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Energia, Bonaccini: "Ravenna capitale italiana dell'energia pulita con il progetto Agnes di Saipem"

L'azienda convertirà gli impianti offshore in sistemi di produzione energetica verdi. Soddisfatti cittadini, istituzioni e ambientalisti

20 Luglio 2021

Idrogeno verde, il progetto Saipem-Suiso per Bonaccini: "Ravenna capitale italiana dell'energia pulita"

L'Italia si apre all'energia pulita e all'avanguardia con Saipem, che ha presentato un progetto dove combina sostenibilità e recupero degli impianti offshore della costa adriatica. Per Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna questo progetto renderà "Ravenna capitale italiana dell'energia pulita".

Il piano, che prevedere la riqualificazione degli impianti offshore giunti a fine vita per convertirli all'energia verde, è stato già citato da Bonaccini nel suo libro. Ne ''Il paese che vogliamo. Idee e proposte per l'Italia del futuro'', il presidente regionale definisce il progetto di Saipem ''frontiera estremamente innovativa per la tecnologia utilizzata e per la portata del progetto. Una volta completato farebbe non solo di Ravenna la capitale italiana dell'energia pulita ma un unicum nel panorama energetico italiano e internazionale''.

Energia, con Saipem per Bonaccini: "Ravenna capitale italiana dell'energia pulita"

Con Suiso, la nuova tecnologia che integra diversi sistemi energetici verdi, Saipem punta a fare di Ravenna un hub energetico marino e green che ha già convinto cittadini, istituzioni e ambientalisti. La soluzione proposta da Saipem, che nasce sotto il nome di Agnes, prevede la produzione di idrogeno verde, integrata in un sistema più ampio che raccoglie e converte l'energia prodotta da diverse fonti rinnovabili. Tra queste, il progetto prevede di sfruttare l'eolico galleggiante, il solare flottante e l'energia marina, con l'obiettivo di alimentare, insieme o singolarmente, elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde installati su piattaforme offshore già esistenti.

"Questa soluzione, racconta Francesco Caio, amministratore delegato
di Saipem, "è adattabile a molteplici tipologie di siti marini e alle
diverse necessità di produzione. Il know-how maturato nella
progettazione e realizzazione di infrastrutture e impianti
tecnologicamente avanzati consente a Saipem di coprire la catena del
valore legata alla produzione di idrogeno verde e di essere un partner
strategico nel percorso verso la net zero economy''. Saipem conferma quindi l'impegno dell'azienda a supporto dei propri clienti nella transizione energetica. Per Saipem l'idrogeno è una delle chiavi per raggiungere questo obbiettivo, sposando efficienza e sostenibilità. E promette di accelerare nello sviluppo di questo vettore energetico attraverso la ricerca tecnologica e gli accordi di collaborazione
internazionali. 

Cos'è l'idrogeno verde, obbiettivo di punta dello hub energetico Saipem

L'idrogeno verde è un tipo di combustibile che sfrutta il processo di elettrolisi dell'acqua alimentato da energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili. La sua produzione è oggi la più costosa, se confrontata con quella dell'idrogeno grigio o blu, ma secondo gli esperti la crescita dei settori eolico e fotovoltaico sta  abbattendo i costi della produzione energetica tramite fonti rinnovabili. Contemporaneamente, le nuove leggi europee rendono sempre più onerosa la produzione di Co2, mentre l'immagine stessa delle aziende inizia a pagare per le attività ad alto impatto ambientale. Di questo passo, si prevede che l'idrogeno verde diventi economico e utilizzabile su larga scala entro il 2030.

Saipem ha scommesso su idrogeno verde e blu, forte di un'esperienza di
oltre 60 anni nell'intera catena del valore dell'H2 in ambito
petrolchimico e della produzione di fertilizzanti, che garantiscono
competenze specifiche, know-how tecnico e capacità di innovare. Oggi Saipem si concentra sull'attuale domanda di mercato e sull'integrazione con la produzione elettrica rinnovabile. Per questo motivo, la nuova tecnologia Suiso troverà la sua prima applicazione nel progetto offshore di Ravenna. Il progetto Agnes, l'hub energetico offshore frutto della collaborazione tra Saipem e Qint'x, è la prima iniziativa su larga scala in Italia e in Europa che integra fonti rinnovabili e H2 con l'obiettivo di creare un distretto energetico marino che integra un parco eolico e un n parco solare flottante per la generazione di energia rinnovabile e impianti per la produzione di idrogeno verde riconvertendo alcune piattaforme offshore a fine vita.

Agnes, la prima piattaforma di energia verde offshore in Europa

Saipem sarà il project leader del progetto Agnes che, a regime, conterà 65 turbine eoliche da 8 MW l'una, un impianto fotovoltaico flottante da 100 MW, per una capacità complessiva di 620 MW, e un parco di elettrolizzatori in grado di produrre 4.000 tonnellate di idrogeno l'anno. A sostegno dell'iniziativa sono previsti anche dei fondi statali, grazie al decreto 'fondone', che prevede una serie di misure e investimenti
complementari a quelli già delineati nel Pnrr. Roma finanzierà Agnes con 70 milioni di euro a sostegno di un concept di progetto per un polo di energie rinnovabili offshore, con annessa produzione di
idrogeno verde, al largo delle coste di Ravenna, in cui rientra anche il progetto di Saipem.

Il progetto mette tutti d'accordo tra cittadini, ambientalisti e istituzioni. Non solo il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini: anche l'assessore allo Sviluppo economico e alla Green economy della Regione, Vincenzo Colla: ''ci sono tutte le condizioni perché l'hub di Ravenna diventi un'operazione strategica per l'Emilia-Romagna e per il Paese intero". Per l'assessore al Turismo e alle Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, avrà inoltre un minimo impatto visivo, coerente con i valori della tutela e della conservazione del paesaggio. 

Un progetto simile, quello a Rimini, era invece stato bocciato dalle associazioni ambientaliste proprio per la sua invasività sull'ambiente circostante. Per Legambiente Agnes è invece ''un segnale importante, in linea con gli obiettivi europei, nazionali e regionali di decarbonizzazione''. Un segnale ancora più importante, confermano gli ambientalisti perchéP si
inserisce nel cuore del distretto oil&gas del Paese ormai in crisi da
anni.

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