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Trafficante di Virus. Recensione del film e intervista al co-protagonista maschile

Michael Rodgers, marito sensibile e presente per Anna Foglietta

Di Alessandra Basile

12 Dicembre 2021

Trafficante di Virus. Recensione del film e intervista al co-protagonista maschile

L’attore Michael Rodgers, di origine scozzese e recente adozione milanese, che ha vissuto molti anni, facendosi conoscere, a Los Angeles, ha gentilmente risposto a una serie di mie domande. Tanti gli argomenti toccati, incluso quello formativo presso il fACTORy32[1] di Valentina Pescetto.

A una breve recensione del film, segue l’intervista dalla quale emerge la passione di Michael per l’Acting, quello vero che ha a che fare con la vita, perché i personaggi altro non sono che persone.

Trafficante di Virus. Una mia breve recensione

Anna Foglietta è Irene Colli alias Ilaria Capua, virologa, veterinaria, professoressa dell’Università della Florida, resa nota al mondo dai suoi studi sui virus influenzali. Il suo peso nel nostro Paese è ulteriormente cresciuto con la questione della SARS-CoV-2. Tuttavia, Trafficante di virus è ispirato al libro che la stessa ha scritto prima del biennio pandemico e intitolato Io trafficante di virus – Una storia di scienza e di amara giustizia. Dopo un’anteprima al TFF, il film, diretto da Costanza Quadriglio, è approdato sul grande schermo per tre giorni a cavallo fra novembre e dicembre con un destino preciso e attuale: la piattaforma. Sarà possibile vedere l’ottima Anna Foglietta nei panni riusciti della virologa Irene, sposata all’uomo d’azienda scozzese Sean, perfettamente interpretato dal bravissimo Michael Rodgers, su Prime Video. Michael riesce a rendere un personaggio che è forte grazie ai suoi valori professionali e umani, ma soprattutto alla capacità rara di sostenere la donna amata in modo sensibile e coraggioso stando un passo indietro laddove necessario, anche per il bene della loro famiglia. Il cast artistico, nel quale emerge anche l’attore Andrea Bosca, eccellente, e tecnico è di livello, la storia basata su fatti reali, gli spunti di riflessione diversi. Le parole della Capua sul film sarebbero state (fra le altre): “penso che questo film sia riuscito a mostrare (..) la magia di un gruppo che lavora affiatato per un obiettivo superiore”[2].

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=NcoFqF8rxU0; https://drive.google.com/drive/folders/1pU3yjYhuSkel0__liS9dBaB0HLPgutax

Vederlo? – Sì. Mi ripeto, ma credo che i film che narrano momenti storici o di persone realmente esistite andrebbero sempre premiati. Il mio voto è per questo aspetto e per l’impegno artistico: 8.

Dove trovarlo. Su Amazon Prime Video prossimamente.

Trafficante di Virus

Trafficante di Virus. Genere drammatico, 2021. Film, 116’, liberamente tratto da Io, trafficante di virus di Ilaria Capua, sul coraggio e sull’affermazione delle donne, ancora difficile in certi ambiti. Regia: Costanza Quadriglio. Sceneggiatura: Francesca Archibugi con Costanza Quadriglio. Produzione: Picomedia, Medusa Film; co-produzione: Prime Video, Trentino film Commission. Distribuzione: Medusa Film. Musica: Luca D’alberto. Fotografia: Sabrina Varani. Interpreti: Anna Foglietta, Michael Rodgers, Andrea Bosca, Paolo Calabresi.

Trafficante di Virus. L’intervista

MICHAEL RODGERS, un marito presente ed empatico per ‘Irene’ Anna Foglietta

Milano, dicembre 2021.

BASILE. Iniziamo dal film, nel quale sei Sean, un marito che credo chiunque vorrebbe al proprio fianco: sensibile, intelligente e di valore nonché capace di stare un passo indietro rispetto a Irene, sua moglie, per sostenerla, anche rischiando di rimetterci lui. Michael, perché vedere il film?

RODGERS. A me piacciono le storie, a teatro e sul grande schermo, dei personaggi che lottano per affrontare le ingiustizie. Ecco, nel film, Irene non è solo poco supportata, ma provano addirittura a frenarla, in particolare nel suo mondo lavorativo. Ho vissuto 23 anni in America e, se hai qualcosa da offrire, credo ci sia una tendenza maggiore di qui ad incoraggiarti. È solo una mia sensazione.

Purtroppo, è così anche secondo me. Ma c’è sempre spazio per il cambiamento. Allora proviamoci!

BASILE. Quale può, dunque, essere il messaggio principale del film, forse il coraggio?

RODGERS: Secondo Mr. Ibsen[3] ‘la maggioranza non ha mai ragione’, mentre nella minoranza ci può essere l’essenza della verità, ma il cambiamento a livello di società spesso comporta che il relativo prezzo, altissimo, sia pagato da qualcuno psicologicamente, spiritualmente, letteralmente. Quindi, probabilmente hai ragione. La protagonista lascia l’Italia per trasferirsi dove possa ricevere maggiore supporto. A proposito di Ilaria Capua, cui Irene è ispirata, è venuta sul set con la figlia, così l’ho conosciuta brevemente. Immediata è stata la percezione di una mente veloce e acuta.

Anna Foglietta

BASILE: Con Anna Foglietta, attrice da noi molto quotata, e con tutto il team come ti sei trovato?

RODGERS: Benissimo. Il team di questo film è un gruppo fantastico di persone, davvero. Lavorare con qualcuno come Anna Foglietta è di grande ispirazione, perché, se è vero che devi arrivare preparato sul set, quando ti trovi a lavorare con una persona preparata, appassionata, intelligente come Anna, puoi essere fiducioso che ti basterà stare sul set e vivere il momento. Anna non è chi è per un colpo di fortuna, ma per la sua dedizione al lavoro, il che è di grande ispirazione per chi fa il suo mestiere. Già in sede di provino tra noi c’è stata un’immediata sintonia, chimica professionale.

BASILE. A proposito della protagonista del film, che è appunto femminile, mi pare che finalmente un po’ di ruoli importanti per le donne ci siano, forse da dopo il movimento del #MeToo. Che dici?

RODGERS: Il film è su una donna, precisamente una scienziata che sostanzialmente dedica la sua vita a permettere alla collettività di vivere più a lungo. Sì, credo che sia ora che la voce delle donne sia ascoltata e il #MeToo è stato utile, anche per smascherare i criminali che le hanno oggettivate.

Non posso che confermare quanto Michael sintetizza così: ‘being in the ‘boys club’ is still difficult‘

BASILE: Dove avete girato il film e in quanto tempo?

RODGERS: Fra Trento, soprattutto, e Roma. Le riprese sono durate sei settimane: io ho lavorato per una decina di giorni fra luglio e agosto 2021. Mi è parso tutto organizzato veramente bene. Il time schedule è stato rispettato. C’era sempre una bella energia, cosa importante per un attore.

BASILE. Oltre alle scene prestabilite, hai avuto occasione di girarne, diciamo, alcune impreviste, no? Ti chiedo di parlarmi anche di Costanza, che è la regista del film. Tra l’altro, un’altra donna.

RODGERS: Io ho avuto una fiducia immediata nella vision di Costanza, che è una persona profondamente sensibile ed, in effetti, è capitato che in alcuni momenti abbia aggiunto ‘qualcosa’. Non moltissimo in più, ma è stato interessante. Per esempio, mi ha proposto di inquadrarmi per cogliere nel mio sguardo il punto di vista del mio personaggio di fronte a un abbraccio fra Anna, nei panni di Irene, e Andrea Bosca, in quelli del collega, in una scena del film nella quale sarei dovuto solo uscire dalla macchina. Sono rimasto sorpreso, ma, sì, bisogna essere sempre pronti. Non si può, come attori, pensare che, in assenza di battute, non possa accadere di venire coinvolti.

BASILE. A maggior ragione, ti chiedo – anche da attrice – come ti sei preparato per essere Sean.

RODGERS: Mi sono concentrato, al di là di avere cercato informazioni e visto delle interviste a Richard, su ciò che ritenevo contasse: dar vita a un uomo capace di capire che Irene non è ‘solo’ una moglie e una madre, ma anche una scienziata impegnata in un’attività utile al mondo. La famosa attrice e insegnante americana Stella Adler[4] aveva una figlia; un giorno la ragazza le dice di dover scrivere un libro sul drammaturgo Tennessee Williams[5]; la madre la invita ad assistere a una sua classe proprio su lui; la figlia ci va e si siede in fondo e, dopo poco, si ritrova con i lacrimoni. Ciò che le era stato chiaro d’improvviso era che la missione della madre sulla terra andava oltre il prendersi cura di casa e famiglia e consisteva nel motivare ed ispirare i tantissimi attori suoi allievi. Ecco, così Ilaria Capua. Così Irene Colli nel film. Così, del resto, Antigone. Nessuna di loro è una yes-woman. E alto è per loro il prezzo da pagare. Vale la pena tutto ciò? Dico di sì, decisamente.

I prossimi progetti

BASILE. Questo film magari ti aprirà delle porte in più. E i tuoi prossimi progetti cinematografici?

RODGERS: Sto girando in Sicilia. Il mio non è un ruolo grande, ma non posso parlarne. Le riprese sono iniziate alcune settimane fa. Sono grato a Trafficante di virus. Sai, io credo davvero che più lavori e ti impegni e più preparato sei quando l’opportunità si presenta. Luck is being prepared for the opportunity that arrives. Ovviamente, devi essere giusto per il ruolo. Per esempio, io sono scozzese proprio come il marito[6] di Ilaria Capua, il quale mi ha scritto un’e-mail ringraziandomi per avere onorato il rapporto con la moglie e per il ritratto del ‘suo’ personaggio, secondo lui sincero e autentico. E io sono molto grato a lui per averlo fatto, perché non era assolutamente tenuto.

BASILE. A proposito di consorti, parliamo di Federica Famea, tua moglie, un’attrice bella e bravissima che conosco. L’ho vista con piacere nel film: con un cammeo, ha catturato l’attenzione.

RODGERS: Quando si è trattato di preparare il mio provino per Sean, Federica mi ha aiutato in una scena ed è stata bravissima. In verità, lei e io abbiamo concordato, quando è nato nostro figlio, per una sua interruzione lavorativa, perché a lei faceva piacere stare a casa con lui e anche a me. Però, una volta scelto, la regista mi ha chiesto chi fosse la donna che mi aveva aiutato nella scena ed ha espresso molta ammirazione per lei. A un certo punto, per un piccolo ruolo, l’hanno chiamata per il casting e l’ha vinto. Il giorno delle riprese io c’ero e sono rimasto colpito, perché, oltre ad avere portato l’ironia al personaggio, quello di un’amica della protagonista, ha saputo rendere l’amicizia tenera con lei con un gesto sensibile: ha appoggiato la testa sulla sua spalla. Mi ha toccato molto.

BASILE. Sì! L’ho notato. Mi ha colpita. Ci sono piccoli ruoli, non piccoli attori. Noi siamo entrambe artisticamente forgiate dal tuo prezioso insegnamento. Michael, in Italia, gli attori vengono distinti in quelli di teatro e quelli di cinema e televisione, ma non è forse vero che il teatro è la base per ogni attore, che deve poi sapersi diversificare a seconda del mezzo, che sia un palco o un set?

RODGERS: Guarda, la stessa Anna Foglietta viene dal teatro. E si è formata come attrice comica, il che ha un peso, perché spesso i grandi comici sono pure i grandi attori drammatici, graeci docent. Un altro effetto del teatro è quello di allenarsi a stare in scena per due o tre ore o tre ore e mezza come per I segreti di Osage County che vidi a Broadway. A Londra, attori come Chastain[7] (Casa di bambola di Henrik Ibsen) o Irons (Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill) calcano i palchi con pubblici giovanissimi. Non mi si dica che il teatro è morto. Le difficoltà di interpretare un ruolo ci sono sia a teatro che su un set, ma nel primo caso non puoi fermarti e rifarlo, devi sostenere lo spettacolo e il personaggio. A teatro ‘ti fai i muscoli’; le scene nelle mie classi durano anche 35-40 minuti. Mi è stato chiesto di insegnare a far cinema e non teatro, ma è un peccato: rinunciare a conoscere Dante, Pirandello, Shakespeare, Molière, Williams, Sheppard, Shanley, Pinter e così via è un rinunciare a conoscere l’eredità di opere d’arte enormi. Sono convinto che possiamo essere tanto bravi quanto la scrittura, quanto il ruolo scritto per noi, cioè per l’interpretazione testo e autore sono fondamentali. Mentre aspetti di fare un film, perché non investighi su questi incredibili scrittori profondi e sulla loro umanità? Meryl Streep viene dal teatro. Marlon Brando veniva dal teatro. Stessa provenienza per Hugh Jackman, Cate Blanchett, Benedict Cumberbatch che ci tornano regolarmente. È importante tornare ai grandi scrittori che ci hanno ispirati.

BASILE. Chiudiamo così: sei rimasto soddisfatto della tua performance nel film, del tuo Sean?

Empatica e profonda, sensibile e intelligente, forte nell’essere delicata e presente: è così per me.

RODGERS. Sì. Si può sempre migliorare e cambiare qualcosa. Interpretare una persona reale è difficile, specie se non riesci ad avere molte informazioni al riguardo. Ma sì, sono contento. Trovo fondamentale il rapporto con chi sta alla regia del film e, in questo caso, sono stato fortunato. Sai, il film è del/la regista e, se ti capita che abbia la sensibilità di Costanza, allora ti dici ‘grazie a Dio’!

Trafficante di Virus. CONCLUSIONE

Saluto Michael – nella foto – perché scocca l’ora d’inizio della sua classe – nella quale, dopo i famigerati due anni dal Lockdown numero 1, sono tornata con grande soddisfazione, perché mai si finisce di imparare e perché è davvero una palestra, come lo era il celebre Actor Studio – e ci sono già due attori pronti con una bella scenografia lì al fACTORy32 che non stanno nella pelle di vivere i loro personaggi per quei 30-40 minuti cui il mio intervistato accennava. Si tratta di una scena tratta da Italian American Reconciliation di John Patrick Shanley, l’autore del meraviglioso Il dubbio – che lui stesso diresse sul grande schermo con Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman – e, per esempio, della sceneggiatura di Stregata dalla luna, per la quale ebbe l’Oscar. Un grande autore insomma! L’opera menzionata risale al 1986, anno di nascita di Valentina Pescetto, che ho menzionato più su. Se vivete a Milano, venite in quel luogo magico, dove, nel giugno 2019, portai La voce umana[8] di Jean Cocteau, proprio con un grande aiuto di Michael sull’interpretazione. Veniteci a trovare!

[1] https://www.factory32.it/ ; calendario 2021: https://www.youtube.com/watch?v=BWUGVKp_uaE ;  reel fACTORy32: https://www.youtube.com/watch?v=BpPTy4j5eHc ; II reel: https://www.youtube.com/watch?v=oTCXF9jlC_w; presentazione – Valentina Pescetto e Michael Rodgers https://www.facebook.com/watch/?v=3413513108682122 .

[2] https://www.cinematografo.it/news/trafficante-di-virus-per-tre/

[3] https://www.goodreads.com/quotes/1279074-the-majority-is-always-wrong-the-minority-is-rarely-right

[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Stella_Adler

[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Tennessee_Williams

[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Ilaria_Capua#Vita_privata

[7] https://www.traders-mag.it/roma-rff-16-ottobre-2021-quarta-parte/

[8] www.youtube.com/watch?app=desktop&feature=youtu.be&v=iGLe6JDCxEc ; www.affaritaliani.it/blog/imprese-professioni/la-voce-umana-alessandra-basile-in-scena-al-teatro-factory-32di-milano-606858.html ; www.affaritaliani.it/blog/imprese-professioni/alessandra-basile-incanta-il-suo-pubblico-al-teatro-factory-32-di-milano-609166.html ;

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