13 Gennaio 2026
Il 2026 si apre sotto il segno di un’energia potente e difficile da contenere: per l’Asia orientale sarà l’Anno del Cavallo di Fuoco. Un’immagine carica di vitalità, ma anche di avvertimenti. La saggezza giapponese lo ricorda con un proverbio antico, “kouma no asagake” — la corsa mattutina del puledro — che descrive chi parte con slancio eccessivo, consumando tutte le forze prima che la gara entri nel vivo. Un monito che, secondo molti osservatori della politica e della cultura asiatica, sembra calzare perfettamente a un anno annunciato come rapido, brillante e potenzialmente instabile.
Un eccesso di fuoco- il massimo dello Yang nella Medicina tradizionale Cinese- può infatti portare a squilibri dati da dispendio di forti energie, rabbia, frustrazioni, impazienza, irritazione, contrasti, elevazione al cielo.
Contrariamente a quanto si pensa comunemente, l’Anno del Cavallo di Fuoco non inizia il primo gennaio. In Cina, seguendo il calendario lunare, prenderà ufficialmente il via il 17 febbraio 2026. Il sistema astrologico cinese si fonda su un ciclo di sessant’anni, che intreccia dodici animali simbolici e cinque elementi naturali. La combinazione Cavallo–Fuoco è rara e particolarmente intensa: nel 2026 assume la forma di un “doppio fuoco”, considerato tra i più energici dell’intero ciclo.
Il Cavallo incarna da sempre dinamismo, autonomia, rapidità e spirito d’iniziativa. Qualità che promettono un anno segnato da decisioni rapide, desiderio di affermazione e cambiamenti visibili. Ma proprio questa spinta, avverte l’astrologo di Hong Kong Jupiter Lai, citato dal Japan Times, può trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Il rischio è quello di correre troppo, spingendo persone, istituzioni e mercati verso ritmi difficili da sostenere, con conseguenze come stress, esaurimento e instabilità. Il contrasto con l’Anno del Serpente appena concluso — più riflessivo e prudente — è netto.
Questa lettura simbolica sembra trovare eco anche nella realtà politica ed economica della regione. In Cina, il 2026 sarà l’anno dell’approvazione del 15° Piano quinquennale, mentre in Giappone la nuova premier Sanae Takaichi ha già annunciato un programma di spesa fortemente espansivo. Scelte che riflettono una volontà di accelerazione, ma che richiederanno equilibrio per evitare contraccolpi.
Nel linguaggio dei cinque elementi, il fuoco rappresenta passione, esposizione pubblica, tecnologia, creatività ed energia vitale. Nel 2026 questa forza è amplificata dal fatto che entrambe le sue manifestazioni sono yang, quindi aperte, luminose ed espansive. Non si tratta di una fiamma discreta, come quella associata al Serpente, ma di un incendio visibile che spinge ad agire, comunicare e mettersi in mostra. Secondo gli astrologi, ciò potrebbe favorire settori come intelligenza artificiale, innovazione digitale, nuove energie e industrie culturali e mediatiche.
Non a caso, l’ultimo precedente storico — il 1966, anch’esso Anno del Cavallo di Fuoco — fu segnato da profondi cambiamenti politici, sociali e tecnologici. Da qui l’idea che anche il 2026 possa diventare un punto di svolta. Tuttavia, avverte Lai, un eccesso di fuoco può tradursi in tensioni geopolitiche, mercati volatili e un dibattito pubblico sempre più polarizzato.
Sul piano individuale, l’anno invita a osare. In amore e nelle relazioni, l’energia del Cavallo di Fuoco favorisce passioni improvvise e legami intensi. Nel lavoro, può portare visibilità e riconoscimenti anche a chi è solito restare nell’ombra. Ma proprio per questo diventa fondamentale saper gestire conflitti e frizioni, evitando che l’intensità emotiva degeneri in scontro.
Non è l’anno della timidezza, perché Il Cavallo di Fuoco premia il coraggio e l'espressione di sé.
In Giappone, dove il Cavallo ha un forte valore simbolico, questa energia si intreccia con pratiche tradizionali come l’osoji, la grande pulizia di fine anno. Fare ordine, liberare spazio e alleggerire gli ambienti non è solo un gesto pratico, ma un modo per incanalare e contenere una forza che rischia di traboccare.
Anche il feng shui cinese, per il 2026, non invita ad alimentare il fuoco — già dominante — ma a riequilibrarlo. Acqua, metallo, piante e materiali naturali vengono indicati come strumenti per armonizzare spazi domestici e lavorativi. Più che una prescrizione esoterica, è un messaggio culturale chiaro: in un anno che corre veloce, la vera sfida sarà trovare la misura.
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