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Attacchi informatici, l'Italia guida le operazioni contro la Vpn criminale

L'indagine, diretta dalla procura di Milano, ha coinvolto Canda, Stati Uniti ed Europa. Sequestrata l'infrastruttura utilizzata per attacchi informatici in tuto il mondo

01 Luglio 2021

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computer (foto pixabay)

La Polizia Postale, sotto la direzione della procura di Milano, ha portato avanti un'operazione internazionale contro gli attacchi informatici che si chiude oggi con il sequestro della Vpn criminale utilizzata per portare avanti tali attacchi. L’infrastruttura di rete Vpn in questione era in grado di anonimizzare e cifrare le tracce informatiche usate da gruppi criminali che colpivano le loro vittime attraverso i ransomware. L’operazione ha coinvolto forze dell'ordine e autorità giudiziarie in Europa, Stati Uniti e Canada, è stata coordinata dall’Europol, Eurojust e dalla procura nazionale olandese.

La Polizia Postale ha chiuso uno dei nodi dell’infrastruttura della rete che forniva un rifugio sicuro ai criminali informatici da cui attaccare le vittime. In varie parti del mondo sono stati sequestrati i server dove l'infrastruttura digitale, chiamata DoubleVpn, ospitava contenuti. I relativi domini web legati agli hacker sono stati sostituiti da una splash page con i loghi delle forze dell'ordine partecipanti. Tale sequestro coordinato è stato effettuato nel quadro della piattaforma europea multidisciplinare contro le minacce criminali (Empact).

Attacchi informatici, come funzionava il sistema sequestrato

DoubleVpn era ampiamente pubblicizzato sui forum online di criminalità informatica, sia russi che anglofoni, come mezzo per consentire a operatori di ransomware e truffatori di phishing di mascherare la propria ubicazione e identità. Il servizio si vantava di fornire un alto livello di anonimato offrendo connessioni Vpn singole, doppie, triple e persino quadruple ai suoi clienti. DoubleVpn è stato utilizzato per compromettere reti in tutto il mondo e la sua offerta di connessione Vpn più economica costava solo 22 euro (25 dollari).

"Questa indagine penale riguarda i criminali che pensano di poter rimanere anonimi, agevolando le operazioni di criminalità informatica su larga scala, ha detto il procuratore olandese Wieteke Koorn. E ha aggiunto: "Con la nostra iniziativa, compreso il potere investigativo speciale sulle intrusioni digitali, vogliamo rendere molto chiaro che non ci possono essere rifugi sicuri per questo tipo di criminali. I loro atti delinquenziali danneggiano la società digitalizzata ed erodono la fiducia dei cittadini e delle aziende nelle tecnologie digitali, quindi il loro comportamento deve essere fermato".

Operazione DoubleVpn: la cooperazione internazionale come arma per contrastare i crimini informatici

La cooperazione internazionale è stata fondamentale per il successo di questa indagine, poiché le infrastrutture critiche erano sparse in tutto il mondo. Il Centro europeo per la criminalità informatica di Europol (EC3) ha supportato l'indagine fin dall'inizio, riunendo tutti i paesi coinvolti per stabilire una strategia comune. I suoi specialisti di criminalità informatica hanno organizzato oltre 30 riunioni di coordinamento e quattro workshop per preparare la fase finale del takedown, oltre a fornire assistenza analitica e di cripto-tracing. Nel giorno dell’operazione, presso Europol è stato istituito un posto di comando virtuale per garantire un coordinamento continuo tra tutte le autorità coinvolte nell'operazione.

Eurojust ha facilitato la cooperazione giudiziaria transfrontaliera e il coordinamento, per garantire una risposta adeguata al fine di smantellare la rete. A questo scopo, fin dall'ottobre dello scorso anno, si sono svolte sei riunioni di coordinamento dedicate, organizzate da Eurojust, e si è creato un centro di coordinamento nel giorno del takedown.

"Le forze dell'ordine sono più efficaci quando lavorano insieme e il comunicato di oggi manda un messaggio forte ai criminali che usano questi servizi: l'età dell'oro delle Vpn criminali è finita. Insieme ai nostri partner internazionali, siamo impegnati a far arrivare questo messaggio forte e chiaro", ha detto il capo dell'Ec3 di Europol, Edvardas Šileris, commentando il blitz internazionale.

Hanno partecipato all'operazione: Paesi Bassi con Polizia nazionale (Politie) e Procura nazionale (Landelijk Parket), Germania con Ufficio federale di polizia criminale (Bundeskriminalamt) e Ufficio del procuratore generale di Francoforte sul Meno - Centro per la criminalità informatica; il Regno Unito con Agenzia Nazionale del Crimine (Nca), Canada con Polizia Canadese (Rcmp), Stati Uniti con Federal Bureau of Investigation (Fbi), Us Secret Service (Usss), Us Department of Justice (Doj), Svezia con Autorità di polizia svedese (Polisen), Autorità giudiziaria svedese (Åklagarmyndigheten), Italia con Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lombardia, Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Roma, Procura della Repubblica di Milano, Bulgaria con la Direzione generale per la lotta contro la criminalità organizzata del Ministero dell'Interno bulgaro, Svizzera con Polizia Cantonale Ticino (Polizia Cantonale del Canton Ticino) e Ministero Pubblico del Canton Ticino. Infine, il Centro europeo per la criminalità informatica (Ec3), Eurojust ed Europol.

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