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Regione Lombardia: da due settimane discussione in aula

In questi giorni la riforma sanitaria lombarda è bloccata dall’ostruzionismo

Di Paolo Brambilla

23 Novembre 2021

Regione Lombardia: da due settimane discussione in aula

In questi giorni la riforma sanitaria lombarda è bloccata dall’ostruzionismo in aula delle opposizioni di centrosinistra. Il muro contro muro con la giunta guidata da Attilio Fontana è stato deciso dalle minoranze dopo che il Progetto di legge 187, questo il nome tecnico della riforma, è stato giudicato troppo in linea con la legge 23 del 2015, la così detta Riforma Maroni.

Interventi di ore e ore

Ormai da due settimane la discussione in aula procede con interventi di ore e ore dei consiglieri di minoranza che sembrano decisi a tirare fino a prima delle feste natalizie la discussione sulla riforma.

La maggioranza di centrodestra ha già provato a trovare un accordo con Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, ma ha sbattuto sulla linea dura delle minoranze: l’unica proposta è ritirare il Pdl 187 e riportarlo in commissione per una riscrittura. Altrimenti si va avanti ad oltranza fino a notte: vista la lunghezza media degli interventi dell’opposizione, le sedute sono state allungate alla notte per cercare di smaltire le oltre 300 ore totali di intervento a disposizione delle minoranze.

Il PNNR

E lo scontro è durissimo perché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza offre l’opportunità di grandi investimenti, ma impone pure una tabella molto rigida per l’avanzamento dei lavori. Dunque, il tempo stringe: entro i primi mesi del prossimo anno devono vedersi i primi risultati reali degli investimenti, altrimenti si rischia di vedere saltare il piano. A questo punto Attilio Fontana e Letizia Moratti hanno solo due strade: o tenere duro e affrettare altre parti del PNRR oppure compiere un passo indietro, comporre un nuovo progetto di legge in collaborazione con le opposizioni e passare rapidamente l’esame dell’aula.

L'opposizione

Perché intanto l’opposizione è decisa a non mollare di un millimetro. Tanto è vero che il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gregorio Mammì ha tenuto un discorso di 269 minuti per invitare Letizia Moratti a non dare ascolto alle “parole sbagliate” della Lega. L’intervento record per minuti consecutivi è stato incentrato sull’importanza delle parole giuste, con contenuti che hanno spaziato dai discorsi di Catone a quelli del Presidente degli Stati Uniti Roosvelt per contestare il concetto della parità di diritti e di doveri tra pubblico e privato. Con un’analisi giuridica per ogni termine utilizzato nel testo della riforma, il consigliere pentastellato ha voluto ribattere punto per punto ogni singolo articolo di legge per dimostrare quanto la proposta di riforma sia sbagliata.

Gregorio Mammì

Citando un discorso di Pietro Calamandrei, Gregorio Mammì ha contestato la legge definendola “una legge che ha un suono falso” facendo riferimento alle leggi fasciste. L’intervento, il più lungo senza pause, si è concluso con un appello a Letizia Moratti: “lei è stata l’unica novità di questa giunta” ha affermato il consigliere “non si mischi con chi è sempre dalla parte sbagliata della storia, riporti la riforma in commissione e creiamo un sistema di contrappesi e una forte regia pubblica”. Questa, secondo il consigliere sarebbe “l’ultima occasione a disposizione della giunta”.

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