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Vaccini Pfizer e Moderna, Aifa: "Casi molto rari di miocardite dopo somministrazione"

Ecco le ultime dichiarazioni dell'Aifa sui casi di miocardite dopo il vaccino Pfizer o Moderna

19 Luglio 2021

Vaccini Pfizer e Moderna, Aifa: "Casi molto rari di miocardite dopo somministrazione"

Moderna (fonte Lapresse)

Dopo la somministrazione dei vaccini anti-Covid Pfizer e Moderna sono stati osservati casi "molto rari" di miocarditi. Lo annuncia l'Aifa - l'agenzia italiana del farmaco - a pochi giorni dall'ultimo comunicato dell'Ema a proposito degli "aggiornamenti su alcuni punti emersi dalla valutazione del rischio di insorgenza di miocardite e pericardite dopo la vaccinazione contro il Coronavirus fatta con vaccini a mRna".

Vaccini Pfizer e Moderna, Aifa: "Casi molto rari di miocardite dopo somministrazione"

"Dopo la vaccinazione con i vaccini a mRna anti Covid-19 Comirnaty e Spikevax - si legge nella nota dell'Aifa - sono stati osservati casi molto rari di miocardite e pericardite. I casi si sono verificati principalmente nei 14 giorni successivi alla vaccinazione, più spesso dopo la seconda dose e nei giovani di sesso maschile".

"I dati a disposizione - precisa in seguito l'ente regolatorio nazionale - suggeriscono che il decorso della miocardite e pericardite dopo la vaccinazione non è diverso da quello della miocardite o della pericardite in generale". E ancora: "Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite", raccomandano gli esperti.

"Gli operatori sanitari - si legge ancora nella nota - devono istruire i soggetti vaccinati a rivolgersi immediatamente al medico qualora dopo la vaccinazione sviluppino sintomi indicativi di miocardite o pericardite, quali dolore toracico, respiro affannoso o palpitazioni".

Covid, vaccino J&J controindicato per chi ha sindrome da perdita capillare

L'Aifa parla inoltre di Johnson&Johnson e dice che "nei primi giorni successivi alla vaccinazione con Covid-19 del vaccino Janssen sono stati segnalati casi molto rari di sindrome da perdita capillare (Cls), in alcuni con esito fatale. In almeno un caso è stata riportata una storia clinica di Cls". Pertanto il prodotto - continua - "è attualmente controindicato nei soggetti che in precedenza hanno presentato episodi di Cls". 

"La Cls - spiega l'ente - è caratterizzata da episodi acuti di edema che colpiscono principalmente gli arti, ipotensione, emoconcentrazione e ipoalbuminemia. I pazienti con un episodio acuto di Cld in seguito alla vaccinazione necessitano di rapida diagnosi e trattamento. Di solito è necessaria una terapia intensiva di supporto".

Per quanto riguarda invece la sindrome trombotica trombocitopenica (Tts), "i soggetti con diagnosi di trombocitopenia insorta entro 3 settimane dalla vaccinazione con Covid-19 Vaccine Janssen devono essere attivamente valutati per segni di trombosi", raccomanda l'Aifa. "Allo stesso modo, i soggetti che presentino trombosi entro 3 settimane dalla vaccinazione devono essere valutati per trombocitopenia. La Tts richiede una gestione clinica specializzata - conclude infine l'agenzia - Gli operatori sanitari devono consultare le linee guida applicabili e/o gli specialisti (ad esempio ematologi, specialisti nella coagulazione) per diagnosticare e trattare questa condizione clinica".

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