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Covid, Pfizer aveva farmaco efficace ed economico (Zitromax): perchè è stato spinto vaccino che costa più del doppio?

"Noi medici di medicina generale, tutti gli anni, generalmente da ottobre a marzo, vediamo polmoniti interstiziali, polmoniti atipiche. E tutti gli anni le trattiamo con antibiotico. Da Febbraio 2020 ci è stato vietato" …chissà perché…ah saperlo...

Di Giuseppe Filippo Geraci

14 Settembre 2021

Pfizer aveva già il farmaco anti Covid-19 ma non le consentiva finanziamenti pubblici e guadagni stratosferici

Vaccino Covid (fonte foto Lapresse)

Zitromax è il farmaco prodotto da Pfizer che se somministrato ai primi sintomi impedirebbe l’evolversi negativo del cv19, ma purtroppo sarebbe troppo economico (solo €7.82) e mutuabile rispetto alla montagna di denaro ricevuto per la ricerca di un vaccino che secondo alcuni sarebbe poco efficace e avrebbe in alcuni casi effetti collaterali anche gravi, che costerebbe più del doppio dello zitromax, ma soprattutto inoculato indistintamente a tutta la popolazione anche sana e che avrebbe permesso all’azienda di fatturare cifre inimmaginabili.

Tutti sanno che la Pfizer unitamente a Moderna ha ricevuto 8,2 miliardi di finanziamenti pubblici ricevuti per ricerca e produzione del vaccino; denuncia lanciata da Oxfam e EMERGENCY, membri della People’s Vaccine Alliance (PVA) con UNAIDS e quasi altre 70 organizzazioni.

Tutti sanno che il costo di produzione di ogni singolo vaccino varia da appena 1,18 a 2,85 dollari a dose ed è venduto ora da €19,50 (contro i 15,50 euro delle prime forniture). Ma non tutti sanno il CV19 può essere facilmente curato in coloro che risultassero positivi sintomatici (ricordiamo circa il 5% della popolazione) se agli stessi fosse precocemente somministrato lo Zitromax antibiotico prodotto dalla medesima casa farmaceutica.

Ma allora perché non promuovere l’uso di tale farmaco così efficace senza effetti collaterali rarissimi e rientranti nei “disturbi addominali con nausea e vomito, diarrea, dolori crampiformi. Meno frequenti: vertigini, sonnolenza, cefalea, convulsioni, anosmia, reazioni allergiche lievi”. Potremo dire anche nulli rispetto agli effetti collaterali provocati dal vaccino Pfizer tra i quali anche il decesso del vaccinato? Semplicemente per il vile profitto senza limiti e morale.

In Italia ad oggi sono state inoculate ben  81.097.687 di dosi. Immaginando che la fetta di mercato Pfizer sia di un terzo, le dosi dalla stessa vendute ammontano a ben 27.032.562,33  al prezzo medio tra i due listini applicati l’incasso lordo ammonta ad € 1.419.209.522,50. Se al contrario si curassero tempestivamente solo i malati sintomatici con l’azitromicina i ricavi sarebbero sensibilmente inferiori.

Infatti anche triplicando i casi dei sintomatici ossia su 4.610.000 casi di positivi al cv19 avessimo 1.383.000 sintomatici ( il 30% dei positivi) agli stessi somministrando l’Azitromicina lo Stato spenderebbe solo la somma di € 10.815.060 con un risparmio di 1.408.394.462,00 cifra forse non così importante considerando l’acquisto per 1.300.000.000 di mascherine sovrapprezzo e  difettose dalla cricca Benotti. Sta di fatto che il danno erariale esiste eccome.

Per quanto concerne l’efficacia dell’Azitromicina riportiamo la sintesi del Nobel Montagnè secondo il quale: “Bisogna che tutti sappiano che questa malattia si cura, e si guarisce, mentre quello che cercano di innescare nella mente della gente è che sia una malattia incurabile. Abbiamo i mezzi e le cure per affrontarla. Non è solo il mio pensiero, ma anche quello di altri numerosissimi specialisti cui non viene data voce. Chiunque, se curato bene dall'inizio, può guarire. Le persone infettate dalla variante Delta possono guarire. Esistono inibitori specifici.

Un fattore completamente ignorato da molti epidemiologi è che l'attacco di questo virus è sempre accompagnato da un cofattore batterico che favorisce e aumenta la sua moltiplicazione. Se si neutralizza il cofattore batterico con antibiotici a base di azitromicina, si possono sopprimere gran parte dei sintomi. I virus poi, per sopravvivere, hanno anche bisogno di situazioni infiammatorie provocate dalle citochine e dalle proteine.

"Se si abbinano farmaci specifici che diminuiscono l'infiammazione si potrebbero abbreviare i tempi di recupero e forse anche ridurre il tasso di mortalità" la quale conferma quanto affermato da tutti i medici per le cure domiciliari precoci per i pazienti CV19 come riferisce la dott.ssa RAZIA DONDINI Medico di base in provincia di Bologna la quale "Noi medici di medicina generale, tutti gli anni, generalmente da ottobre a marzo, vediamo polmoniti interstiziali, polmoniti atipiche. E tutti gli anni le trattiamo con antibiotico. Da Febbraio 2020 ci è stato vietato.”…chissà perché…ah saperlo..….

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