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Green economy: miliardi di dollari buttati sul piatto per un totale non senso

I propagatori di queste teorie sono tanti e fingono di ignorare i mostruosi danni ambientali che una strategia siffatta potrebbe arrecare alla vivibilità e all’estetica del nostro ambiente

Di Pierfranco Faletti

31 Luglio 2021

Green economy: miliardi di dollari buttati sul piatto per un totale non senso

Fonte Pixabay

Molti osservatori, esperti ed operatori economici “liberi”, adombrano che “il fenomeno” Greta Thumberg, sia stato costruito a tavolino, da una potente lobby internazionale che ha guidato, divulgato ed imposto, in modo aggressivo, all’opinione pubblica occidentale, il tema dell’ambiente.

Sarebbe un luogo comune, ricordare che l’economia è sempre stata il motore della vita e dello sviluppo dell’uomo e della società. Equilibri politici, benessere sociale, guerre, ricerca scientifica e industriale, sono sempre state originate da interessi economici.

Chi era più forte poi, si è sempre imposto su tutti gli altri. Questa realtà non ha risparmiato nemmeno le religioni e fra esse il cattolicesimo.

Basti pensare alle motivazioni, che hanno determinato quella che è stata forse, limitatamente ai tempi, la più grande mobilitazione militare della storia dell’uomo: le Crociate. Dietro la più che giustificata necessità di fermare l’avanzata islamica, infatti, si nascondeva l’obbiettivo di conquistare nuovi territori e soprattutto di occupare le rotte commerciali verso Oriente.

Oggi, nel mondo occidentale, sulla cosiddetta “green economy”, sono stati buttati sul piatto migliaia di miliardi di dollari.

Il caso simbolo sono le automobili, 100% elettriche. Per abolire l’inquinamento causato dagli scarichi dei motori a scoppio, dei veicoli attualmente in circolazione, vengono proposte auto, alimentate da batterie, ricaricate prevalentemente con energia elettrica, generata da grandi centrali termoelettriche, sparse per tutto il mondo, che bruciano milioni di tonnellate tra carbone, gas e olii combustibili. L’inquinamento prodotto da queste centrali, per tali ricariche, è infatti certamente di gran lunga superiore, a quello emesso dalle attuali vetture circolanti.

Un totale non senso, che aveva indotto il più grande imprenditore italiano contemporaneo del settore automobilistico, il compianto Sergio Marchionne, a non credere in questa, che lui considerava una follia.

Per controbattere a queste logiche considerazioni, è nata un’altra mitica leggenda: l’energia elettrica del futuro sarà tutta prodotta da impianti puliti, prevalentemente fotovoltaici ed eolici, con che, il problema delle ricariche sarà automaticamente risolto. I propagatori di queste teorie sono tanti e fingono di ignorare i mostruosi danni ambientali, che una strategia siffatta potrebbe arrecare alla vivibilità e all’estetica del nostro ambiente. Dalla padella nella brace, si direbbe a Milano. Per sostituire le centrali attuali e future, che producono l’energia elettrica necessaria al mondo, con impianti cosiddetti “puliti”, prevalentemente eolici e solari, dovremmo devastare enormi territori, con ingombranti celle fotovoltaiche e vistose ed innaturali pale eoliche. Già oggi, tali tipi di impianti, stanno sfigurando intere zone del nostro paese, che furono gioielli di bellezza e di natura incontaminata, fra le quali, prima fra tutte, ricordo la spettacolare Valle del Belice in Sicilia.

Tutto ciò, ignorando il capitolo dell’energia nucleare, l’unica energia elettrica, prodotta con emissioni zero, da centrali marginalmente ingombranti, rispetto alla loro capacità produttiva. Un’enorme mistificazione comunicazionale, prominata agli ignari cittadini del mondo occidentale, ha portato alla chiusura, anche in Italia, di numerosi impianti perfettamente funzionanti. Il tutto, con grande superficialità e interessata malafede. Non va peraltro dimenticato che il dittatore cinese Xi Jinping, scarsamente interessato a queste problematiche, governa un paese che possiede 51 reattori nucleari funzionanti e ne ha 13 in costruzione, senza averne dismesso mai alcuno.

Oggi veniamo a sapere invece, che nel 2030 potranno circolare fino a 230 milioni di auto 100% elettriche, mentre nessuno conosce quali saranno le fonti energetiche che alimenteranno le loro batterie e come tali batterie saranno smaltite.

È il solito Circo di Barnum, il grande imprenditore statunitense, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, insuperabile nell’attrarre spettatori, attraverso martellanti e innovative pubblicità murali e giornalistiche.

Diceva Karl Marx: “Tutti i sistemi di idee, non sono dotati di una autonomia reale. Si tratta di un dominio materiale, cioè economico, che soltanto poi si estende alla sfera delle idee. Le classi dominanti producono ideologie, che sono funzionali ai loro interessi, cioè servono a giustificare determinati rapporti”.

Un grande pensatore, un intelligente pragmatico, un originale filosofo. A mio parere più che mai attuale anche oggi.

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