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Lavoro, alla cabina di regia di lunedì anche il blocco licenziamenti

Il criterio dell'accesso agli aiuti è ora al vaglio delle autorità come possibile soluzione dopo il pressing di partiti e sindacati

27 Giugno 2021

Lavoro, blocco licenziamenti a chi ha usato di più la cassa Covid, la proposta a pochi giorni dalla fine del Dpcm

Blocco dei licenziamenti per le aziende che hanno maggiormente usato la Cassa Covid. Questa sembra ora la possibile soluzione fornita dal Governo dopo la pressione dei sindacati e l'avvicinarsi della scadenza del primo luglio. Su questa ipotesi potrebbe convergere presto la maggioranza per sciogliere il nodo sullo sblocco dei licenziamenti, altrimenti pronto a scattare in modo pressoché generalizzato dal primo luglio. Misura che andrebbe del decreto-ponte atteso entro martedì e chiamato anche a rinnovare lo stop alle cartelle esattoriali e disinnescare la 'bomba' comuni.

 
La sintesi per trovare l'intesa sui nodi aperti sarebbe affidata alla cabina di regia convocata per domani lunedì 28 giugno alle 17.30 dal premier Mario Daghi. Il decreto licenziamenti-cartelle-Comuni per accelerarne l'iter verrebbe poi riassorbito come emendamento dallo stesso decreto Sostegni bis, ora in discussione alla Camera. Dote del provvedimento circa 3-4 miliardi da reperire tra i risparmi dei ristori.

Lavoro, blocco licenziamenti: la proposta

La maggioranza ragiona alla possibilità di prorogare lo stop ai licenziamenti per le aziende che vi hanno fatto maggiormente risorse: l'utilizzo del criterio dell'incidenza media della cassa Covid permetterebbe infatti di stabilire un criterio oggettivo, trasversale tra settori, per superare il rischio di incostituzionalità rappresentato da un eventuale blocco ai licenziamenti selettivo settoriale per abbigliamento, calzature e tessile.

In sintesi, il criterio dell'incidenza media della cassa integrazione renderebbe passibili di continuità del blocco quelle aziende che hanno usato maggiormente la Cassa covid rispetto all'uso medio, in un certo periodo di tempo da stabilire, il che sarebbe un indicatore di difficoltà in cui versa quell'azienda.

Lavoro e tasse: più tempo ai comuni

Nel pacchetto lavoro anche i progetto di rinnovare la Cigs per le 85 aziende coinvolte nei tavoli di crisi aperti al Mise. Tra le norme quella sostenuta dal vice ministro Laura Castelli per dare un mese in più ai Comuni per approvare i regolamenti e le tariffe Tari, termine che passa dal 30 giugno al 31 luglio. Ma sul tavolo anche l'eventuale rinvio dei termini per decidere piani economico finanziari dei Comuni in dissesto.

Tra le misure in cantiere anche lo stop al pagamento della rata Imu di dicembre per i proprietari che subiscono gli effetti del blocco degli sfratti. Nel dl è atteso anche il rifinanziamento per circa 700 milioni della nuova Sabatini, ovvero gli incentivi per investimenti in innovazione da parte delle imprese delle imprese a secco dal 2 giugno scorso.

Lavoro, Renzi: "Non vedo bombe sociali"

Per il ministro del lavoro Orlando l'Italia "è stato l'unico paese dell'Unione Europea a bloccare in totale i licenziamenti, per tutelare i lavoratori, le famiglie e i cittadini in una fase estremamente delicata in questa fase del Covid. Bisognerà trovare un modo graduale per tornare alla normalità".

E aggiunge: "Già prima era stato pensato un percorso a tappe, come uno sblocco più tardivo per le casse integrazione o vagliare ulteriori misure per proteggere i lavoratori dei settori che ancora non sono usciti dalla crisi. Alcuni settori sono già usciti dalla crisi, come l'edilizia. Ma ad esempio tessile e manifattura - per esempio - ancora necessiteranno di misure attente per uscire da questa fase."

Per il segretario Pd Enrico Letta "oggi è una giornata complessa e importante per il mondo del lavoro, ci sono i sindacati in piazza e io sono per ascoltare le loro richieste con attenzione, con la fine del blocco dei licenziamenti e l'ingresso in una nuova era di ripartenza. La nostra posizione è per un approccio selettivo su questo tema."

Matteo Renzi invece ribatte: "Io sono un pochino meno pessimista dei sindacati. Siamo a un passo da una grande ripesa, c'è una grande voglia di ricominciare. Questa volontà deve essere accompagnata da uno sforzo politico unanime. Mi auguro che la politica, tutti insieme, trovi le soluzioni anche con i sindacati. Non vedo bombe sociali"

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