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EUROFLORA, XII edizione. Matteo Lavarello: "3 generazioni di architetti per allestirla"

Nei parchi di Nervi di Genova, dal 23 aprile all’8 maggio 2022, si è tenuta la variopinta esposizione floreale Euroflora, XII edizione. Si torna, per la seconda volta, all’open air: la location per le prime dieci edizioni dal 1966 è stata la Fiera di Genova. Autore dell'allestimento: lo storico studio genovese Lavarello

Di Alessandra Basile

11 Maggio 2022

Studio e famiglia Lavarello

Da sinistra Marta, Matteo e Antonio Lavarello - Fonte: per gentile concessione dello studio Lavarello

EUROFLORA, XII EDIZIONE: STORIA E LUOGO 

Siamo negli anni 60 e l’allora presidente (il primo) della Fiera di Genova, Carlo Pastorino[4], rimasto in carica dal 1964 al 1966, ha l’idea geniale di una manifestazione incentrata su fiori e piante, stile le Floralies nel mondo, ossia le varie e celebri mostre orticole con piante fiorite. Certamente, Euroflora è la più importante mostra di piante e fiori in Europa ed è ben rinomata nel resto dei paesi. Alla prima edizione, più di cinquant'anni fa, si sarebbero contati più di 250 mila visitatori e 263 espositori da 19 Paesi: il successo fu, dunque, enorme. Nervi, i cui parchi sono stati nuovamente la location scelta per Euroflora, è un quartiere residenziale di 10.613 abitanti che, dal 1926, è passata dall’essere un comune autonomo a far parte di quello di Genova; in periodo primaverile ed estivo, anche perché è sul mare ed è deliziosamente costruita, nonché comoda da raggiungere via treno dalle località limitrofe, come dalle più lontane, la località si affolla di turisti. Un’attrazione per questi ultimi sono proprio i parchi di Nervi, un complesso storico-ambientale popolato da un mix di flora mediterranea e piante esotiche e tropicali, fra le quali palme, cedri, araucarie, pini marittimi, ulivi, oleandri. E poi c’è lui, il mare. Trovandomi nel verde e fra le tinte di Euroflora, XII edizione, mi è apparso, come d’un tratto, maestoso e blu, sullo sfondo di un panorama già mozzafiato, il mare, fiero simbolo di mistero e di infinito, ma anche di moto e di vita.

Euroflora e le sue ortensie - Fonte: Alessandra Basile

INTERVISTA A MATTEO LAVARELLO, architetto genovese

Lunedì 9 maggio 2022

A curare l’allestimento della splendida mostra Euroflora, XII edizione, fatta di colori e profumi è stato lo storico studio di architettura genovese Lavarello. E proprio con Matteo, figlio di Marco, fondatore dello studio, ho fatto due chiacchiere su Euroflora e su una generazione di architetti unita da storia, professionalità e affetto famigliare.

Grazie alle ben 16 fontane del progetto presentato dallo studio Lavarello, l’atmosfera per godersi l’esposizione di fiori e piante ornamentali è stata tenuta al riparo dai rumori della vicina ferrovia e dal vociare dei tanti visitatori lungo il percorso. Così mi ha spiegato l’architetto Matteo Lavarello, il cui Studio ha curato l’allestimento di Euroflora. Aggiungo che, in un’area della mostra, ricordo di aver letto qualcosa a proposito dei cinque sensi che i fiori possono attivare e di aver pensato all’importanza dell’aspetto uditivo anche in quella esperienza. La mia mente è andata, poi, ai periodi di lockdown, dove natura e sensi erano difficili da vivere appieno per la maggior parte delle persone; ho avvertito un forte senso di libertà.

Basile. Architetto Lavarello, complimenti per il lavoro fatto con Euroflora, che ha chiuso i battenti di questa dodicesima edizione giusto ieri, domenica 8 maggio, direi con successo. So che lo studio di architettura Lavarello ha vinto la gara per curare l’allestimento della mostra. Com’è andata?

Lavarello. C’è stato un concorso ad invito, con la partecipazione di una ventina di studi italiani di architettura, fra i quali il nostro. Noi abbiamo partecipato, presentando un progetto, e abbiamo vinto.

PROGETTO EUROFLORA, XII EDIZIONE – IDEAZIONE

Basile. Ho letto che, per il vostro studio, è stato importante il rispetto dell’architettura dei parchi e che questo implicava che gli allestimenti per Euroflora dovessero essere pensati e realizzati come rimovibili, nonché, al fine di allinearsi a un’idea di giardino romantico all’italiana, tondeggianti.

Lavarello. Nel nostro progetto, abbiamo immaginato di individuare degli elementi - funzionali, in parte, e, in parte, tali da associare gli elementi funzionali a quelli formali - che potessero condurre il visitatore dall’inizio alla fine della mostra. Fra gli elementi funzionali, l’ampliamento dei calibri di accesso e fuoriuscita dai parchi per agevolare i flussi del pubblico e lo sviluppo dei percorsi nel parco rispetto a quelli preesistenti. Quanto agli elementi formali, abbiamo immaginato che l’acqua, non presente nel parco, potesse essere un elemento utilizzabile e, così, dentro a delle grandi forme ovali e tonde, intorno alle quali si sviluppava una parte dei percorsi, abbiamo posizionato 16 fontane, coordinate con un sistema elettronico che rendesse il loro getto dinamico nel tempo, compatibilmente con le condizioni atmosferiche, specialmente con il vento. Tutto ciò era contenuto nel disegno progettuale che abbiamo presentato al concorso; quando siamo stati selezionati, lo abbiamo dovuto sviluppare.

PROGETTO EUROFLORA, XII EDIZIONE – REALIZZAZIONE 

Euroflora e i suoi percorsi - Fonte: Alessandra Basile

Basile. Parliamo, dunque, del progetto nella sua fase realizzativa.

Lavarello. La fase di sviluppo del progetto è durata assai più a lungo di quella finalizzata alla partecipazione al concorso. Nella fase realizzativa, sono stati portati degli affinamenti relativi alle aree destinate all’esposizione, le altre essendo conservate a parco, sia per indicazione della sovraintendenza, sia per istinto nostro (intendevamo intervenire su quei parchi con delle accortezze che ne tutelassero ed evidenziassero la monumentalità e la dignità). Tali affinamenti sono stati necessari, anche perché, pian piano, si aggiungevano i singoli espositori, da quello che chiedeva uno spazio da 100 metri quadri a quello che ne chiedeva 200, fino alla Regione Liguria che ne voleva oltre 3400. Il progetto generale si è sviluppato nel tempo, arrivando a sfiorare i giorni di apertura dell’esposizione, anche perché alcune persone/istituzioni iscritte si sono presentate senza piante, a dispetto dei loro progetti che le prevedevano, per cui, all’ultimo, si è dovuto intervenire per risolvere situazioni di questo tipo.

ALTRI PROGETTI, LIGURIA E MIPAAF

Ci hanno chiesto, come studio, di occuparci, anche, del Progetto Liguria: abbiamo accettato, quando Porto Antico, il nostro committente, ci ha esortati a farlo per assicurare un’omogeneità fra i menzionati oltre 3400 mq e lo spirito generale del progetto. Inoltre, siamo stati rigorosissimi a ossequiare le richieste in merito della sovraintendenza, consistenti nel non scavare e nel non portare terra. Abbiamo disegnato dei cassoni pentagonali, più di 300, che, composti secondo una logica, anche, cromatica delle fioriture, potessero contenere 27.000 piante. Questo progetto è stato apprezzato dalla giuria internazionale che doveva occuparsi degli aspetti espositivi estetici e, così, la Regione Liguria si è aggiudicata il primo gran premio d’onore. Parlando di altri progetti ancora, ne abbiamo fatto uno piccolo per il MIPAAF, senza scavare né riportare materiali inerti sui prati.

PARTECIPAZIONE E LUOGO - EUROFLORA, XII EDIZIONE 

Basile. Come avviene la partecipazione degli espositori a Euroflora?

Lavarello. Ogni partecipante sceglie il proprio progettista e gli comunica i dati a disposizione, come la superficie, l’esposizione, se vi è sottobosco, se è prato, la pendenza presente o mancante e così via. Il progettista, entro una certa data, stile il progetto e lo consegna all’ente organizzatore della mostra. L’ente, attraverso una commissione tecnica, della quale faceva parte anche il nostro studio, valuta la congruità dei progetti degli espositori secondo alcuni paletti che vanno rispettati, fra i quali non ci devono essere punti vendita, né luoghi di accoglienza, né alcuna cartellonistica, eccezion fatta per i pannelli unificati prodotti dallo stesso ente organizzatore; lo scopo è evitare un’immagine contrastante con quella pura del verde.

Basile. Le precedenti edizioni di Euroflora, salvo le ultime due, 2022 inclusa, si sono tenute al chiuso. Cos’è cambiato a livello organizzativo?

Lavarello. Le complessità. Un esempio: quest’anno, ci si trovava in un parco gravato da vincoli monumentali e paesaggistici, però questa particolarità ha comportato una facilitazione: mentre nel padiglione della fiera, dove Euroflora è stata più spesso realizzata, si potevano portare piante di grandi dimensioni, anche per colmare degli spazi, stavolta erano ammesse solo o quasi le piante piccole.

PIANTE E PREMI - EUROFLORA, XII EDIZIONE

Basile. Qualche numero quanto alle piante? A proposito, tante sono state quelle premiate. Come funziona il discorso della premiazione? Ha un’idea dei visitatori di quest’anno?

Lavarello. Quante piante in totale ci fossero non glielo so dire, ma la Regione Liguria contava 27.000 vasetti di piante. Tra l’altro, i fiori secchi laddove c’erano segni di ammaloramento venivano sempre tagliati. Quanto ai premi, per regolamento internazionale - lo stesso che lega tutte le Floralies, un tempo numerose, mentre oggi ci sono quelle di Budapest, Nantes, Gand[1] (quella storica, la prima in assoluto) e Genova - Euroflora è, per sua definizione, una mostra spettacolo e concorso o, meglio, concorsi. Parlo di concorsi tecnici, tipo quello finalizzato a eleggere la più bella Cycas revoluta[2], dei quali beneficiano i produttori, cui vengono riconosciuti dei meriti tecnici, e di concorsi estetici, legati alla progettazione delle aree e divisi per superfici: sotto i 350 mq, sopra i 350 mq. Le commissioni che decidono sono, dunque, tecniche e estetiche. Infine, a proposito dei visitatori arrivati a Euroflora 2022, ho letto che sarebbero stati 240 mila.

Euroflora e le sue creazioni - Fonte: Alessandra Basile

STUDIO LAVARELLO - ARCHITETTI DAL 1950

Basile. Ho letto che lo studio Lavarello è uno studio storico di Genova.

Lavarello. Sì, uno studio nato con mio padre, Marco Lavarello. Da fine settembre 2021 ai primi di gennaio 2022, si è tenuta una mostra sui progetti di mio papà[1]. Il sindaco che l’ha inaugurata mi ha detto una cosa divertente: ‘probabilmente molti dei genovesi non sanno di avere calpestato degli spazi progettati da Marco Lavarello’. Quei progetti vanno, in città, dalla Rinascente al Teatro Duse al Teatro Margherita e, fuori città, dai teatri e dalle cappelle sulle navi agli alberghi in riviera, in montagna, all’estero e così via. La Rai[2] ci ha intervistati si recente, perché di Euroflora si sono occupate tre generazioni della mia famiglia, ossia mio padre, poi io con lui e ora io con i miei figli. La prima fu nel 1971, cui seguirono quelle del 1976, 1981, 1986, 1991, 1996 e del 2022 (essendo saltata, per intuibili motivi, l’edizione dell’anno passato).

[1] https://ordinearchitetti.ge.it/marco-lavarello-progetti-per-genova/
[2] https://www.rainews.it/tgr/liguria/video/2022/05/lig-Euroflora-architetti-lavarello-Genova-5af2a728-85f4-443d-8f36-5ceb15241001.html

Basile. Dopo Marco Lavarello, nello studio è arrivato Matteo.

Lavarello. Sì. Io sono nato nel 1953 e mio padre aveva iniziato già nel 1950. Nel 1971, ero un giovinotto, nel 1976 ero un laureando, dall’81 ero un membro effettivo dello studio e mi sono occupato a tutti gli effetti di Euroflora per quattro edizioni. Una cosa curiosa: l’anno scorso sarebbero stati 100 anni dalla nascita di mio papà, nato nel 1921; l’abbiamo sentito proprio come un segno del destino, come se papà da lassù, con il supporto di qualche angelo custode che gli dava una buona mano, ci avesse aiutati a fare questo lavoro e a prendere in mano di nuovo Euroflora.

Basile. Architetto Lavarello, io sono un’attrice, quindi sentire che suo padre ha progettato più teatri mi ha colpita e, devo dire, mi è piaciuto particolarmente. Lo vorrei ringraziare da quaggiù perché è un'operazione di grande Cultura.

Lavarello. Guardi, le dico una cosa: stando alle statistiche, il secondo teatro più conosciuto dopo la Scala di Milano, sa qual è? Il teatro dell’Ariston, ovviamente per via del festival di Sanremo. Chi l’ha progettato? Mio papà! Lui era un grande amico del regista Luigi Squarzina e di Ivo Chiesa, lo storico direttore dello Stabile di Genova. Mio padre ha progettato, proprio con Squarzina, il teatro di piazza Marsala, una piccola realtà sperimentale.

Ringrazio l’architetto Lavarello per il tempo che mi ha dedicato e l’entusiasmo appassionato del suo contributo che, ne ho certezza, ha reso la mia intervista interessante. Magari, un giorno passerò dallo studio Lavarello, cogliendo l’invito di Matteo Lavarello a conoscerci di persona. Se i mezzi moderni di comunicazione sono preziosi e d’aiuto, il vis-à-vis, a mio parere, vince sempre.

Euroflora logo - Fonte: Alessandra Basile

CONCLUSIONE 

Se ad Euroflora, XII edizione, non siete riusciti a passare, consiglio vivamente di non perdere la prossima. Una creatività variegata, un paesaggio naturalistico strepitoso, un nobile e complesso impegno organizzativo sono alla base di Euroflora, che vanta fra i suoi sponsor BPER ed è pronta per il suo futuro. 

 

[1] https://floralien.be/fr/soyez-le-bien-venue/
[2] https://www.giardinaggio.it/giardino/piante-da-giardino/cycas-revoluta.asp
[3] https://www.rainews.it/tgr/liguria/video/2022/05/lig-Euroflora-architetti-lavarello-Genova-5af2a728-85f4-443d-8f36-5ceb15241001.html

[4] Carlo Pastorino è stato, anche, senatore per quattro legislature nel collegio di Genova IV con la Democrazia Cristiana, ministro del Turismo e dello Spettacolo nel Governo Andreotti IV e sottosegretario di Stato per la difesa nel Governo Andreotti III; inoltre, presidente della Provincia di Genova dal 1967 al 1970 e vicepresidente del Consiglio regionale della Liguria. https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Pastorino_(politico)

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