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Whirlpool Napoli, protesta contro i licenziamenti: "Se Governo tace è complice"

Più di 200 dipendenti manifestano contro i licenziamenti collettivi dello stabilimento Whirlpool a Napoli e intanto l'ad dell'azienda dice: "Siamo consapevoli della nostra scelta"

20 Luglio 2021

Whirlpool Napoli, protesta contro i licenziamenti: lavoratori bloccano le strade

Whirlpool (fonte LaPresse)

Giornata di proteste a Napoli: i dipendenti della Whirlpool continuano a far sentire la loro voce dopo la decisione dei vertici dell'azienda di chiudere lo stabilimento campano. Sono circa 200 i lavoratori che al momento stanno bloccando le strade principali della città, le vie del centro, ma anche i binari dei treni ad Alta Velocità della stazione Garibaldi. Mentre chiedono comprensione e giustizia con i megafoni, i manifestanti tengono in mano slogan e striscioni contro l'ultima delibera dell'azienda americana leader mondiale nella produzione e nella distribuzione di elettrodomestici.

Whirlpool Napoli, protesta contro i licenziamenti: "Se Governo tace è complice"

Il blitz dei lavoratori della Whirlpool è iniziato oggi, martedì 20 luglio 2021, verso le 9 di mattina e andrà avanti per tutta la giornata. Il punto di ritrovo per i manifestanti è stata la stazione centrale di Napoli, dove si trovano tutt'ora in più di 200. Più passano le ore e più cresce il numero di persone che si unisce all'unisolo con le voci di protesta dei dipendenti dell'azienda che, dopo l'ultima decisione del Cda, rimarranno a casa senza loro lavoro.

Prima di tutto gli operai hanno bloccato i binari dei treni ad Alta Velocità - creando così disagi e rallentamenti su tutte le linee - e poi, in un secondo momento, si sono spostati nelle vie del centro di Napoli per bloccare le strade e quindi la normale circolazione di macchine, motorini e mezzi di trasporto pubblici e privati. 

La richiesta dei dipendenti Whirlpool ancora una volta è una sola ed ben precisa: bloccare i 350 licenziamenti voluti dall'azienda. La doccia fredda per gli operai dello stabilimento napoletano era arrivata qualche giorno fa, quando l'ad Luigi La Morgia, durante la riunione al tavolo al Mise guidato dal viceministro dello Sviluppo economico Alessandra Todde, aveva annunciato l'avvio della procedura di licenziamento collettivo. "Lo abbiamo deciso dopo una lunga riflessione", aveva detto.

"Siamo consapevoli della nostra scelta, siamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia", aveva proseguito l'amministratore delegato dopo l'annuncio. La procedura dei licenziamenti "non deve essere una pregiudiziale - aveva precisato La Morgia - per l'individuazione di una alternativa" e di un nuovo soggetto "industriale". Ormai "la produzione è ferma a Napoli da oltre 8 mesi", aveva concluso. 

Sono intanto diverse le voci che si sentono da Napoli e che accusano il governo il quale "se tace - dice Italia Orofino, operaia della Whirlpool di via Argine - vuole rendersi complice di questa assurda decisione dell'azienda stando in silenzio". E ancora: "Noi non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. Non si può permettere la chiusura dei cancelli di un'azienda che non solo non rispetta gli accordi, ma in più scoppia di salute", conclude.

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