Palermo, tra Governo e Regione stanziati €684mln dopo ciclone e frana Niscemi, Controcorrente: "Burocrazia lenta, subito €10mln con ddl" - DOCUMENTO

Sono oltre €600 milioni i soldi messi a disposizione dal Governo (€33 milioni) e dalla Giunta Schifani (€651 milioni circa) per riparare ai danni subiti dalla Sicilia nelle ultime settimane, tra smottamenti e cicloni. Ma in attesa di decreti attuativi, all'ARS è proposto un nuovo ddl per rompere gli indugi

"Agiremo velocemente, i 100 milioni di euro? Un primissimo stanziamento, nessuno pensa seriamente di poter affrontare questa questione solo con quei soldi". Parlava così, esattamente due settimane fa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo primo sopralluogo a Niscemi, la cittadina siciliana colpita dai gravi eventi franosi scaturiti il 25 Gennaio scorso. Ieri però, alle parole della premier, si sono aggiunte nuove rassicurazioni dai vertici della politica regionale siciliana: prima col presidente Renato Schifani, che ha garantito lo stanziamento di mezzo miliardo di euro in relazione alla frana e al ciclone Harry; poi col deputato di Controcorrente La Vardera, proponente di un nuovo ddl per la creazione di un "Fondo straordinario di ristoro" dal valore di 10 milioni.

Palermo, tra Governo e Regione stanziati €684mln dopo ciclone e frana Niscemi, Controcorrente: "Burocrazia lenta, subito €10mln con ddl" - DOCUMENTO

Dopo il 25 Gennaio scorso, giorno in cui la terra è crollata sotto ai piedi dei niscemesi, dal Governo e dalla Regione Siciliana sono arrivate le promesse di aiuti economici celeri in sostegno agli sfollati, alle attività produttive danneggiate e per la messa in sicurezza del territorio. Circa 684 milioni di euro totali. Ma di che aiuti economici parliamo? Come sono stati presentati? Facciamo il punto della situazione su quanto finora deliberato.

Tra il ciclone e la frana di Niscemi: il "braccio grosso" del Governo

La prima mossa politica intrapresa è stata quella, come già detto, del Governo€100 milioni stanziati lo scorso 26 Gennaio per venire incontro alle tre Regioni colpite dal ciclone Harry, ovvero CalabriaSiciliaSardegna. Questo "primissimo stanziamento", disposto dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, consta, per la sola Sicilia, di circa €33 milioni nonostante polemiche successive abbiano fatto emergere come la stima dei danni sull'isola sia ben più alta. Oltre 2 miliardi di euro di perdite, considerati soprattutto i danni balneari a commercianti, imprenditori, albergatori. Tale spesa però veniva "anticipata", il 22 Gennaio scorso, da un primo pacchetto aiuti, stanziato dalla stessa Giunta Schifani dopo i disastri cagionati dal ciclone Harry.

Tra il ciclone e la frana di Niscemi: l'intervento regionale

Un pacchetto aiuti da €70 milioni necessario per "urgenze indifferibili" come gli interventi di soccorso o il ripristino di strade bloccate, i cui soldi sono stati così ripartiti40,8 milioni di euro - stanziati a fondo perduto - sono stati resi subito "operativi" con l'approvazione in ARS di una legge ad hoc - che però ancora non figura in Gazzetta Ufficiale (GURS). E altri 20 milioni circa quale quota "governativa" che però resta ancora "in ghiacciaia". Ora, questi 70 milioni sono confluiti in quel mezzo miliardo di euro di cui ha parlato Schifani ieri, 10 Febbraio.

Il cui governo, fanno sapere dall'ARS, conta ad oggi uno stanziamento complessivo pari a 558 milioni di euro, destinati alla creazione di un apposito Fondo per le emergenze. Dentro questo calderone, destinato ad aiutare tanto Niscemi quanto le coste della Sicilia sud-orientale post Harry, non ci stanno solo i 70 milioni sopracitati ma pure - si badi - a) €13 milioni per gli sfollati e l'emergenza abitativa, b) 23 milioni come contributo alle imprese, c) €62 milioni per lavori di "manutenzione" del territorio, d) €442 milioni provenienti dalla riprogrammazione dei fondi FSC (Sviluppo e Coesione) e FESR (Sviluppo Regionale).

Una buona promessa, da parte della Giunta Schifani, che non finisce qui. Perché al mezzo milioni si aggiungono, in ultima istanza, altri 93 milioni di euro destinati principalmente alle imprese esportatrici, fondi (per la verità destinati anche a Calabria e Sardegna) utili a "salvare" i bilanci aziendali. Cosa se ne ricava? Che le risorse ci sono, ma ora si attendono i necessari decreti attuativi. Che, a livello regionale, ancora mancano.

Proprio su questo punto è intervenuto ieri il capogruppo di Controcorrente, il deputato Ismaele La Vardera: i soldi sono stati stanziati, ma la macchina burocratica incespica, arranca con la solita lentezza, e intanto i commercianti, gli artigiani e gli imprenditori che hanno la loro azienda nella cosiddetta "Zona Rossa" di Niscemi (l'area interdetta dalla Protezione Civile) attendono. Attendono di sapere "come e se potranno tornare a fare la loro attività". Per questo il deputato La Vardera, durante la III Commissione Attività produttive all'ARS, ha presentato un nuovo disegno di legge proponendo "immediatamente" (ulteriori) 10 milioni di euro per la costruzione di un "Fondo straordinario di ristoro e sostegno alle attività produttive danneggiate" a cui i cittadini colpiti dal disastro possano accedere con "procedure di accesso semplificate". Un ddl pensato per "rompere gli indugi" e per dare una pronta risposta alla crisi economica che ha travolto il tessuto produttivo di Niscemi. Ora però anche questa nuova misura, prima di approvazione, dovrà attendere i tempi "canonici" dell'iter burocratico.

Documento: ddl La Vardera "Interventi straordinari ristoro e sostegno a attività produttive danneggiate"