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Cannabis. A che punto siamo con la legalizzazione?

Il parere di Michele Usuelli, Consigliere regionale del gruppo Più Europa/Radicali in Lombardia

12 Aprile 2022

Cannabis. A che punto siamo con la legalizzazione?

La presidente della commissione antimafia della Lombardia, Monica Forte, contraria alla legalizzazione. 

La risposta dei Radicali "Se la Cannabis continuerà ad essere illegale, la mafia continuerà ad arricchirsi."

"Leggiamo con sgomento le dichiarazioni che Monica Forte, Presidente della Commissione Antimafia del Consiglio regionale lombardo, ha rilasciato in merito alla presunta inefficacia della legalizzazione della cannabis come misura di contrasto alla criminalità organizzata, pubblicate domenica da Libero." - affermano Michele Usuelli, Consigliere regionale del gruppo Più Europa/Radicali in Lombardia, Giulia Crivellini, tesoriera di Radicali Italiani e Luca Biscuola, segretario dell'Associazione Enzo Tortora Radicali Milano, tutte personalità politiche che hanno partecipato alla manifestazione di giovedì in Piazza della Scala a sostegno dell'ordine del giorno dei consiglieri PD Barberis e Nahum che chiede al Comune di Milano di intercedere presso il Parlamento per l'adozione di una proposta di regolamentazione della Cannabis.

La regolamentazione della cannabis

"Secondo la presidente Forte, la cannabis non solo è una sostanza pericolosa, come se i rischi legati al consumo non derivassero principalmente dalla sua illegalità, ma la sua regolamentazione non chiuderebbe le piazze di spaccio perché non sono "monodroga" ribadiscono i Radicali .

"Ci sembra una teoria fallace sotto ogni punto di vista" - prosegue Michele Usuelli - "Il consumo di qualsiasi sostanza stupefacente, anche alcol e nicotina, è soggetto a rischi, ma in un mercato illegale la purezza, la qualità, la "potenza" e le sostanze da taglio sono decise dalla mafia e da nessun altro. A tal proposito, la considerazione che riporta spesso Roberto Saviano è dirimente: "la legalizzazione sottrae le sostanze al loro controllo e le pone sotto il controllo dello Stato. E a chi dice «non mi fido dello Stato» domando: ti fidi dei criminali?". In quest'ottica, la legalizzazione è in primo luogo una misura che tutela la salute dei consumatori, perché questo è il compito delle istituzioni, non quello degli spacciatori."

"Ricordiamo poi alla presidente Forte che due procuratori nazionali antimafia si sono dichiarati a favore della legalizzazione: Federico Cafiero de Raho ha dichiarato: «Legalizzare le droghe leggere toglierebbe spazio alle mafie. Le norme sono vetuste», ma anche il suo predecessore Franco Roberti ha chiesto ripetutamente al Parlamento di valutare provvedimenti di decriminalizzazione della cannabis per liberare risorse da destinare a un più efficace contrasto alla criminalità." 

Le piazze monodroga

Mentre sulla questione delle cosiddette "piazze monodroga" i Radicali aggiungono: "È ovvio che la Cannabis non è l'unica sostanza commerciata illegalmente dalla criminalità organizzata, ma rappresenta il 40% degli introiti dell'intero mercato nero degli stupefacenti, come riportano le ultime relazioni al Parlamento: quella del 2021 evidenzia come gli stupefacenti valgano guadagni annui pari a 16,2 miliardi, di cui 6,3 mld è il valore dello spaccio di cannabinoidi (per dare un metro di paragone l’infiltrazione criminale nell’industria turistica vale 2,2 miliardi di euro). Non bastasse questo dato a dimostrare come la lotta alla mafia debba necessariamente passare dalla legalizzazione, facciamo noi una domanda: lasciare i consumatori di Cannabis nelle mani di chi, a detta della stessa presidente Forte, vende anche altro non è più pericoloso che provare ad allontanarli definitivamente da una piazza di spaccio?".

E concludono: "Giovedì in Piazza della Scala abbiamo lanciato un appello, sottoscritto già da diverse realtà milanesi, per chiedere al Comune di convocare gli Stati Generali della Cannabis, un appuntamento ideato per raccogliere le evidenze degli ultimi decenni sul fallimento delle politiche proibizioniste. Forse serviranno per far comprendere anche alla presidente della Commissione Antimafia la convenienza della legalizzazione."

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