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Aids: cause, cure e sintomi della malattia che ha segnato il XX secolo

Ancora oggi l'Aids rimane un problema sanitario in diverse parti del mondo, con oltre 30 milioni di persone che convivono con la sindrome o sono sieropositive

26 Novembre 2021

Aids: cause, cure e sintomi della malattia che ha segnato il XX secolo

fonte: Twitter @careonlineit

Individuata ufficialmente nel 1981, l'Aids ha radicalmente cambiato l'approccio della società di fronte alle malattie nel corso degli ultimi quarant'anni, pur non eliminando completamente fenomeni discriminatori nei confronti di coloro che sono affetti dalla sindrome o soltanto positivi all'Hiv. Con la fine della prima fase della pandemia negli anni '90 però, il livello d'allerta nelle popolazione è gradualmente diminuito e oggi sono in molti purtroppo a sottovalutare i fattori di rischio di un possibile contagio, avendo scarsa conoscenza di cause e sintomi della malattia.

Aids: l'Hiv come causa della malattia

Nota con il nome completo di sindrome da immunodeficienza acquisita, l'Aids è una malattia causata dal virus dell'immunodeficienza acquisita (Hiv) che colpisce il sistema immunitario rendendolo più fragile nel combattere eventuali infezioni e rendendo l'organismo più suscettibile allo sviluppo di tumori. Il virus dell'Hiv agisce distruggendo le cellule CD4, le quali svolgono un'importante azione di difesa contro le infezioni. L'organismo colpito subisce inoltre una diminuzione dl tasso di globuli bianchi, in quanto il virus sfrutta questi ultimi per potersi replicare, distruggendoli.

La trasmissione dell'Hiv avviene tramite lo scambio di fluidi corporei in due diverse modalità: o attraverso la cosiddetta trasmissione orizzontale, che comprende rapporti sessuali non protetti e trasfusioni/contatto con sangue infetto, oppure tramite la trasmissione verticale, cioè tra madre e figlio durante la gravidanza, il parto o il periodo di allattamento al seno.

Contrariamente a quanto si crede, il virus non si trasmette invece tramite strette di mano, baci, abbracci o attraverso l'utilizzo degli stessi indumenti. Il rischio di contagio rimane inoltre trascurabile anche per quanto riguarda il contatto con saliva, lacrime, muco, sudore, feci e urina, nonostante l'Hiv sia stato individuato anche in tali fluidi corporei, seppur in concentrazioni estremamente basse.

I sintomi dell'Aids

Una volta entrato all'interno dell'organismo, generalmente il virus si manifesta in due fasi distinte. Nella prima fase il paziente presenta sintomi tipici di una sindrome simil-influenzale, comprendente febbre, dolore articolare e muscolare, mal di testa, sudorazione notturna e gonfiore dei linfonodi. In questo contesto il paziente è positivo al virus ma non ha ancora sviluppato la sindrome da immunodeficienza acquisita. Si tratta di uno stato di latenza clinica che può persistere anche per molti anni.

Se in questa prima fase però la persona non viene sottoposta a cure, ad esempio tramite una terapia antiretrovirale, ecco che può subentrare la seconda fase, in cui l'infezione progredisce e il paziente sviluppa l'Aids vero e proprio. Con un sistema immunitario compromesso, il paziente può essere soggetto a infezioni causate da agenti patogeni cosiddetti opportunisti, che possono indurre malattie dall'esito anche mortale senza un'adeguata risposta immunitaria dell'organismo.

Terapie e cure per l'Aids

Attualmente non esistono cure per l'Aids. Tuttavia già le prime ricerche effettuate a seguito della scoperta della sindrome giunsero alla conclusione che i danni provocati da questa non erano tanto collegati alla sola presenza dell'Hiv, quanto più alla sua replicazione. L'attuale terapia farmacologica prevede pertanto di andare a colpire proprio gli enzimi e le proteine responsabili della processo di replicazione del virus nell'organismo.

Al momento il principale approccio terapeutico è costituito dalla cosiddetta terapia Haart (Highly Active AntiRetroviral Therapy - Terapia antiretrovirale altamente attiva), che tramite l'utilizzo combinato di diversi farmaci punta ad abbattere la carica virale dell'Hiv, consentendo al sistema immunitario di tornare a funzionare pur con un livello minimo di attività.

Al giorno d'oggi un intervento tempestivo nell'individuazione della malattia e l'assunzione costante dei farmaci consentono a una persona affetta da Aids di avere una normale qualità della vita, paragonabile a quella di chi è affetto da altri tipi di patologie croniche come l'ipertensione o il diabete.

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Come si diagnostica l'Hiv

Uno specifico esame del sangue (noto come test ELISA) è in grado di rilevare la presenza di anticorpi specifici del virus dell'Hiv. L'eventuale positività al test dovrà però essere sempre confermata da un ulteriore esame chiamato test Western Blot.

Vi è tuttavia un periodo di alcuni mesi dopo l'esposizione al virus in cui esso non è individuabile dai normali test. Si tratta del cosiddetto "periodo finestra", nel quale nel paziente non è ancora avvenuta la sieroconversione nonostante sia stato contagiato e abbia a sua volta la possibilità di contagiare altre persone. In questo caso esistono dei test precoci come il test dell'antigene p24 che possono determinare la presenza del virus.

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