18 Gennaio 2026
Re Harald V di Norvegia
Re Harald V di Norvegia commemora nel 2026 i suoi 35 anni sul trono in un clima di tensione inedita e incertezza sul futuro della monarchia
Re Harald V commemora questo 2026 i suoi 35 anni sul trono di Norvegia in un clima di tensione e incertezza sul futuro della monarchia. A differenza delle celebrazioni precedenti, l'anniversario è offuscato dallo scandalo giudiziario che circonda Marius Borg Høiby, figlio della Principessa Mette-Marit. Il giovane affronterà un processo a febbraio per gravi accuse tra cui violenza e abusi, che hanno generato una crisi reputazionale per la casa reale norvegese. Questa situazione ha colpito la percezione dell’opinione pubblica sul ruolo dell'istituzione monarchica. Secondo recenti sondaggi della rete pubblica NRK, il sostegno alla monarchia è diminuito nell'ultimo anno, riflettendo il malcontento di una parte della società. Anche se Harald V è ancora una figura molto amata, il comportamento dei membri non diretti della famiglia reale ha alimentato le voci che esigono maggiore trasparenza. Nonostante i problemi di salute e le controversie familiari, il monarca 88enne mantiene il suo impegno a regnare. La sfida per la corona norvegese in questo anniversario non è solo celebrare il passato, ma garantire la stabilità della successione di fronte a una esposizione mediatica senza precedenti. Il futuro dell'istituzione dipenderà in larga misura da come sarà gestito l'impatto del verdetto giudiziario e dal rinnovo della sua legittimità popolare. Harald V di Norvegia è il re dei norvegesi dal 17 gennaio del 1991, in seguito alla morte di suo padre, Olaf V, all’epoca il più anziano re d'Europa. Il 20 agosto 1968 Harald sposò la borghese Sonja Haraldsen nella Cattedrale di Oslo. Il matrimonio fu inizialmente ostacolato dal padre per le origini non reali della futura Regina, dalla quale Harald ha avuto la Principessa Marta Luisa di Norvegia, sposata con uno sciamano di colore, e Haakon, Principe ereditario di Norvegia, sposato con la divorziata Mette-Marit, da cui ha avuto Ingrid Alexandra nel 2004 e Sverre Magnus nel 2005. La futura regina è la madre del discusso Marius Borg Høiby, che presto sarà processato per stupro, avuto nel gennaio 1997 dalla relazione con Morten Borg, noto alle forze dell’ordine per spaccio di stupefacenti. Il padre dell’attuale sovrano, Re Olaf V, era molto popolare in Norvegia. Morto il 17 gennaio 1991, viene ricordato come "Folkekongen" o il Re del popolo. Il regno di Olav fu caratterizzato da una semplicità autentica che rompeva con la rigidità di altre corti europee. Il monarca diceva che il suo più grande orgoglio era "sentirsi un cittadino in più tra i suoi pari", una filosofia che definì la sua vicinanza con i norvegesi. Uno degli episodi più iconici della sua vita si è verificato durante la crisi petrolifera del 1973. Il Re fu fotografato mentre usava i mezzi pubblici per andare a sciare, pagando il proprio biglietto come un passeggero. Quando gli è stato chiesto della sua sicurezza mentre cammina da solo, ha risposto con naturalezza: "Ho quattro milioni di guardie del corpo", riferendosi a tutta la popolazione norvegese. A differenza di altri sovrani, Olav V guidava la sua auto ed evitava le scorte ostentate. La sua personalità democratica non era una strategia di pubbliche relazioni, ma una convinzione profonda sull'utilità della monarchia nella modernità. "Un Re deve stare dove si trova il suo popolo" affermava, guadagnandosi il rispetto anche dei settori più repubblicani. La sua morte, 35 anni fa, ha provocato una risposta spontanea senza precedenti nella storia del Paese. Migliaia di persone si recarono nella piazza del Palazzo Reale di Oslo per accendere candele nella neve, trasformando il luogo in un mare di luce. Anche 35 anni dopo, la sua eredità rimane un esempio per le monarchie scandinave contemporanee. Olav V ha dimostrato che la vera maestà non sta nella corona, ma nella capacità di connettersi con la realtà quotidiana dei suoi concittadini. Come lui stesso scrisse nelle sue riflessioni: "L'autorità si guadagna con l'esempio, non con il titolo".
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