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L'incontro medici-pazienti sulla leucemia mieloide cronica

Il percorso del paziente e il ruolo dei caregiver

16 Marzo 2026

Viterbo, 16 mar. (askanews) - AIL scende nuovamente in campo per l'assistenza ai pazienti oncologici. A Viterbo, al Centro Culturale Valle Faul, si è svolto l'incontro tra medici e pazienti affetti da malattie oncologiche. Nello specifico, si è ampiamente dibattuto sulla leucemia mieloide cronica, un tempo considerata una malattia incurabile, ma che oggi, grazie allo sviluppo delle conoscenze e tecnologico; si combatte, si cura e si sconfigge.

Abbiamo intervistato Patrizia Badini, Presidente AIL Viterbo: " Ail si è preoccupata banalmente anche di cercare il parrucchiere, la parrucca, l'estetica, i problemi di dieta, diciamo tutto quello che sta intorno al paziente pur non essendo una emergenza tale da richiedere l'intervento dei medici nel momento specifico della cura."

Affiancare il paziente nel percorso di cura e non lasciare da soli caregiver e familiari. La mission di AIL viene condivisa anche dal gruppo AIL pazienti LMC, nato nel 2009 per diffondere una maggiore consapevolezza sulla malattia ed incoraggiare la ricerca scientifica

Ecco le parole di Felice Bombaci, Gruppo AIL Pazienti LMC: "Il focus che vogliamo dare a questi incontri è in particolare l'informazione, perché un paziente informato, una persona informata, sicuramente gestisce meglio la propria patologia e può diventare attore e non solamente un soggetto della patologia. In più un obiettivo fondamentale è quello di mettere insieme medici e pazienti in un ambiente non ospedaliero, per poter parlare tranquillamente di quelle che sono le problematiche che spesso negli ambulatori medici non si possono affrontare."

Una persona ed una vita prima della patologia. Per i medici la missione non è guarire la malattia, bensì il paziente, creando un'alleanza tra professionista e degente.

L'intervista a Roberto Latagliata, primario ematologia di Viterbo: " Cercheremo di parlarne a tutto tondo, cercando insieme ai pazienti di affrontare tutti gli aspetti, non soltanto quelli terapeutici ma anche gli stili di vita, anche le prospettive che ci sono per il futuro, in maniera tale da creare come un'alleanza, che è quello che noi ematologi vorremmo, non soltanto in questa malattia ma in tutte le nostre malattie, fra noi medici e i pazienti."

Uno tsunami che arriva nella vita di una persona e la creazione di una frattura tra il prima e un dopo la malattia. Per AIL l'obiettivo è stare accanto ai pazienti in attesa della guarigione definitiva.

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