24 Marzo 2024
La gastronomia di domani, quella che ha il potenziale di trasformare la società, ecco perché S.Pellegrino ha creato S.Pellegrino Young Chef Academy, il contest che mette in contatto e fa crescere la prossima generazione di talenti culinari.
In due anni, si selezioneranno i migliori giovani cuochi in diversi paesi al mondo per trovare il proprio candidato che parteciperà alla finale internazionale, riunendo una community culinaria capace di ispirare e stimolare i migliori talenti.
S.Pellegrino Young Chef Academy Competition per il 2024-25 accoglie le candidature di cuochi under 30, previa iscrizione sul sito, fino al 19 giugno 2024, e della loro ricetta di cucina capace di comunicare la propria visione e mostrare le proprie abilità tecniche e la creatività.
La prima fase di selezione dei candidati sarà effettuata da ALMA, Scuola Internazionale di Cucina Italiana, suddividendo i cuochi nelle Regional Finals di tutto il mondo, in programma dalla seconda metà del 2024, che decreteranno i rispettivi vincitori da mandare alla finalissima internazionale nel 2025.
Michel Beneventi, amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino, ha commentato:
"S.Pellegrino Young Chef Academy è una community globale nata per portare avanti l'impegno di S.Pellegrino nel definire il futuro della gastronomia e la Competition rappresenta il punto di accesso principale a tutto ciò. Essere arrivati alla sesta edizione è per noi un momento di gioia e celebrazione, ma anche di profonda riflessione sul valore che questa competizione ha portato nel mondo della gastronomia. Per i giovani aspiranti chef di tutto il mondo questa è l'opportunità perfetta per dimostrare le proprie abilità, creare legami indelebili con altri talenti emergenti, imparare da coloro che hanno lasciato il segno in questo settore e condividere la propria identità, la propria idea di cucina, la propria storia”.
A capeggiare la giuria della edizione per la selezione italiana, alcuni senior chef che hanno accettato l'importante incarico di guidare i giovani partecipanti lungo tutto il percorso.
Con i suoi nove locali e le due stelle Michelin conquistate nel ristorante Casa Perbellini 12 Apostoli di Verona, il maestro Giacomo Perbellini non è solo tra gli chef più importanti del panorama gastronomico italiano, ma anche un modello di imprenditorialità basato su sperimentazione e nuovi format. La misura di valutazione di Perbellini sarà la passione, accompagnata dal rigore e dalla finezza nella elaborazione della proposta. Secondo Perbellini, i piatti italiani devono essere capiti e gustati da ogni palato del mondo. Il talento, non solo innato, va costantemente allenato e all’allineato al proprio tempo.
Sulla disciplina determinata e l’eleganza del piatto è d’accordo un altro giudice, Matteo Metullio, che per molto tempo ha mantenuto il recordo di essere il più giovane chef stellato d’Italia, conquistando la stella Michelin all’inizio della sua professione per la Siriola a San Cassiano, in Alta Badia. Successo sigillato anche più tardi per aver portato per la prima volta le due Stelle Michelin nella città di Trieste, presso Harry’s Piccolo Restaurant. Lui, che è anche gran sportivo, crede in una disciplinata e grintosa preparazione performante, da portare avanti insieme alla voglia di vincere, anche ad occhi bendati, davanti ai giudici.
Davide di Fabio e Karime Lopez, altri due chef chiamati a sostenere e giudicare i piatti dei finalisti italiani, hanno in comune una lunga permanenza nelle cucine di Massimo Bottura. Il primo, dopo essere stato oltre quindici anni all’Osteria Francescana di Modena, è chef del ristorante Dalla Gioconda di Gabicce Monte, una stella Michelin, che propone piatti dal sapore vero e diretto, attenti alla sostenibilità. Lopez è tutt’ora chef presso Gucci Osteria, prima donna messicana ad ottenere una stella Michelin, predilige utilizzare ingredienti italiani contaminati con influenze provenienti da tutto il mondo.
Si chiude il quintetto con Isabella Potì, chef del ristorante Bros di Lecce, fan della cucina territoriale d’essenza, è inclusa nella lista di Forbes Under 30 per la categoria ‘The Arts – Europa’ ed è considerata uno dei profili verdi più promettenti dell’Italia golosa.
Su cosa devono puntare i giovani cuochi per passare le selezioni, arrivare al contest regionale ed aspirare ad essere il finalista italiano candidato a vincere la sesta edizione di S.Pellegrino Young Chef Academy Competition per il 2024-25?
I consigli arrivano anche dai partecipanti delle edizioni passate. Chef Paolo Griffa (Caffè Nazionale – Aosta) e Michele Antonelli (GastroBi Villa Musone – Ancona) sono entrambi d’accordo sull'importanza di dare una chiara comprensione e una comunicazione efficace della italianità del piatto, dei suoi ingredienti, del territorio e della propria filosofia di cucina.
Mentre cerca di scrivere un capitolo nuovo della gastronomia internazionale, il contest di Sanpellegrino crea sempre una sorta di famiglia allargata e internazionale, di stimolante confronto attraverso workshop e networking.
“Bisogna ricordare che arrivare veramente pronti alle finali è fondamentale – ricorda Andrea Aprea, chef mentor della scorsa edizione - perché non si avrà mai una seconda occasione di fare una prima buona impressione davanti ai giudici”.
Cosa conta allora, oltre alla perfezione tecnica del piatto?
Fare lo chef sta diventando una professione sempre più sfaccettata e le doti richieste sono molteplici; si parla di saper fare nella imprenditorialità, di promuovere una moderna comunicazione multicanale, di avere una identità ben definita che però sia in grado di incontrare i gusti dei clienti internazionali e molto altro ancora.
Il contest S.Pellegrino Young Chef Academy Competition porta i giovani cuochi e le loro qualità sotto i riflettori, con un regolamento di partecipazione molto dettagliato. Il piatto da presentare è unico, per l’intero biennio, e deve soddisfare le selezioni, passare poi all’approvazione e alle migliorie suggerite dai giudici delle Regionals, ed evolvere nel suo potenziale per affrontare l’ipotetica finale internazionale.
Dove la forte identità peculiare si ognuno si scontra con quelle altrettanto variegate dei partecipanti di tutto il mondo, in una finale con specifica giuria (ancora da scoprire) di eccellenze mondiali.
Avere una visione moderna della cucina va unita alla espressione della propria identità territoriale e tradizionale, in modo da poter premiare non solamente chi mostra una grande passione per la gastronomia bensì chi possiede le abilità per divenire in futuro una figura capace di stimolare un cambiamento positivo nel settore.
Nelson Freitas, vincitore dell’ultima S.Pellegrino Young Chef Academy Competition testimonia: “La competizione è il contesto ideale per mettere in mostra il proprio lavoro e mettere alla prova sé stessi. Il mio consiglio è quello di portare qualcosa di personale, qualcosa con cui si ha una profonda connessione, così da mostrare assolutamente il meglio”.
Tre sono i premi aggiuntivi da consegnare ai giovani cuochi talentuosi:
S.Pellegrino Social Responsibility Award, votato dalla Sustainable Restaurant Association, che gestisce Food Made Good, programma di sostenibilità del servizio alimentare e community globale più grande al mondo, dedicato a chi mettete in pratica una cucina responsabile nel campo della produzione, dell'ambiente e della società.
Votato dagli chef Mentor, Acqua Panna Connection in Gastronomy Award è il premio assegnato a chi riesce a cucinare un piatto che rappresenta al meglio il patrimonio culinario del proprio paese di nascita, unendo le tradizioni a una visione personale moderna in un’unica ricetta.
Deciso dalla community del pubblico gastronomico, Fine Dining Lovers Food for Thought Award sarà dato a chi rappresenta al meglio la propria visione culinaria con il proprio piatto personale.
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