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Terza dose vaccino? Immunologa Viola: "Non necessaria e tra poco via mascherine"

"È giusto che studenti e lavoratori non abbiano il green pass. Ma all’università è una questione di civiltà. Cacciari? Si occupi di filosofia"

10 Agosto 2021

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Antonella Viola (fonte: Facebook @antonellaviola)

L’immunologa Antonella Viola - direttrice dell’Istituto di ricerca pediatrica di Padova -, in un'intervista al Corriere della Sera, ha parlato di Green pass e di terza dose di vaccino contro il Covid. Il certificato in Università è "questione di civiltà", ma rimane "assolutamente contraria all’obbligo per i ragazzi in età scolare, e sui lavoratori". "Se un bambino ha un genitore che non vuole vaccinarlo", dice, "non è giusto togliergli il diritto di andare a scuola". "Non credo che le persone avranno voglia di sottoporsi ogni tre giorni a tamponi", continua, asserendo che il Green pass può essere nuovo incentivo a vaccinarsi. "È scomodo, si perde tempo e si rinuncia a una protezione. Questa è una fase temporanea. Presto rinunceranno e andranno a vaccinarsi".

Terza dose Covid? Immunologa Viola: "Non necessaria e tra poco via mascherine"

"In questa fase è una misura necessaria per motivare chi ancora non ha avuto una grande spinta alla vaccinazione per ragioni diverse da quelle ideologiche. I no vax, invece, non si possono convincere, ma per fortuna sono pochi", continua l'esperta. "L’obbligo di vaccino è giusto per gli insegnanti, al pari dei sanitari. Ma per i ragazzi la scuola è un diritto. Se hanno un genitore che non vuole vaccinarli, non è giusto togliergli il diritto di andare a scuola. L’università è un ambiente diverso, di adulti, e francamente credo non ci saranno problemi a raggiungere livelli alti di vaccinazione".

Per quanto riguarda l'obbligo ai lavoratori. Viole dice sì, "ma in questo caso c’è effettivamente un problema di tipo giuridico da gestire. Dire che serve il green pass per andare a lavorare, equivale a porre l’obbligo di vaccino, perché nessuno può permettersi di non lavorare. Quindi o si impone l’obbligo di vaccino, parlando di questione di interesse pubblico, con tutte le questioni giuridiche che ne derivano, o si lascia perdere".

La terza dose sarà necessaria? "L’ente che ha avuto più polso della situazione è il Cdc statunitense (Centers for Disease Control and Prevention). Ora sta dicendo che non ci sono dati a supporto del fatto che oggi serva una terza dose. Io condivido in pieno. Al momento le persone vaccinate sono protette dalla malattia anche nel caso di infezione da variante Delta. Naturalmente continuiamo a monitorare la situazione e, se dovessimo accorgerci che un richiamo sarà necessario, valuteremo a chi servirà il richiamo".

E ancora: "Basandoci su dati passati, possiamo pensare a un richiamo a immunodepressi, persone molto anziane e fragili, chi ha fatto il monodose (studi in atto stanno valutando una seconda dose, omologa o eterologa). Non deve passare l’idea che ci servirà la terza dose. Nelle persone giovani e in salute io credo non sarà necessario".

In ogni caso, "i casi non scenderanno visibilmente. Ma non dobbiamo più guardare il numero di positivi, bisogna guardare il numero di ospedalizzati e di morti, e questo resta bassissimo grazie al fatto che la campagna vaccinale procede". Ma cosa succederà a settembre? "Guardando la situazione odierna, non mi aspetto un aumento severo dei casi, tanto meno dei casi clinici. Se il virus dovesse mutare o se si scoprisse che il nostro sistema immunitario non ce la fa a mantenersi attivo, e quindi servissero terze dosi per tutti, allora in quel caso la situazione potrebbe peggiorare". Infine: "Con l'80 per cento di persone vaccinate bisogna iniziare a pensare di togliere l'obbligo di portare la mascherina".

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