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Pisa, rave party abusivo con 6mila giovani: ma le discoteche rimangono chiuse

Il rave illegale organizzato a Tavolaia (Pisa) suona come una vera e propria beffa a quegli imprenditori che, a più di un anno di distanza dall'inizio della pandemia Covid, attendono di riaprire le loro discoteche

05 Luglio 2021

Pisa, rave party abusivo con 6mila giovani: ma le discoteche rimangono chiuse

Party (fonte: Pixabay)

Rave party abusivo a Tavolaia, frazione del comune di Santa Maria a Monte, nella provincia di Pisa: sono circa 6mila i giovani che ne hanno preso parte, ignorando le norme anti-contagio da Covid 19 imposte dal Governo. Le discoteche al momento sono ancora chiuse, eppure gli italiani hanno voglia di tornare a vivere la vita di prima e divertirsi. Secondo le ultime indiscrezioni a partecipare sono state anche persone provenienti da altri Paesi europei. Sono state avvistate infatti numerose macchine con targa francese e tedesca. 

Pisa, rave party abusivo con 6mila giovani: ma le discoteche rimangono chiuse

A denunciare il rave party nella provincia di Pisa sono stati i residenti della zona, i quali nei giorni scorsi hanno pubblicato sui loro profili social numerose lamentele sui giovani ubriachi che avrebbero lasciato enorme quantità di sporcizia in giro e avrebbero fatto irruzione addirittura nei giardini delle loro abitazioni per usarli come bagni.

Dunque mentre il Governo italiano non dà risposte decisive su riaperture di locali notturni e discoteche, 6mila giovani si ammassano, violando ogni regola anti-contagio, per una festa clandestina. La location del rave abusivo un terreno privato. Una vera e propria beffa a quegli imprenditori che, a più di un anno di distanza dall'inizio della pandemia, attendono di riaprire le loro discoteche.

"Le discoteche - ha detto Gianni Indino, segretario del Silb-Confcommercio e leader dei gestori dei locali da ballo della riviera romagnola - in questo momento potrebbero essere un elemento di controllo, potrebbero essere al servizio della comunità ed essere la risposta a tutta questa situazione che sta diventando sempre più incontrollabile. Noi - ha concluso - potremmo essere uno strumento utilissimo per controllare e per mettere in sicurezza la situazione, anche perché si verificano in strada risse, aggressioni e rapine che si insinuano nella voglia di stare insieme dei ragazzi".  

A unirsi alla richiesta è stato anche il governatore ligure Giovanni Toti: "Mentre l'Europa balla, in Italia, nonostante il via libera del Cts, non c'è ancora una data per la riapertura delle discoteche. Un settore in ginocchio che merita certezze esattamente come le altre attività che hanno patito le chiusure della pandemia. I dati del Covid ormai consentirebbero di ripartire in sicurezza con il Green Pass e questo tentennamento non fa che incoraggiare feste abusive e assembramenti fuori controllo. Cosa stiamo aspettando?", si è domandato infine. Ora toccherà al Governo dare una risposta.

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