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La Destra storica italiana, antenata nobile dei liberali tricolori

Di Guglielmo Giovanelli Marconi

31 Ottobre 2020

La Destra storica italiana, antenata nobile dei liberali tricolori

Marco Minghetti (fonte foto Wikipedia)

Nel mondo politico mondiale dei nostri giorni il termine “liberale” é quasi sempre sinonimo di anti-conservatore e di anti-tradizionalista, nonché associato all’intellettualismo sinistroide radical-chic.

In America, ad esempio, sono sempre stati considerati “liberal” i politici più progressisti, nemici del conservatorismo di ispirazione patriottica.

Nel nostro Paese, invece, le origini storiche del Partito Liberale Italiano (il più antico insieme a quello repubblicano-mazziniano, al momento dell’unificazione nazionale) furono ben diverse .

Nel giorno della proclamazione del nuovo Regno d’Italia (il 17 Marzo 1861 a Torino), i parlamentari del neo-Stato scelsero di posizionarsi sugli scranni del nascituro Parlamento: i liberali del Primo Ministro Cavour si accomodarono su quelli a destra dell’emiciclo, mentre i democratici su quelli a sinistra.

Nacquero quel giorno, in seguito a questo fatto, le due principali denominazioni protagoniste di quel periodo politico: la Destra storica e la Sinistra storica.

Per via della loro contrapposizione ai democratici progressisti, i liberali vennero identificati da quel momento come conservatori, portatori della difesa dei ceti agiati e dei valori della nuova monarchia.

La Destra storica governò l’Italia dal 1861 a 1876.

Dopo la morte di Cavour, infatti, si susseguirono alla guida del governo Bettino Ricasoli, Urbano Rattazzi, Luigi Farini e Marco Minghetti, che portarono quasi a compimento l’Unificazione nazionale con le annessioni del Veneto (1866) e di Roma (1870).

A quegli ideali e valori morali continuarono ad ispirarsi molti esponenti successivi del Partito Liberale Italiano: da Benedetto Croce a Luigi Einaudi e infine al suo ultimo massimo esponente Giovanni Malagodi, che guidò il partito dal 1954 al 1972.

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