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Elezioni Milano, l'ex sindaco Albertini: "Per il candidato di centrodestra situazione sproporzionata. Sala più popolare"

"Quando è tramontata l'ipotesi del mio nome come vicesindaco ho liberato lo champagne". L'intervista al Giornale d'Italia

13 Settembre 2021

Le parole di Gabriele Albertini, Ex Sindaco di Milano, a Il Giornale d'Italia in occasione de I discorsi del coraggio: "Preciso che non mi sono mai sentito un aspirante sindaco, ma piuttosto una persona che veniva indicata da altri come possibile sfidante del sindaco uscente. La campagna elettorale è condizionata dalle situazioni che tutti viviamo, e cioè il periodo estivo, il covid, che impedisce di vivere i momenti collettivi, anche oggi io sto parlando con una mascherina, siamo distanziati e le sedie sono molto rarefatte. E in più, nel caso del candidato del centrodestra, c'è il fatto che dall'altra parte c'è una persona che è stata direttore generale del Comune di Milano per quattro anni, un tempo sufficientemente lungo per farsi conoscere come amministratore, mister EXPO e poi 5 anni di amministrazione della città. Quindi lo scenario è dichiaratamente sproporzionato in termini di notorietà. Tutto questo insieme fa sì che ci sia una campagna elettorale che vede una presenza più forte, non dico vincente, ma sicuramente più marcata, e un'altra che lo è meno. Detto questo vedremo cosa succederà il giorno delle urne".

Sul lavoro di Beppe Sala in questi anni: "Il sindaco uscente con alcune eccezioni molto rare ha sempre qualche punto di vantaggio su chiunque sia lo sfidante. Faccio l'esempio di Formentini, che non arrivò al secondo turno, ma che nel '97 prese il 20% e la Lega il 16%. Quindi è un dato di fatto che chi viene riconosciuto ai funerali a tagliare i nastri, o insomma, c'è sempre, sia più noto e quindi comprensibilmente e conseguentemente più popolare. Per quanto riguarda l'azione amministrativa di Sala, ha fatto quello che la sua maggioranza gli ha consentito di fare, in parte anche condizionato da certe posizioni non molto coerenti con quello che la città di Milano si aspetta, come un grandioso sviluppo di tutte le iniziative economiche. Un'apertura liberale al mondo delle imprese, anche e soprattutto in una fase in cui tutti siamo vulnerati da quello che è successo negli ultimi due anni. Credo che negli ultimi tempi si sia un po' persa questa caratteristica di terzietà rispetto alla sua squadra, che forse lo avrebbe accreditato meglio. Comunque diciamo che parte favorito". 

Su Luca Bernardo, candidato del centrodestra alle elezioni comunali di Milano: "Credo che il punto di forza di Bernardo sia la sua storia personale. È un medico che si è speso non solo nella sua professione, ma anche nelle attività sociali nel volontariato e che ha quindi espresso una sensibilità per, come ricorda il giuramento di Ippocrate, lenire il dolore e lenire i malati. Anche la nostra città è malata. Non perché lo sia più di altre, ma perché tutti viviamo una fase ancora critica per la pandemia. Per la nostra salute fisica, economica e sociale". 

Torre di via Antonini, i permessi sono stati dati quando lei era sindaco: "Io sono molto contento e mi vanto di aver introdotto la verticalità nello skyline di Milano, perché è la forma più moderna di architettura, è quella che consente di avere più verde in superficie a parità di volumetrie e quindi di coniugare l'interesse economico, con cui si fa quello che si deve fare: i 30, ora 40, miliardi di euro in investimenti che hanno cambiato Milano, sono tutti investimenti privati. Il pubblico ha messo pochissimo, i collegamenti della metropolitana piuttosto che qualche altro intervento collettivo. Per il marketing urbano serve una volumetria adeguata. In più i grattacieli fatti bene sono anche molto ecologici di case sparse sul territorio, perché consentono di utilizzare il vento, hanno superfici per catturare l'energia solare, la pompa di calore per la diversità di pressione tra alto e basso per riscaldarli, e poi non c'è una forma più ecologica di mezzo di trasporto che è l'ascensore. Spero che questo incidente non cambi la linea di riaffermare la qualità urbana con la verticalità".

Tutti contro tutti nella coalizione del centrodestra? "In effetti, mi spiace doverlo ammettere, ma Salvini è stato l'unico che veramente ha pensato di scegliere i candidati e di muoversi nella direzione di vincere. Ci ha provato senza riuscire. Ma una volta che il vecchio leone sdentato e spelacchiato ha detto di "no" diciamo che si è perso un po' l'obiettivo. Tutti o quasi tutti hanno pensato più di attribuire un'eventuale sconfitta, piuttosto che ad affermare una potenziale vittoria negando il permesso di candidarsi ad alcuni che avrebbero avuto parecchie chance e poi attribuendosi delle prerogative di leadership che è qualla di dire 'meglio il primo qui, che il secondo a Roma', e hanno fatto di Milano un palcoscenico per drammaturgie romane". 

"Io sono spettatore nella campagna elettorale per decisione dei partiti di centrodestra, in particolare di Maurizio Lupi che ha convinto tutti gli altri a ritenere offensiva la frase che mi era stata attribuita che lo riguardava. Al secondo turno, quando non ci saranno più i partiti, per rispetto di loro che non mi hanno voluto, magari farò qualcosa, se me lo chiede Bernardo per aiutarlo". 

Vicesindaco ipotesi tramontata? "Questa ipotesi è tramontata da quel dì. Mi hanno fatto un bel regalo: era il giorno del mio compleanno e mi hanno risparmiato una fatica enorme che avrei fatto solo per gratitudine e correttezza nei riguardi di chi mi aveva candidato e di chi aveva insistito perché lo facessi. Quindi come seconda alternativa non impegni per 5 anni fare il vicesindaco, ma solo per il periodo in cui si può fare con la lettera di dimissione 'via il sindaco via tutti' e questo sarebbe stata un'ipotesi alla quale mi sarei piegato. Certo quando ho saputo che ero liberato da questo impegno ho liberato la champagne. Non solo per il mio compleanno, ma anche per la fatica risparmiata". 

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