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World Vegetarian Day, si festeggia oggi: ma cosa succederebbe se diventassimo tutti vegetariani?

Si festeggia oggi, venerdì 1 ottobre, la giornata mondiale dei vegetariani. Tutti i pro e i contro se diventassimo subito o gradualmente tutti vegetariani

01 Ottobre 2021

World Vegetarian Day, si festeggia oggi: ma cosa succederebbe se diventassimo tutti vegetariani?

Fonte: Pixabay

Oggi, venerdì 1° ottobre, è il World Vegetarian Day - la Giornata Mondiale Vegetariana - celebrato la prima volta nel 1977 su suggerimento della North American Vegetarian Society. I benefici della dieta vegetariana sono studiati da tempo: la salute migliora e non si devono uccidere gli animali, cosa che tra l'altro aiuta a preservare la Terra. Ma cosa accadrebbe se tutti gli abitanti del Pianeta diventassero di colpo tutti vegetariani? Beh, prima di tutto, otterremo un sorriso da Greta Thunberg, che proprio ieri ha incontrato il premier italiano Mario Draghi, ma a parte questo?

World Vegetarian Day, cosa succederebbe se diventassimo vegetariani?

Come si legge su Focus, un passaggio immediato a un regime vegetariano sarebbe una catastrofe. Una fetta consistente della carne che ogni anno viene prodotta nel mondo (350 milioni di tonnellate) e che è già nella filiera, rimarrebbe invenduta e non si troverebbe  il modo di sostituirla nelle nostre diete con un quantitativo sufficiente di nutrienti vegetali. Ovviamente poi le aziende e i privati del settore andrebbero incontro al fallimento, facendo crollare le economie di numerose popolazioni basate prevalentemente su pesca e allevamento. Insomma, uno scenario che potrebbe peggiorare causando tumulti, stragi e addirittura guerre.

Vediamo poi cosa accadrebbe se il passaggio fosse graduale. E qui ci vuole subito una precisazione: non tutti potrebbero seguire un'alimentazione "verde". Questo per motivi di salute o per questioni di habitat e sussistenza. Facciamo un esempio: alcuni popoli non hanno accesso diretto a risorse "vegetali", vivendo in aree aride o ghiacciate. Dipenderebbero, quindi, completamente dalle importazioni. Al netto di tali eccezioni, gli altri potrebbero invece intraprendere la scelta vegetariana. Con alcuni effetti positivi per tutti.



Come è noto, le semplici flatulenze dei bovini producono metano: da 200 a 500 litri al giorno per individuo. Liberarci dei 3,1 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti emesse ogni anno da tutti i ruminanti del globo sarebbe un bel colpo per l'ambiente. Certo però andremmo incontro alla perdita di molte tradizioni culturali. Vi immaginate un Italia senza cotechino, al prosciutto, nduja? La carne è infatti legata all'identità di molti popoli, è parte integrante di festività religiose o a riti di passaggio. 

Una cosa è certa: dal punto di vista della salute, ci guadagneremo tutti. Si andrebbe infatti incontro a una riduzione delle morti per cancro e per malattie cardiovascolari perché si eviterebbero quelle dovute a un eccessivo consumo di carne rossa, globalmente quantificabile tra il 6% e il 10%. Sarebbero 5-8 milioni di vite salvate ogni anno. Il tutto con un risparmio di circa il 2-3% del prodotto interno lordo globale in termini di minori spese sanitarie. Ma la dieta vegetariana è adatta a tutti dal punto di vista biologico. "L'aumento di fibra alimentare che una dieta vegetariana porta con sé ha un impatto rilevante in primis sulla flora intestinale, ma anche sulla sensazione di fame e sazietà e, contrariamente a quanto si possa pensare, se l'alimentazione vegetariana continuasse ad apportare tutti i nutrienti necessari all'organismo, i cambiamenti a livello fisiologico sarebbero minimi", spiega Francesca Scazzina, docente di Fisiologia all'Università di Parma.

Tuttavia, al di là di scenari drastici, per ottenere un miglioramento di tutti gli scenari, basterebbe un consumo più moderato della carne (una o due volte a settimana al massimo) per ridurre notevolmente le emissioni globali e stare meglio in salute. In sostanza, se da domani tutti mangiassimo il giusto quantitativo di carne, il mondo ne trarrebbe sicuramente beneficio.

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