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Milano Fashion Week 2022-23: Capasa, Camera Moda: "MSGM e altri brand scelgono contenuti digitali e presentazioni su appuntamento"

Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, a Il Giornale d'Italia: "Oltre ad Armani, alcuni brand hanno cambiato la modalità di presentazione delle loro collezioni, con contenuti digitali e/o presentazioni su appuntamento. Tra questi MSGM, 44 Label Group, Han Kjobenhavn e JW Anderson"

Di Daniela Brucalossi

13 Gennaio 2022

Milano Fashion Week 2022-23: Capasa, Presidente Camera Moda: "Tante sfilate in presenza, MSGM e altri brand scelgono contenuti digitali e presentazioni su appuntamento"

Dal 14 al 18 gennaio torna la Milano Fashion Week Men's Collection. Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, ha raccontato a Il Giornale d'Italia con quali modalità si svolgerà la settimana dedicata allo stile e quali sono i format che alcuni brand hanno deciso di adottare a causa del peggioramento della situazione sanitaria. Il recente decreto legge Covid, infatti, non ha cancellato le sfilate delle collezioni maschili autunno/inverno 2022-23: le firme più iconiche della moda internazionale potranno tornare a sfilare sulle passerelle meneghine, ma con restrizioni Covid più stringenti.

Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, a Il Giornale d'Italia

Dott. Capasa, quali saranno i protocolli di sicurezza applicati alle sfilate della Milano Fashion Week?

Le Fashion Week di Milano in questi anni di pandemia sono state riconosciute dagli addetti ai lavori, a livello internazionale, tra le più sicure e tutelanti, anche grazie al costante lavoro portato avanti con le Istituzioni, come l'ATS di Milano ed il Comune di Milano. Sarà così anche nel 2022. Alla luce del recente decreto legge Covid, sono permesse sia le sfilate in presenza che le altre attività, come eventi e presentazioni. In ognuna di queste occasioni, ci sarà il controllo del Green Pass Rafforzato e l'obbligo di mascherina FFP2 per tutti i partecipanti. A questo proposito è stato inviato a tutti i brand partecipanti alla settimana della moda l’ultimo aggiornamento del documento di CNMI “Indicazioni operative per la redazione di protocolli per la tutela della Salute e Prevenzione del Rischio da contagio Covid-19 nella realizzazione di Sfilate di Moda”.

Oltre ad Armani, altri brand hanno cancellato le loro sfilate a Milano? Quali cambiamenti ci sono stati per gli eventi in programma?

Come Camera Nazionale della Moda Italiana non possiamo che comprendere la decisione presa dal signor Armani di annullare la sua sfilata, una scelta coerente con il suo approccio alla pandemia e alla sua visione. Oltre ad Armani, alcuni brand hanno cambiato la modalità di presentazione delle loro collezioni, trasformando le loro sfilate in contenuti digitali e/o presentazioni su appuntamento. Tra questi MSGM, 44 Label Group, Han Kjobenhavn e JW Anderson, brand inglese di grande rilevanza che ha però confermato la sua presenza con una sfilata fisica durante la Fashion Week del prossimo giugno per presentare la collezione Mens’ SS23.

Quali sono i numeri previsti per questa Milano Fashion Week?

Questa edizione prevede 16 sfilate, 23 le presentazioni (comprese quelle su appuntamento), 18 contenuti digitali e 7 eventi. I brand presenti saranno in totale 53 brand e 61 gli appuntamenti in calendario. Ovviamente bisogna affiancare a questi numeri tutte le attività di presentazione delle collezioni all’interno degli oltre 800 showroom presenti a Milano.

Qual è l’andamento del settore della moda negli ultimi tempi?

Nel 2020 la nostra industria, che ricordiamo essere la seconda in Italia per fatturato, aveva perso circa 24 miliardi sui quasi 100 miliardi di fatturato del 2019. Nel 2021 abbiamo recuperato 16 miliardi e contiamo di mantenere un trend positivo anche per il 2022.

Lei è a favore dell’obbligo vaccinale over 50? Pensa che possa giovare alla nostra società e al mondo del lavoro?

Assolutamente sì, basta del resto guardare i dati scientifici che segnalano l’occupazione delle terapie intensive in percentuali enormemente più alte tra i non vaccinati rispetto ai vaccinati.

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