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Michele Merlo, chiusa l'indagine della Ausl: "È stato assistito in maniera adeguata"

Si è conclusa senza accuse l'indagine interna della Ausl per verificare le condizioni in cui Michele Merlo era stato assistito dopo l'emorragia cerebrale che l'ha ucciso

11 Giugno 2021

Michele Merlo

Michele Merlo (fonte: Instagram @michele merlo)

Si è conclusa senza sorprese l'indagine interna dell'Ausl a seguito della morte di Michele Merlo, la star di "Amici" deceduta per un'emorragia cerebrale causata da leucemia fulminante. L'audit clinico non ha riportato particolari negligenze e l'ospedale di Vergato è assolto da ogni accusa. 

Michele Merlo, chiusa l'indagine dell'Ausl: "Assistito in maniera adeguata"

La colpa non è dei medici, lo dichiara l'Ausl che in una nota chiarisce: "In base ai documenti e alle testimonianze dei professionisti coinvolti, si sono evidenziate alcune criticità sotto il profilo organizzativo all’ospedale di Vergato, ma non di particolare gravità". Nonostante la guardia medica avesse scambiato i suoi sintomi iniziali (placche, mal di testa e mal di gola persistente) per un virus alla faringe, l'indagine interna ha dimostrato una corretta assistenza al ragazzo. "Confermiamo in tutti i momenti l’adeguatezza dei processi clinici e assistenziali", prosegue l'Ausl.

Scagionato anche il soccorritore del 118. Michele Merlo era stato soccorso in emergenza a casa della fidanzata, Luna Shirin Rasia, dove un medico del 118 avrebbe, in fase di stabilizzazione del paziente, "accusato Michele di aver fatto uso di sostanze stupefacenti". Il medico è stato poi messo in ferie forzate per un paio di giorni mentre l'Ausl conduceva le indagini. Anche in merito a questo intervento, l'azienda sanitaria non intercetta errori gravi. "Nonostante il contesto relazionale fosse influenzato dalla drammaticità delle condizioni del signor Merlo, le manovre di stabilizzazione del paziente sono state immediate e corrette".

Michele Merlo, l'Ausl: "Criticità sotto il profilo organizzativo"

Nas e Procura però non si accontentano, e vanno a ritroso. In una visita del 2 giugno 2021 Michele Merlo non avrebbe, secondo quanto riportato dai familiari, ottenuto la giusta assistenza. Non sarebbero stati infatti somministrati esami del sangue, che avrebbero potuto indicare la presenza della leucemia prima della tragedia. Anche qui l'Ausl non individua colpevoli. Alla famiglia Merlo era stata data la possibilità di una visita alla guardia medica in quanto al pronto soccorso l'attesa sarebbe stata troppo lunga. Peccato che la guardia medica abbia dato una diagnosi di faringite e prescritto solamente un semplice antibiotico. Una dinamica che rientrerebbe in quelle "criticità sotto il profilo organizzativo" di cui parla l'Ausl e che, nel caso di Michele Merlo, sono risultate fatali.

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