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Cittadini (Aiop): “Da Ddl Concorrenza effetti distorsivi sul mercato sanitario italiano”

L’Associazione italiana ospedalità privata ha inviato una lettera a Parlamento e Governo, allegando il parere del giurista e accademico Sabino Cassese

05 Luglio 2022

Cittadini (Aiop): “Da Ddl Concorrenza effetti distorsivi sul mercato sanitario italiano”

Barbara Cittadini, presidente nazionale Aiop (Associazione italiana ospedalità privata)

Il 18 luglio il Disegno di legge sulla Concorrenza approderà alla Camera per la discussione generale e dal 20 inizieranno le votazioni. Ma il provvedimento continua a far discutere e le polemiche non si placano. La sanità, sostiene Barbara Cittadini, presidente nazionale di Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, è tra i settori più penalizzati. “C’è la volontà politica di lasciare il Servizio Sanitario Nazionale a un futuro incerto – spiega – con conseguenze negative per la popolazione. L’approvazione del testo - che assoggetta alla disciplina la sola componente di diritto privato del SSN - avrà conseguenze distorsive sul regolare funzionamento del “mercato” sanitario italiano, anche perché in aperto contrasto con la normativa europea. La direttiva Bolkestein, infatti, esclude espressamente l’ambito dei servizi sanitari dalle materie soggette a concorrenza. Ma queste norme rispondono evidentemente ad altre logiche che, però, stravolgeranno l’assetto del SSN nel suo complesso”.
Il Ddl Concorrenza “prevede una revisione degli accreditamenti e della contrattualizzazione delle strutture di diritto privato con il SSN di breve periodo. Una condizione, questa – precisa la Cittadini - che sottopone il sistema al rischio concreto della fuga degli investitori che, non potendo fare una programmazione di lungo termine, preferiranno andare all’estero”.
Aiop, alla quale aderiscono 574 strutture sanitarie con 63mila posti letto, che si avvalgono della professionalità di 12mila medici, 28mila infermieri e tecnici e 33mila operatori di supporto, si attendeva invece dal Ddl in questione delle soluzioni in grado di garantire “una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche e una maggiore libertà di scelta degli assistiti in termini di luogo di cura e di medico”.
La Cittadini lo ha messo nero su bianco nella lettera con la quale Aiop ha rivolto un appello ai presidenti e ai componenti di Camera e Senato, al Governo e ai rappresentanti delle forze politiche del Paese, affidando le sue istanze al parere del professor Sabino Cassese.

Il parere del giurista Cassese
Per il giurista e accademico “se si intende introdurre la concorrenza in una parte del mercato, senza tuttavia modificare la stratificazione degli assetti precedenti, occorre procedere con estrema cautela e adottando tutti gli accorgimenti necessari ad attenuare le tensioni che potrebbero prodursi tra Stato e Regioni, tra pubblico e privati, tra erogatori e regolatori, tra utenti e committenti, a causa delle contraddittorietà dei regimi giuridici”.
“Da un lato – scrive Cassese – dare sicurezza agli “incumbent” e ai nuovi entranti per quanto riguarda la durata del rapporto, da relazionare agli investimenti e alle altre obbligazioni che le strutture private assumono nei confronti del personale sanitario; dall'altro, valorizzare gli investimenti ai fini del subentro” regolandone il valore.
Inoltre, prosegue, “la tutela della concorrenza è compito della legislazione esclusiva dello Stato e quindi non si possono introdurre venti discipline diverse della concorrenza. Bisogna fissare in sede nazionale e nella legge i criteri generali sulla base dei quali operare in sede regionale, determinando parametri obiettivi fissati “ex ante”. Occorre – conclude Cassese – prevedere la consultazione delle associazioni nazionali più rappresentative del comparto, come parte di una procedura di inchiesta pubblica”.

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