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Covid, Italia gialla tranne tre regioni: cosa cambia dal 10 maggio

Solo Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta in zona arancione. Indice Rt sale a 0,89, ma cala l'incidenza

08 Maggio 2021

Milano in zona gialla, controlli intensificati nel weekend: ecco dove

Milano (fonte foto LaPresse)

Covid, Italia gialla tranne tre regioni: cosa cambia dal 10 maggio


Da lunedì 10 maggio l’Italia comincerà a respirare un po’ con il passaggio di quasi tutto il Paese in zona gialla. Misure anti-Covid quindi meno rigide, nessuna regione sarà in zona rossa, ma avremo solo tre in arancione Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta. Per tutte le altre regioni in zona gialla ci saranno meno restrizioni per spostamenti liberi e ristoranti aperti a pranzo e cena all'aperto. Nonostante le numerose richieste dei rappresentanti di alcuni schieramenti politici e dei commercianti in particolare, resta però in vigore il coprifuoco, dalle 22 alle 5 in tutta Italia. Questi provvedimenti vengono alla luce dopo gli ultimi dati dei contagi nel nostro Paese. Secondo il bollettino della Protezione Civile, che analizzano i dati regionali della giornata del 7 maggio sarebbero 10.554 i contagi da Covid in Italia, con un indice di positività è al 3,28%. Continua il lieve aumento dell'indice Rt , che sale a 0,89.

 

Zona gialla e zona arancione, le regole sugli spostamenti

In zona gialla gli spostamenti sono liberi, anche da una regione all’altra senza autocertificazione. Per le visite private nelle regioni gialle fino al 15 giugno si potrà andare in un'altra abitazione privata fino a quattro persone alla volta, che potranno portare con sé figli minori, di età anche superiore ai 14 anni. In zona arancione, si può uscire dal comune, di un massimo di 5.000 abitanti e spostarsi di 30 km , ma non verso un capoluogo. Le visite private potranno avvenire solo nello stesso comune. Sì all'accesso alle seconde case, anche se si trovano in zona arancione ma solo se non abitate e se ci si sposta solo in compagnia del nucleo familiare.

Apertura di bar e ristoranti in zona gialla e arancione

In zona gialla bar e ristoranti potranno lavorare a pranzo e a cena ma solo all'aperto, con un massimo quattro persone sedute, a meno che non si tratti di conviventi e rispettando la distanza di sicurezza di un metro. Dal primo giugno sempre e solo in zona gialla, i ristoranti potranno restare aperti anche al chiuso dalle 5 alle 18, con tavoli da quattro persone, meno che non si tratti di conviventi. La circolare del ministero ai prefetti dice che è consentito il servizio ai tavoli all'aperto e anche al banco solo "in presenza di strutture che consentano la consumazione all'aperto". Altrimenti, solo servizio ai tavoli e asporto, ammesso fino alle 18. All'interno dei bar bisogna rimanere il tempo strettamente necessario. In zona arancione bar e ristoranti sono chiusi. Rimane consentito l’asporto di cibo e bevande fino alle 18 dai bar e fino alle 22 da enoteche, vinerie e ristoranti.

Scuola e Università, cosa cambia

Palazzo Chigi rende noto che: "Fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori (secondarie di secondo grado). La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%". Per l'università fino al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza.

Palestre, piscine e spot all’aperto

Consentito lo sport all’aperto anche di squadra e di contatto, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri anche in zona arancione. Dal 15 maggio in zona gialla sarano consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre. Così il Governo risponde alla richiesta della riapertura delle attività sportive. E' consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio comune o, dove sarà vietato l’uso degli spogliatoi. In assenza di tali strutture, in comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all'aperto attività sportiva di base.

Riaprono cinema e teatri, ma dove?

In zona gialla riaprono cinema, teatri, sale concerto, live club, dove è necessario però che ci siano posti a sedere preassegnati e una distanza di un metro l’uno dall’altro. La capienza massima consentita è del 50% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto, spiega Palazzo Chigi. Secondo l’andamento epidemiologico e le caratteristiche dei siti, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida, si potrà autorizzare in seguito la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto.

 

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