è inferiore alle richieste. Noi abbiamo 64mila studenti e una quota del 15-20% è fuorisede".

Statale di Milano, Green pass per lo studentato, i fuorisede: "Non è così semplice"

L'amministrazione promette nella delibera di "farsi parte attiva per estendere progressivamente l'utilizzo delle camere, garantendo la graduale assegnazione di tutti i posti disponibili". "La situazione di utilizzo a pieno regime sarà ottenuta entro la data indicata attraverso la copertura vaccinale dei beneficiari del posto alloggio", precisa.

Ma cosa pensano gli studenti di questa decisione? 

Per i ragazzi provenienti dall'estero potrebbe essere un problema. "Io sono arrivato dalla Cina, dove mi sono vaccinato con Sinovac. E questo è un problema, perché l'Europa non riconosce i vaccini cinesi. Chi è nella mia situazione si trova con le mani legate", racconta Pascale, ragazzo Sudafricano che ha studiato in Cina prima di scegliere Milano per proseguire gli studi.

"Io non sono d'accordo a priori, ci sono pochissimi casi di persone morte di Covid sotto i 30, quindi io sono contraria", dice invece Claudia.

"E il rischio di contaggiare parenti ed amici non più trentenni non lo teniamo in considerazione?", risponde un altro studente, "Per me è giusto così". "Anche se non è semplice", aggiunge Marco, "E non è scontato che tutti abbiano già il vaccino, spero di poter avere il posto anche se la prima dose sarà solo a fine agosto".

"Permettere a chi ha il Green pass di seguire in aula penso sia una cosa giusta, ormai molti non si stanno vaccinando per scelta, perché si pensano di mandare in prima linea altri e sperano nell'immunità di gregge senza motivo", dice Gabriele.

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