Vaccino Covid, il militare R E cieco post inoculazioni al Gdl: “Se ci fosse stata più consapevolezza sugli effetti avversi mi sarei potuto salvare"
In merito alla decisione della commissione di riconoscere il nesso tra vaccinazione Covid e la trombosi cerebrale dei seni cavernosi che ha portato alla cecità permanente del militare R E, il GDL ha intervistato il soldato per ripercorrere la sua storia clinica tra ricoveri e interventi, e la sua vita dopo la diagnosi
La Commissione Medica Militare di Bari ha stabilito il nesso causale tra la somministrazione del vaccino Covid Comirnaty Pfizer e la trombosi cerebrale dei seni cavernosi che ha reso cieco il giovane militare R E. Oltre alla perdita della vista, il soldato convive con ipertensione endocranica, trattata con derivazione cranio-peritoneale e impianto di valvola regolatrice della pressione intracranica. Si aggiungo al quadro clinico ulteriori eventi trombotici, lunghi ricoveri e una terapia anticoagulante a vita. La sua vita quotidiana è profondamente segnata da problemi di equilibrio e limitazioni funzionali. La storia mette in risalto l'esistenza di effetti avversi legati alla somministrazione dei vaccini Covid e riaccende il dibattito sulla tutela di chi ha riportato conseguenze gravi dopo l’obbligo vaccinale.
Vaccino Covid, il militare R E cieco post inoculazioni al Gdl: “Se ci fosse stata più consapevolezza sugli effetti avversi mi sarei potuto salvare"
Raccontami il tuo percorso: dalla prima vaccinazione agli effetti collaterali per poi arrivare alla diagnosi
Sì allora tutto è partito sei giorni dopo la prima dose avvenuta il 10 settembre. Ero a lavoro, dopo la cerimonia dell’alza bandiera, ho avuto un malore mi sono accasciato a terra e ho iniziato ad avere una forte rigidità alla nuca e vomito a getto. Mi hanno portato in pronto soccorso dove mi hanno fatto vari controlli e la TAC e mi hanno dimesso per una semplice cefalea senza capirci nulla. Dopo due settimane, il 29 settembre, sono tornato in ospedale perché ero di nuovo al lavoro e ho avuto un episodio di sincope. Mi hanno rifatto vari controlli ma continuavano a dirmi che non era nulla. Io però continuavo a non sentirmi bene, ma andavo avanti. Tutto è successo dopo la seconda dose del vaccino, il 19 ottobre. Il giorno dopo ho iniziato ad avere diplopia vedevo doppio mi sono spaventato e ho contattato qualsiasi oculista della provincia di Treviso. Sono stato visitato e mi è stato detto che avevo papilledema bilaterale e che dovevo andare urgentemente in ospedale. Il giorno dopo sono stato ricoverato e sono rimasto in ospedale dal 21 ottobre all’8 novembre a Treviso.
Quanto tempo ci hanno impiegato a stabilire che si trattava di trombosi cerebrale dei seni cavernosi?
Tutti i primi controlli erano negativi la diagnosi è arrivata con la risonanza magnetica fatta dopo due o tre giorni di ricovero. Se l’avessi fatta la volta prima in ospedale forse avrebbero potuto capire la causa, cosa mi stava succedendo, ma non posso dirlo con certezza. Io penso che se l’avessero fatta quando sono andato al pronto soccorso, invece della TAC, magari si vedeva che c’era già qualcosa in atto però non sono un medico.
Come ti sei approcciato all’obbligo vaccinale?
Come in ogni cosa c’era chi lo faceva volentieri e chi era titubante. Io l’ho fatto quasi alla scadenza utile dell’obbligo perché dopo la fine di ottobre sarebbero potute partire le sospensioni dal lavoro. Avevo dei dubbi, però preciso che lo avrei fatto comunque perché amavo il mio lavoro e se c’era da farlo lo facevo.
Passando alla decisione della Commissione, su cosa si è basata per riconoscere il nesso tra vaccino e malattia?
Penso che la Commissione si sia basata su tutti i controlli fatti. Ho avuto tre ricoveri lunghi, più altri ricoveri, poi un ricovero a San Giovanni Rotondo di circa due mesi e un altro ricovero a Milano dove ho subito un ulteriore intervento. A San Giovanni ne ho subiti due, a Milano un altro. Vengo da una storia di buona salute. Ho superato due concorsi pubblici non ho mai avuto problemi di salute, né chiesto un giorno di malattia. Ero un soggetto sano.
L’ultimo ricovero che ho fatto a Milano al 'Besta' è stato tra maggio e giugno. Mi hanno dimesso il 4 giugno. Ho subito un intervento ai ventricoli cerebrali con impianto di una valvola che regola la pressione intracranica. Dopo la trombosi c’è stato un aumento della pressione intracranica e questa valvola la regola. Dopo questo ricovero ne ho avuto un altro a fine luglio perché il sistema drenava troppo liquido cerebrospinale e ho avuto ipotensione liquorale. Poi ho avuto un altro evento trombotico della vena poplitea destra del polpaccio e da lì sono rimasto in terapia anticoagulante a vita. Ho avuto anche un altro ricovero per febbre alta.
La condizione di salute di E R è compromessa a vita. Un ragazzo giovane, nei suoi anni migliori, che si è ritrovato a dover lottare per la sua vita a causa di decisioni, sia ministeriali che mediche, prese con eccessiva facilità e superficialità. La sua battaglia legale continua, con il sostegno dell’avvocato Gianluca Ottaviano, nella speranza di fare maggiore chiarezza sui reali motivi dei “malori improvvisi” che colpiscono persone vaccinate contro il Covid e che il governo si assuma le proprie responsabilità.