Vaccino contro influenza aviaria, Carta di Siena al governo: "Chiarire se siero è a mRNA e i rischi per umani e animali"

L'associazione Carta di Siena ha scritto una lettera al governo italiano per delucidazioni sul vaccino contro l'influenza aviaria, e più in generale sulla campagna vaccinale

L'associazione Carta di Siena ha scritto una lettera al governo italiano per delucidazioni sul vaccino contro l'influenza aviaria, e più in generale sulla campagna vaccinale.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Giorgia Meloni

Al Ministro della Salute

Prof. Orazio Schillaci

La scrivente associazione, Carta di Siena – Patto tra medici e cittadini che nasce con l’obbiettivo di riportare l’Etica medica ippocratica ad essere il punto di riferimento di ogni comportamento sanitario, a nome dei 36.000 aderenti, sottopone alla Vostra alta sensibilità una situazione che, avendo potenziali e vaste ricadute sulla salute, richiede che le Istituzioni forniscano ai cittadini ampie spiegazioni, scientificamente (e non dogmaticamente-scientisticamente) fondate.

PREMESSO CHE

Ci stiamo riferendo all’avvio della campagna vaccinale contro l’influenza aviaria che, ad esempio nella Regione Veneto, inizierà nei prossimi mesi; e su tale piano vaccinale è stata presentata una interrogazione a risposta scritta da parte di Consiglieri regionali veneti. La preoccupazione è ancor più motivata alla luce delle evidenze che hanno dimostrato come le varie affermazioni, rilasciate da “esperti” (in palese conflitto di interessi), fossero totalmente antiscientifiche (ricordiamo che uno scienziato non dovrebbe mai affermare ciò che non è dimostrato; essendo uno dei postulati del metodo scientifico “assenza di evidenza, non significa evidenza di assenza”), ad esempio: “il vaccino rimane nel sito di iniezione”, e quindi , escludendo a priori la potenziale trasmissione del materiale genetico vaccinale al feto (smentito dallo studio di Chen e coautori, https://doi.org/10.1016/j.omtn.2025.102489 , ha recentemente dimostrato la permeabilità della placenta all'mRNA-1273 (Moderna) e l’immunogenicità nel feto) o la possibilità di interazioni negative a distanza (come con il muscolo cardiaco che avviene nel 100% dei vaccinati https://pubs.rsna.org/doi/10.1148/radiol.230743 e che, nel 2,8%, come dimostrato da studi condotti con farmaco vigilanza attiva, determina una miocardite https://doi.org/10.3390/tropicalmed7080196); oppure “l’mRNA si degrada nel giro di poche ore e dopo 48 ore non è più presente” (smentito sia dal conferimento del Nobel a Karikò e Weissman, proprio per essere riusciti ad “ingannare” i meccanismi cellulari di degradazione dell’mRNA che da Röltgen, K. et al. Immune imprinting, breadth of variant recognition, and germinal center response in human SARS-CoV-2 infection and vaccination. Cell 185, 1025-1040.e14 (2022) i quali hanno dimostrato la permanenza nei linfonodi, quindi a distanza del sito di iniezione, fino a 8 settimane = 1.344 ore).

Preoccupazione ancor più crescente e motivata dalla possibilità di utilizzare, per le vaccinazioni, la tecnologia “autoreplicante”. Infatti, per tale tecnologia, esistono già evidenze della possibilità che il materiale genetico mRNA, moltiplicatosi all’interno di una cellula, venga da questa “impacchettato” in nanovescicole (esosomi), espulso nello spazio intercellulare e da qui entrare in circolo sanguinio (dove è stato rilevato sino a quattro mesi dopo la vaccinazione Bansal e coautori https://doi.org/10.4049/jimmunol.2100637 ), arrivare ai polmoni ed essere esalato con il respiro (o trasmesso attraverso qualsiasi liquido biologico). Per loro natura queste nanovescicole (esosomi), oltre a poter entrare in qualsiasi cellula dell’organismo inoculato, sono in grado di diffondere in altri organismi senza alcuna barriera di specie, attraverso sia il respiro che qualsiasi liquido corporeo (dell’organismo inoculato).

ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA

SI RICHIEDE

Alle Eccellenze interloquite di fornire chiarimenti in merito ai seguenti punti:

  1. La tipologia di vaccino utilizzato per le campagne vaccinali contro l’influenza aviaria (vaccino inattivato tradizionale, vettoriale, nucleotidico, mRNA o altra tecnologia)
  2. Se si dispone e si intenda rendere pubblici gli studi scientifici relativi a sicurezza, efficacia, eventuale persistenza biologica e valutazione del rischio per la salute animale e umana, nonché per la sicurezza alimentare (carne, uova e sottoprodotti)
  3. quali siano i protocolli di sorveglianza previsti per distinguere animali vaccinati da animali eventualmente infetti (strategia “DIVA”) e quali ricadute siano previste in termini di tracciabilità e commercializzazione dei prodotti;
  4. se siano state effettuate valutazioni specifiche sul possibile impatto della vaccinazione sulle esportazioni verso Paesi terzi e sulla competitività dell’agroalimentare italiano
  5. quali ulteriori misure di biosicurezza, controllo della densità degli allevamenti e programmazione produttiva accompagneranno la vaccinazione, al fine di ridurre strutturalmente il rischio di nuovi focolai;
  6. quali iniziative di comunicazione istituzionale e trasparenza il Governo intenda adottare per informare in modo chiaro cittadini, operatori del settore e consumatori, prevenendo disinformazione e allarmismi.

Con osservanza

il Direttivo della Carta di Siena – Patto tra medici e cittadini