29 Marzo 2026
Rai
Dopo il No al referendum, anche in Rai si prepara uno scossone. Gli equilibri interni del servizio pubblico appaiono sempre più legati alle dinamiche politiche e tutti gli occhi sono ora puntati su Gianmarco Chiocci.
Il punto interrogativo riguarda il suo futuro immediato: il direttore del Tg1 resterà alla guida della testata fino alle prossime elezioni oppure sceglierà di trasferirsi a Palazzo Chigi per gestire la comunicazione della premier durante tutta la campagna elettorale? Una decisione che, in un senso o nell’altro, avrebbe effetti rilevanti sull’intero assetto Rai.
Ufficialmente, per scaramanzia, nessuno fa nomi per un’eventuale successione al Tg1. Ma tra le ipotesi che circolano con maggiore insistenza c’è quella che porta a Nicola Rao, attuale direttore del Giornale Radio, considerato in pole position. Un suo eventuale spostamento aprirebbe a sua volta un’altra casella, con il nome di Incoronata Boccia tra i possibili successori. Se invece si optasse per una soluzione esterna, torna a circolare anche il nome di Mario Sechi.
In questo quadro già in movimento, pesa il recente pensionamento di Simona Carbonari, caporedattrice del Tg2 e fino a metà marzo vicedirettrice di RaiNews. La sua uscita lascia scoperta una casella significativa, al momento gestita ad interim dal direttore Federico Zurzolo, che – nonostante le indiscrezioni – non avrebbe intenzione di ricorrere al prepensionamento, evitando così un effetto domino difficile da controllare.
Altro snodo cruciale è rappresentato dalle scadenze di maggio, quando termineranno gli incarichi di Antonio Preziosi al Tg2 e di Giuseppe Carboni a Rai Parlamento.
Per Preziosi, l’ipotesi di un passaggio a Rai Vaticano appare oggi raffreddata. I segnali più recenti sembrano quindi indicare una volontà di continuità, anche perché individuare un sostituto alla guida del Tg2 non sarebbe semplice. In questo contesto, oltre alle nomine degli inviati Francesca Romana Elisei e Laura Squizzato, sono stati individuati anche quattro nuovi caporedattori facenti funzione: Sonia D’Ottavio agli Esteri, Omar Reda agli Interni, Francesca Altomonte ad Ambiente e Società e Cinzia Terlizzi a Cultura, Varietà e Spettacolo.
Più delicata la partita interna a Rai Parlamento. In vista di un’eventuale uscita di Carboni, da tempo si muove Senio Bonini, attuale vicedirettore del Tg1 e figura apprezzata nell’area del Movimento 5 Stelle. Ma non è l’unico nome: anche Anna Piras, oggi vicedirettrice, punta a una direzione, alimentando un confronto che riflette equilibri politici più ampi.
Restano inoltre vacanti due direzioni strategiche, Affari Istituzionali e Relazioni Internazionali, entrambe attualmente rette ad interim dall’amministratore delegato.
A queste si aggiunge il nodo Rai Sport, dove prosegue l’interim di Marco Lollobrigida: una soluzione che si protrae senza una spiegazione chiara, nonostante il suo nome goda del consenso della redazione e di una stima diffusa.
In questo scenario, ogni scelta rischia di produrre effetti a catena. Ma tutto, ancora una volta, potrebbe dipendere dalla decisione di Chiocci: restare al Tg1 o entrare direttamente nella macchina della comunicazione politica. Una scelta che, più di ogni altra, può ridisegnare gli equilibri della Rai nei mesi decisivi che portano al voto. A proposito: il diretto interessato dice che resterà in Rai.
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