28 Gennaio 2026
Milano, 28 gen. (askanews) - Sono state depositate in Cassazione oltre 550mila firme per chiedere un nuovo quesito referendario in relazione alla riforma della giustizia. Carlo Guglielmi del "Comitato dei 15", promotore dell'iniziativa: "Governo ladro di democrazia, ma noi siamo venuti qui a restituire il bottino. Abbiamo riportato il mezzo milione di cittadini che chiedono il rispetto della Costituzione. Abbiamo depositato, le procedure dureranno ancora un po. L'aspetto importante del diritto è che ti fa fare le cose con calma per pensarci bene. Questo è quello che non ha voluto fare il governo. Fare le cose con calma e pensarci bene. La nostra iniziativa vuole far capire al governo a comprendere quello che sta succedendo, a conoscere la riforma, a valutarla. I sondaggi ci dicono che più si conosce, si valuta, si capisce e cresce il 'no' nel Paese".
Un altro rappresentante del 'Comitato dei 15', Pierluigi Panici, ha aggiunto: "Il ricorso al Tar è stato presentato quando stavamo ancora raccogliendo le firme ed il governo ha indetto il referendum. I cittadini potevano chiedersi, perché richiedere una consultazione, se è gia stata indetta? Il primo vulnus è che tu (governo) chiedi di indire un referendum mentre stiamo ancora prendendo le firme. Il secondo vulnus è che quando abbiamo discusso il ricorso al Tar erano già state raccolte le firme. Insomma la questione, in merito all'ammissibilità, dovrà riguardare solo la regolarità delle quasi 550mila firme. Perché il quesito era già stato ammesso e pubblicato in gazzetta ufficiale. Perché gli altri possono fare campagna elettorale e noi no? C'era questo vulnus e siamo andati al Tar".
I giudici saranno chiamati a valutare la validità delle sottoscrizioni e decidere sulla ammissibilità del quesito proposto. Hanno 30 giorni di tempo. Il procedimento potrebbe essere invece risolto più velocemente.
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