Vaccini, sfiducia al 46,09% negli adulti: le conseguenze del Green pass e degli effetti avversi del siero per il Covid - Lo STUDIO dell'Università di Torino
La sfiducia odierna è il risultato di un periodo segnato dagli effetti avversi dei vaccini Covid, dagli obblighi vaccinali, dal green pass, dal distanziamento sociale e dalle limitazioni delle libertà personali
In Italia quasi un adulto su due mostra esitazione e sfiducia verso i vaccini, con una percentuale che raggiunge il 46,09%. È quanto emerge da uno studio dell'Università di Torino pubblicato su The Lancet Regional Health, che fotografa un clima di diffidenza diffuso dal 2021, anno centrale della fase "pandemica", segnato dalle misure restrittive, dagli obblighi vaccinali ma, soprattutto, dagli innumerevoli casi di effetti avversi con esito mortale post inoculazioni vaccino Covid. Proprio nel 2021 tutta la popolazione fu obbligata a vaccinarsi con i sieri prodotti da Pfizer, piuttosto che Moderna, ed oggi questa applicazione è stata condannata da diversi studi e giudici. Il nesso causale tra i vaccini Covid e effetti avversi- come eventi trombotici, turbocancri e miocarditi - è stato ufficialmente riconosciuto.
Vaccini, il 46,09% degli adulti mostra esitazione e sfiducia nelle inoculazioni dopo la "pandemia" - Lo STUDIO di The Lancet Regional Health
Lo studio, coordinato da ricercatori italiani e basato su un campione rappresentativo di oltre 52mila adulti intervistati tra settembre 2024 e marzo 2025, evidenzia che l’esitazione vaccinale non è un fenomeno marginale, ma una condizione estesa e trasversale. Non si tratta necessariamente di rifiuto totale, ma di un’area ampia di incertezza, ritardi, selettività e scarsa adesione alle vaccinazioni raccomandate. I ricercatori hanno utilizzato una scala validata a livello internazionale per distinguere tra due principali dimensioni del fenomeno. Da un lato la percezione del rischio, legata al timore di effetti collaterali e alla sicurezza dei prodotti sanitari. Dall’altro la sfiducia verso istituzioni, autorità sanitarie e informazione ufficiale. Due piani diversi, che spesso si sovrappongono e che richiedono risposte differenti.
Il dato del 46,09% pone una questione centrale per la sanità pubblica, perché coinvolge una quota consistente della popolazione adulta e può incidere sulle campagne di prevenzione, sulle vaccinazioni stagionali e più in generale sulla credibilità dei sistemi sanitari. L’indagine mostra inoltre forti differenze tra gruppi sociali, culturali e politici, con livelli più alti di esitazione tra chi si affida alla medicina alternativa, tra chi ha una bassa fiducia nelle istituzioni e tra chi non percepisce un sostegno chiaro da parte di operatori sanitari e figure di riferimento nella comunità. La sfiducia odierna non nasce nel vuoto. È il risultato di un periodo segnato da obblighi vaccinali, green pass, distanziamento sociale e limitazioni delle libertà personali che hanno inciso profondamente sul rapporto tra cittadini, politica e medicina. A questo si sono aggiunte, negli anni successivi, nuove ricerche scientifiche e controversie che hanno contribuito a erodere ulteriormente l’indice di gradimento verso le istituzioni sanitarie, rafforzando l’idea di una gestione opaca e poco trasparente della "crisi pandemica".
Nel primo periodo successivo alle campagne vaccinali si sono moltiplicate segnalazioni di "malori improvvisi", che in molti casi hanno colpito persone relativamente giovani e senza una causa immediatamente definita. In diversi studi, tra cui quelli condotti da ricercatori del Policlinico Gemelli di Roma, sono stati richiamati possibili effetti avversi del vaccino Covid, tra cui eventi trombotici, miocarditi e pericarditi, disturbi neurologici, reazioni immunitarie importanti e complicanze oculari. In altri lavori, come quello pubblicato dal dottor Ciro Isidoro su Mdpi, è stato evidenziato che la somministrazione di più dosi possa accelerare la crescita tumorale e l’attivazione di metastasi in soggetti già malati. Studi internazionali firmati da Raquel Valdés Angues e Yolanda Perea Bustos hanno mostrato il legame tra vaccino Covid e progressione recidiva o metastatica del cancro.