07 Gennaio 2022
(fonte: LaPresse)
I contagi giornalieri hanno superato quota 200mila. Eppure, si intravede una luce in fondo al tunnel e potrebbe vedersi molto prima di quanto pensiamo.
La "previsione", se così vogliamo dire, è affidata al matematico dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
Il prof. Giovanni Sebastiani al Messaggero ha dichiarato: "Tra una settimana si abbasserà la percentuale di positività dei tamponi molecolari, successivamente ci sarà la discesa anche dei nuovi casi positivi, direi tra altri sette-dieci giorni". In totale, quindi, due settimane da oggi: nella terza decade di gennaio, dal 20-21 gennaio, dovremmo assistere al tanto sospirato calo dei nuovi positivi ma soprattutto ad un alleggerimento dei reparti ospedalieri. Avremmo, insomma, raggiunto il famoso picco, in linea con quanto dichiarato anche dal Prof. Galli come abbiamo scritto sul Giornale.it. "Mi auguro un picco di contagi entro il mese di gennaio", aveva detto l'infettivologo.
Ma su cosa si basa l'ottimismo circa i prossimi giorni? "Io baso i miei calcoli su un dato che è sempre più affidabile degli altri: la percentuale dei positivi rispetto al totale dei tamponi molecolari. Oggi siamo al 25%, diciamo uno su quattro. Questa percentuale crescerà ancora, arriverà a un massimo tra il 25 e il 30%, ma tra sette giorni circa inizierà a scendere", afferma il prof. Sebastiani, che aggiunge come il numero di infezioni impiegherà altri 7-10 giorni prima di abbassarsi. Le incognite, però, sono ancora tante e lo stesso matematico lo sottolinea: se andremo avanti con la tendenza attuale, fra 30-40 giorni richiamo di avere gli ospedali intasati dai ricoveri, specialmente in regioni come Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo e Lombardia dove la pandemia "corre" veloce.
Da un lato l'ottimismo, dall'altro bisogna anche tener conto dello scenario peggiore. "Dobbiamo comprendere che effetto avremo con la riapertura delle scuole - aggiunge - Inoltre, sia con la Delta sia con la Omicron abbiamo capito che, rispetto ad altre fasi della pandemia, le ondate sono meno regolari". Le ondate sono così, ad una discesa può seguire una risalita è viceversa. In ogni caso, il matematico sposa la linea più ottimistica di cui ha parlato in apertura. Non solo, ma rispetto allo stesso periodo dello scorso anno "il rapporto tra casi e ricoveri è sette volte più basso, questo è importante. Ovviamente è l'effetto benefico dei vaccini".
Anche tra le Regioni italiane la situazione non è ovunque uguale: Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Abruzzo sono le zone in cui c'è maggior presenza di contagi. Il matematico passa in rassegna l'incidenza più alta, quella del numero dei casi ogni 100mila abitanti: Parma si trova al primo posto con un incidenza 5,1 volte più elevata in una sola settimana, seguita da Nuoro (4,9) e Chieti (4,8), Modena (4,0). "Per quanto riguarda l'incidenza corrente, la provincia con più positivi a settimana ogni 100mila abitanti è Rimini (3.451), seguono Firenze (3.347), Lodi (3.082), Monza (2.987), Pisa (2.798), Prato (2.784), Milano (2.703), Siena (2.637), Ravenna (2.592) e Pistoia (2.520)", conclude.
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