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Voghera sparatoria, chi era la vittima: "Non era a posto con la testa" VIDEO

Un barista riconosce l'uomo che ieri è morto dopo una lite con l'assessore alla sicurezza Massimo Adriatici

21 Luglio 2021

Una storia difficile quella che gli inquirenti dovranno cercare di capire, dopo che a Voghera una sparatoria in piazza ha portato alla morte di un 39enne marocchino. La vittima è morta sul colpo dopo uno scontro con l'assessore leghista Massimo Adriatici, che ha sparato con una pistola. "Non era a posto con la testa", dice un barista, tra i tanti che si affacciano sul luogo del delitto. Ma chi era la vittima, e quali nodi sono ancora da sciogliere sul caso di cui sta parlando tutta Italia?

Voghera sparatoria, chi era la vittima: "Non era a posto con la testa" VIDEO

L'uomo morto in piazza Meardi a Voghera si chiamava Youns El Boussetaoui, di nazionalità marocchina, 39 anni compiuti lo scorso 20 marzo. I testimoni lo definiscono di corporatura molto robusta, con l'aspetto di un pugile. L'uomo viveva senza regolare permesso di soggiorno, né aveva fissa dimora. Nell'arco di oltre una decina di anni nel nostro paese, aveva accumulato vari ordini di lasciare il territorio Ue e relative violazioni agli ordini di lasciare il territorio italiano. Da una decina di giorni l'uomo si vedeva più spesso del solito nei locali del paese, ed era già stato oggetto di segnalazioni per ubriachezza molesta, spesso finiti con l'intervento delle forze dell'ordine.

L'uomo era stato quindi più volte denunciato, non solo per i reati di ingresso illegale nel territorio dello Stato e immigrazione clandestina, ma anche per minacce, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Era stato già arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti nell'operazione "Top Up 2" dei carabinieri del Norm della Compagnia di Voghera, e aveva accumulato anche varie altre denunce e arresti sempre per produzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'elenco delle accuse nei confronti del 39enne è abbastanza lungo, e comprende anche evasione fiscale, reati di falsità in scrittura privata, falsa attestazione, falsità materiale, uso di atto falso e truffa. Era stato anche denunciato per guida senza patente. E, ancora, per ricettazione e anche per porto d'armi e oggetti atti a offendere.

Lo scontro con l'assessore Massimo Adriatici sarebbe avvenuto in occasione di un ennesimo momento di tensione al bar, dove i due avrebbero litigato. "Faceva il balordo", ricorda ancora nel video un gestore, anche lui di origini marocchine. "Ma non era normale, faceva casini, dispetti. Non era apposto, tutto sporco. Era una vittima del sistema. Ma il discorso è già troppo lungo per la politica..."

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