Governo, "ipotesi mini-rimpasto, tra i ministri in bilico Nordio, Urso, Piantedosi, Pichetto Fratin e Schillaci" - RETROSCENA
Tutto dipenderà dalle prossime settimane, ed in particolare dai sondaggi: se la coalizione di governo perderà 2-3 punti percentuali come effetto della sconfitta al referendum, allora un mini-rimpasto potrebbe accadere veramente
Cresce l'ipotesi di un mini-rimpasto nel governo Meloni. Le dimissioni di Santanché, Delmastro e Bartolozzi volute dalla premier potrebbero non essere le ultime. Secondo rumors raccolti dal Giornale d'Italia in bilico ci sarebbero diversi ministri, Nordio in primis, seguito da Urso, Piantedosi, Pichetto Fratin e Schillaci. Un eventuale rimpasto di governo potrebbe coinvolgere in primis questi nomi, con un dettaglio da non trascurare: l'influenza di Marina Berlusconi. La primogenita dell'ex premier potrebbe infatti spingere affinché dei nomi di Forza Italia vengano coinvolti nel rimpasto. Tutto dipenderà dalle prossime settimane, ed in particolare dai sondaggi: se la coalizione di governo perderà 2-3 punti percentuali come effetto della sconfitta al referendum, allora un mini-rimpasto potrebbe accadere veramente.
Governo, "ipotesi mini-rimpasto, tra i ministri in bilico Nordio, Urso, Piantedosi, Pichetto Fratin e Schillaci"
Il governo potrebbe subire nuovi ribaltoni e il nome di Santanchè potrebbe non esser l'ultimo a saltare per quanto riguarda i ministri. In bilico ce ne sarebbero diversi. Nomi che in questi anni di operato non avrebbero convinto appieno la Meloni, che potrebbe approfittare del momento per varare un rimpasto che possa coinvolgerli tutti o quasi. La premier deve già pensare a come sostituire Santanchè. Da questo punto di vista, il nome in pole per la successione sarebbe il responsabile per il turismo di Fratelli d'Italia Caramanna. Poi Sallemi, Pecci e Malagò. In seguito dovrà pensare a quali nomi scegliere se salteranno altri ministri, col nome di Zaia come eventuale post-Urso, anche se Salvini fa muro.
La premier deve però pensare a un dettaglio da non trascurare, vale a dire la sempre più crescente influenza di Marina Berlusconi, che spingerebbe per inserire dei nomi di Forza Italia nel governo.
Le dimissioni di Gasparri da capogruppo al Senato non sono un caso isolato. La presidente di Fininvest è scesa in campo per dare un segno di "rinnovamento della classe dirigente". Gasparri è stato sostituito con Stefania Craxi, e lui stesso ha dichiarato: "Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico da capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull'incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro". Tuttavia, è indubbio che non siano dimissioni volute dal diretto interessato. L'influenza di Marina Berlusconi sta crescendo sempre di più, e questo è un fattore per la Meloni.