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Pfizer gonfia i numeri? Efficacia del vaccino sarebbe solo al 12%

Inchieste portate avanti sul vaccino rivelerebbero una soglia di efficacia più bassa rispetto a quella dichiarata da Pfizer. Si attende la replica dell'azienda

09 Maggio 2022

Covid vaccino Pfizer, consegna in ritardo a 8 Paesi europei

Pfizer si troverebbe nuovamente nei guai. Non cessa di fermarsi infatti il rilascio di documenti che provocherebbe dubbi in seno al vaccino inoculato a milioni di persone. All'inizio di maggio, oltre 80.000 pagine di dossier sono state diffuse sul sito dell’associazione no profit Public Health and Medicals Professionals for Transparency. Pfizer voleva nascondere i documenti scottanti fino al 2076, ma il giudice federale del Texas Mark Pittman ha detto no. Troppo importante sapere la verità, soprattutto in questo periodo storico.

95% di efficacia del vaccino Pfizer? Una balla?

Lo scoop portato avanti da Byoblu riporta come La Food and Drug Administrazion in data 10 dicembre 2020 abbia diffuso un documento che contiene il dato su cui Pfizer ha basato la sua narrativa del farmaco dichiarato "salvavita". 95% di efficacia? Così non sembrerebbe se si leggono i dati. Come spiega la giornalista d’inchiesta Sonia Elijah in un articolo apparso sul sito dell’organizzazione no profit statunitense Brownstone Institute, si deve partire dai test PCR che ha gestito Pfizer. L'azienda farmaceutica ha utilizzato un "laboratorio centrale" di sua scelta per confermare i casi positivi di Covid-19 emersi nel corso dei trial. 

Ma stando a uno studio condotto a fine settembre 2020 dall’istituto IHU Méditerrané Infection di Marsiglia, l’accuratezza della diagnosi con i test PCR a 35 o più cicli crolla al 3%. Che significa? Che circa il 97% degli esiti positivi potrebbero consistere in falsi positivi. Inoltre, sappiamo, secondo i documenti rilasciati a marzo, che i trial clinici di Pfizer non si sono svolti in "doppio cieco". Tradotto: i ricercatori scientifici sapevano a quale partecipante venisse somministrato il placebo e a chi il vaccino. In caso di positività di un soggetto alla Covid-19, i ricercatori erano quindi a conoscenza se quest’ultimo avesse ricevuto il vaccino o meno.

95% di efficacia. Come si è arrivati alla cifra?

Il numero così alto che la casa farmaceutica avrebbe fatto credere per agevolare l'inoculazione del siero è il risultato di test PCR portati avanti nel "laboratorio centrale" di Pfizer. A questo punto è possibile pensare che Pfizer abbia voluto gonfiare i numeri per costringere gli scettici a fare il vaccino. In una pagina si legge che "su 3410 casi totali sospetti, ma non confermati di Covid-19 nello studio, 1594 si sono verificati nel gruppo dei vaccinati, mentre 1816 sono avvenuti nel gruppo placebo". Se si calcola l’efficacia del vaccino anti-Covid sulla base di questi numeri, emerge una percentuale del 12%. Un abisso se paragonato al 95% di Pfizer.

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