Venerdì, 27 Febbraio 2026

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Milano Fashion Week, da incanto i tableaux vivant di Luisa Beccaria, fanno sognare gli abiti/scultura di Antonio Riva

Emporio Armani é sempre il maestro. La panchina rossa di Martino Midali contro la violenza sulle donne. Dall’India e dal Qatar un tocco esotico: ma loro si fanno il loro made in Italy

27 Febbraio 2026

Prima la corsa alle Anteprime, poi la caccia all’invito. Una fashion week chic, non urlata, non strombazzata. I numeri ci sono e sono confortanti. Nuove firme promettenti e quelle consolidate. Si comincia con “Anteprima” disegnata dalla designer giapponese Izumi Ogino che l’eleganza se la porta nel dna. Il bianco neve é per lei una tela e sui pantaloni imprime in rilievo una cintura ton sur ton, mentre  le borse sono una nuova di plastica riciclata. Izumi sarà presente anche alla prossima Biennale di Venezia del 2026 al Padiglione Giappone con un’installazione composta da 100 bambole “Grass Babies, Moon Babies”.
Maestro. E’ intitolata cosi’ la bellissima sfilata di Emporio ArmaniLa scuola in questione è un'accademia di musica, un conservatorio. Lui e lei studiano per diventare maestri d’orchestra. Perché è nella bellezza silenziosa, poetica, della musica che risiede l'eleganza più autentica. Non c'è bisogno di altro. La sfilata Emporio Armani è proprio questo, un invito a riscoprire la lentezza. In un mondo che corre sempre più veloce, dove la cultura dell’immediatezza ci sprona a consumare e produrre senza pausa. Spinti a diventare qualcuno − il più brillante, il più veloce, il più riconosciuto − rischiamo di dimenticare di farci la domanda più semplice: “Sei felice?”.  
E mi illumino d’immenso davanti agli Urban Dreams:  gli abiti esprimono il savoir-faire sartoriale e creativo della Maison Antonio Riva che ha sede nello storico palazzo di Corso Venezia 44. Ma ha appena inaugurato un monomarca a Tokyo. La collezione 2026 racconta l'alta moda in una chiave assolutamente tradizionale in fatto di lavorazioni artigianali, ogni dettaglio é cucinato a mano. Quelle allure. Dicono di lui é il nuovo Valentino per la sua maniacale cura del dettaglio sartoriale. Praticamente l’Alta moda rilegge il pet-a-porter.
Ancora Visioni: Sono in ammirazione delle proiezioni “stellari “ di Borbonese, proiettati sul soffitto del palazzo art decò  di via Matteotti. La collezione Autunno/Inverno 2026-27 si intitola "A Room With a View", che prosegue il filone narrativo "Based on a true story", unendo memoria storica e visione contemporanea. Fra design e moda le installazioni  delle borse intrecciate in cavallino, montone, vitello rovesciato, ecofur e tessuto riciclato maculato di un marchio iconico con oltre 100 di storia e storie. 
Jardin d’hiver: Luisa Beccaria di ritorno dagli Emirati Arabi, guarda oltre la moda. Il suo brand LuWorld comprende anche squisiti oggetti di design. I suoi abiti, invece,  in chiffon fantasia sono stampati come giardini  in piena fioritura. Il caramello e il melanzana, i beige morbidi dialogano con sfumature di lilla polveroso e azzurri cielo, mentre i verdi  dal salvia al bosco al blu notte. Li chiama  sorbetti invernali: il tessuto chinè in rosa cipria velata, blu freddo, lilla, nuance che da sempre caratterizzano il brand. Ogni look è completato dall’eccellenza marchigiana delle “Scarpette di Venere” che riprende le sfumature dei colori dei suoi tessuti.
Vengono dall’India e dal Qatar non per comprare marchi consolidati. Loro si fanno il loro made in Italy. 
Christopher rappresenta l’ingresso nel settore fashion luxury del Gruppo Sahakar, importante azienda indiana fondata dalla famiglia Agrawal. Un affermato family business in diversi settori con  fatturato di oltre 400 milioni di dollari e  5.000 dipendenti. E Christopher  ha anche inaugurando un flagship store di 180mq in Via della Spiga 48, nel cuore del Quadrilatero. 
Kishore Agrawal, fondatore e Presidente del Gruppo Sahakar dichiara: “Da sempre la nostra famiglia coltiva l’amore per l’eccellenza Made in Italy  che per noi é elegante sobrietà, luxury comfort e raffinata funzionalità.” 
Frutto di un’artigianalità meticolosa con utilizzo di materiali e  pellami in suede, coccodrillo, vitello, esplorazioni geometriche, dalla tattilità tridimensionale, stivali arricchiti da raffinati intrecci laterali, sottili borchie su décolleté, arricciature  sui mocassini. 
La palette presenta  tonalità dal verde oliva, burgundy, blu, marrone e cammello anche per occhiali da sole e sciarpe.
 Per abbattere confini culturali e lanciare un ponte tra Medio Oriente e Occidente la principessa Afraa Al Noaimi, di statuaria bellezza, impreditrice del Qatar, debutta nel calendario ufficiale della Milano Fashion Week con una collezione di alto artigianato di sete satin,  cachemire e nappe prodotta in Lombardia e presentata alla Casa degli Artisti. Oltre l’abito c’è il messaggio. Per lei la moda é linguaggio universale, non serve solo a vestire.  
Panchina Rossa, contro la violenza sulla donne: Il messaggio é importante anche per lo stilista Martino Midali.
Spalle morbide, lunghezze sotto il ginocchio e volumi continui disegnano una figura urbana e composta, mentre i cappotti in lana con colli ampi e chiusure decentrate rileggono la tradizione sartoriale in chiave fluida. Il gessato soft, i jacquard geometrici e le gonne diritte introducono un ritmo grafico e silenzioso. Un must to have gli stivali in pelliccia eco.
Di Januaria Piromallo

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