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Luca Attanasio, funzionario Onu indagato: "Ecco perché non fornì scorta adeguata"

La procura di Roma ha ascoltato 5 funzionari sulla dinamica dell’agguato a Virunga che costò la vita anche al carabiniere Iacovacci

09 Giugno 2021

Luca Attanasio, funzionario Onu indagato: "Ecco perché non fornì scorta adeguata"

Fonte: lapresse.it

Sono passati tre mesi dalla morte di Luca Attanasio, ambasciatore italiano in Congo, e finalmente c’è una svolta nelle indagini. Stando intatti a quanto ha riportato il Corriere della Sera, cinque funzionari dell'Onu sono stati ascoltati in merito alla dinamica dell’omicidio. Uno del gruppo, un funzionario del programma alimentare congolese, è stato indagato per il reato di omesse cautele.

Luca Attanasio, funzionario Onu indagato: "Non fornì scorta adeguata"

L'indagato non avrebbe provveduto a fornire ad Attanasio e al suo convoglio - in cui viaggiava il carabiniere Vittorio Iacovacci, anche lui morto nell'attacco - la scorta necessaria per attraversare la foresta di Virunga. Il pm Sergio Colaiocco che indaga per la Procura di Roma ha notificato al funzionario l’avviso di garanzia.

Zakia Seddiki, moglie dell'ambasciatore, aveva messo in luce le falle nell’organizzazione della scorta da parte delle Nazioni Unite. "Luca", aveva detto in questa intervista, "è stato invitato dal Programma alimentare mondiale per una visita su un progetto del Pam per le scuole. Era previsto che organizzassero tutto loro. Ha domandato: 'Chi si occupa della sicurezza e di tutto?'. Hanno risposto: 'Ci pensiamo noi alla sicurezza'". Così però non è stato. Chi doveva fornire la protezione adeguata ha finito per sottovalutare le possibili minacce presenti in zona. Almeno questa è l'ipotesi della Procura di Roma.

Congo, la ricostruzione sull'attacco all'ambasciatore

Sputano le prime indiscrezioni sull'attacco all'ambasciatore italiano in Congo e alla sua delegazione. I sei componenti del commando hanno prima ucciso l'autista congolese e poi condotto il resto delle persone nella foresta circostante al luogo dell'agguato. A quanto ha potuto apprendere l'agenzia di stampa Adnkronos da fonti di intelligence, il luogo dell'attentato era distante appena un centinaio di metri da dove si trovava una pattuglia dell'Istituto congolese per la conservazione della natura e anche un’unità dell'esercito congolese.

Le unità avrebbero provato a giungere in soccorso dei rapiti. Tuttavia, quando sono intervenuti i rangers, gli aggressori hanno sparato al carabiniere di scorta all'ambasciatore, Vittorio Iacovacci, e allo stesso diplomatico Luca Attanasio.

Il governo locale aveva autorizzato il movimento senza scorta del convoglio del World Food Programme (WFp), di cui faceva parte l'ambasciatore italiano a Kinshasa. L'attacco porterebbe la mano delle Forze democratiche ruandesi. Le fonti di intelligence hanno confermato, sempre all'Adnkronos, che le autorità locali sembrerebbero per il momento privilegiare la pista del Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr-Foca).

Tale gruppo risulta essere il residuo dei ribelli ruandesi di etnia Hutu. Il governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, ha riferito che le indagini sono in corso. In queste ore sarebbe stato inoltre interrogato uno dei sopravvissuti. Quest'ultimo avrebbe dunque confermato che gli aggressori si sono parlati in kinyarwanda e hanno parlato con gli ostaggi in swahili. Stando allo Us Counter Terrorism Center, le Fdlr sono il probabile responsabile di circa una dozzina di attentati terroristici commessi nel 2009, che hanno ucciso centinaia di persone nel Congo orientale.

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