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La balenottera che aveva fatto sognare Napoli nuotando nel porto trovata morta; giallo sulle cause, vistosa fuoriuscita di sangue dal corpo senza vita

Si indaga sulle possibili cause che hanno portato alla morte della balenottera avvistata lunedì scorso nel porto di Napoli, dove aveva dato spettacolo

28 Febbraio 2026

La giovane balenottera che aveva fatto sognare Napoli nuotando nelle acque del porto, nei pressi del Molo Beverello, è stata trovata morta. E' giallo sulle cause, ma è stata notata una vistosa fuoriuscita di sangue.

Ad avvistare il cetaceo che galleggiava in prossimità dell'uscita del porto, ormai chiaramente senza vita, i militari della nave Bruno Gregoretti della Guardia Costiera. Sono subito scattate le operazioni di recupero, per mettere in sicurezza le rotte del traffico navale. Il corpo della balenottera è stato trasportato nei cantieri navali Piloda Shipyard, nel porto di Napoli, che hanno dato disponibilità a movimentarlo e ricoverarlo in sicurezza nel loro sito.

Il recupero

Lunga 11 metri per 57 quintali di peso, la balenottera - di giovane età - è stata recuperata da un pool interforze con competenze ambientali e veterinarie coordinato dalla Regione Campania come ente capofila assieme a Capitaneria di Porto - Guardia Costiera e ad una serie di enti tra cui Unità Operativa di Medicina Veterinaria regionale, Centro di Riferimento regionale per la sicurezza sanitaria del pescato (CRISSAP), Centro di Riferimento regionale di Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV) della ASL Napoli 1, e con il supporto tecnico-scientifico dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM).  

Le operazioni di recupero - spiega l’assessore regionale alla Biodiversità e Tutela degli animali Fiorella Zabatta, che ha presenziato alle operazioni di recupero - si sono rivelate più complesse del previsto a causa delle difficoltà legate alla movimentazione del cetaceo e alla stabilità delle fasce utilizzate per il sollevamento. Il recupero è finalizzato - ha prosegue Zabatta - al trasferimento del cetaceo presso un centro specializzato e autorizzato, dove verrà eseguito l’esame necroscopico per determinare le cause della morte". 

Giallo sulla morte

Comprendere le cause del decesso viene considerato prioritario anche alla luce di elementi osservati durante le operazioni, tra cui la fuoriuscita di sangue dal cetaceo, circostanza che richiederà ulteriori approfondimenti scientifici per verificare se la morte sia riconducibile a cause naturali o ad altri fattori. 

Già da domenica alle attività di indagine il gruppo di lavoro già operativo sarà affiancato da esperti provenienti da altre regioni con competenze specifiche. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno effettuerà campionamenti e analisi mirate, incluse indagini tossicologiche per individuare la presenza di eventuali sostanze inquinanti.

"Eventi come questo - conclude Zabatta - richiamano una particolare attenzione del mondo sanitario e scientifico: anche da un episodio di mortalità è possibile ricavare indicazioni utili per la tutela della biodiversità marina e dello stato di salute dell’ecosistema”.

Al di là delle indagini, in città è profondo il dolore per la morte dell'animale, la cui presenza era stata letta come buon auspicio per la salute delle acque del Golfo.

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