Iran, 12° giorno proteste contro Ayatollah: centinaia di migliaia di cittadini in piazza nel Paese, strade bloccate ed esplosioni - GALLERY

Iran scosso da proteste senza precedenti: cortei in oltre 100 città, slogan contro Khamenei e blackout di internet mentre cresce il bilancio di morti e arresti. Sempre più consistenti i rumors su infiltrazioni di Mossad e Cia per rovesciare il regime

In Iran, ieri è stato il 12esimo giorno di proteste contro il governo dell'ayatollah Ali Khamenei. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza alle ore 20.00 locali, invitati anche dall'ex Scià di Persia Reza Pahlavi. Nella notte si sono registrati disordini anche molto violenti in tutte le maggiori città del Paese, con strade bloccate, esplosioni e scontri tra manifestanti e polizia. Sono sempre più solidi i rumors per quanto riguarda un'infiltrazione da parte del Mossad e della CIA per il rovesciamento del regime.

Iran, 12° giorno proteste contro Ayatollah: centinaia di migliaia di cittadini in piazza nel Paese, strade bloccate ed esplosioni

Folle imponenti di manifestanti hanno invaso Teheran e numerose altre città iraniane, dando vita a quella che osservatori e attivisti definiscono la più grande mobilitazione contro l’establishment religioso degli ultimi anni. Video verificati da BBC Persian mostrano cortei pacifici nella capitale e a Mashhad, seconda città del Paese, durante la dodicesima giornata consecutiva di proteste. In serata, tuttavia, è stato segnalato un blackout nazionale di internet, che ha ulteriormente isolato l’Iran dal resto del mondo.

Le manifestazioni, scatenate dal crollo della valuta nazionale e da una crisi economica sempre più profonda, si sono estese a oltre 100 città in tutte le 31 province iraniane. I manifestanti scandiscono slogan contro la Guida Suprema Ali Khamenei e invocano il ritorno di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià, che dall’esilio ha invitato gli iraniani a “scendere in strada uniti”. In diversi video si sentono cori come “Morte al dittatore” e “Questa è la battaglia finale, Pahlavi tornerà”.

Secondo l’agenzia Human Rights Activist News Agency, almeno 34 manifestanti, tra cui cinque bambini, e otto membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi, mentre oltre 2.200 persone sono state arrestate. L’organizzazione Iran Human Rights parla invece di almeno 45 civili uccisi, inclusi otto minori. Le autorità iraniane hanno confermato solo la morte di sei agenti.

Proteste e scontri sono stati segnalati anche nelle province occidentali, tra cui Kermanshah, Ilam e Lorestan, con un forte coinvolgimento delle minoranze curde e lor. In alcune aree, testimoni riferiscono di colpi d’arma da fuoco sparati dalle forze di sicurezza.

Il presidente Masoud Pezeshkian ha invitato alla “massima moderazione”, mentre Khamenei ha chiesto di distinguere tra manifestanti e “rivoltosi. Intanto, dagli Stati Uniti, Donald Trump ha minacciato un intervento militare se le autorità iraniane continueranno a uccidere i dimostranti. E, da non dimenticare, l'infiltrazione probabile di Mossad e Cia a fomentare le manifestazioni violente per rovesciare il regime. Le proteste, alimentate da inflazione al 40%, sanzioni e disillusione diffusa, sembrano segnare uno dei momenti più critici per la Repubblica islamica dalla rivolta del 2022 seguita alla morte di Mahsa Amini.