Gasparri dimesso da capogruppo FI al Senato, “addio spinto da Marina Berlusconi tramite Letta, in bilico anche Tajani” – RUMORS

Dopo le dimissioni di Gasparri, secondo rumors raccolti dal Giornale d'Italia, tra i corridoi parlamentari circola con insistenza l’ipotesi che anche Antonio Tajani possa essere messo in discussione. Nel frattempo, Marina Berlusconi starebbe preparando la discesa in campo, che con tutta probabilità avverrà ad ottobre 2026, precisamente il 17, come anticipato dal Giornale d’Italia

In merito alle dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato, dietro l’addio, secondo indiscrezioni, ci sarebbe l’impulso decisivo di Marina Berlusconi. Una mossa accompagnata dalla regia discreta di Gianni Letta, storico consigliere del Cavaliere. Inoltre, secondo alcuni rumors, anche Antonio Tajani sarebbe in bilico.

Marina Berlusconi dietro dimissioni Gasparri da capogruppo FI al Senato, in anche bilico Tajani - RUMORS

Il segnale sembra essere arrivato dai piani alti: Marina Berlusconi ha deciso di imprimere una svolta a Forza Italia. Il primo effetto concreto si è tradotto nell’uscita di scena di Maurizio Gasparri dalla guida dei senatori azzurri. Ma, secondo quanto filtra, si tratta soltanto dell’avvio di un processo più ampio, quel “necessario e non più eludibile rinnovamento” evocato da tempo negli ambienti vicini alla famiglia Berlusconi.

Ufficialmente, la scelta maturata al Senato viene ricondotta a una dinamica interna al gruppo parlamentare e “non va letta come una sfiducia a Tajani”. Tuttavia, la rapidità con cui la decisione è stata accolta ai vertici del partito racconta una storia diversa. Dietro le quinte, infatti, si sarebbe mossa una regia esperta, quella di Gianni Letta, chiamato a gestire una fase delicata senza strappi evidenti.

L’operazione, però, è solo all’inizio. L’attenzione si sposta ora alla Camera, dove il capogruppo Paolo Barelli potrebbe essere il prossimo a dimettersi. L’idea che prende forma è quella di un cambiamento non soltanto di linea politica — con un rafforzamento dell’identità liberale — ma anche di classe dirigente, con volti nuovi in prima linea.

Ed è qui che si apre il nodo più sensibile. Tra i corridoi parlamentari circola con insistenza l’ipotesi che anche Antonio Tajani possa essere messo in discussione. A Montecitorio, tuttavia, i numeri rendono l’operazione più complessa: i “rinnovatori” non hanno ancora una maggioranza solida e l’esito dipenderà dal comportamento dell’area dei deputati indecisi.

Alcuni segnali politici hanno già orientato il clima interno, come gli apprezzamenti rivolti a Stefania Craxi, interpretati come un’indicazione di rotta. Ma a rallentare il possibile ribaltone è stata soprattutto la reazione di Tajani, che avrebbe difeso con decisione Barelli, arrivando — secondo indiscrezioni — a ventilare le dimissioni pur di fermare l’iniziativa. Una mossa che, almeno per ora, ha congelato gli equilibri.

In tutto ciò, Marina Berlusconi starebbe preparando la discesa in campo, che con tutta probabilità avverrà ad ottobre 2026, precisamente il 17, come anticipato dal Giornale d’Italia.

Sullo sfondo resta il rapporto con Giorgia Meloni. I contatti tra la premier e Marina Berlusconi vengono descritti come cordiali, ma il progetto che si va delineando introduce un elemento di competizione. L’obiettivo sarebbe costruire una Forza Italia più autonoma, capace dirivendicare la sua identità liberalee di intercettare consensi nell’area centrista, guardando anche agli elettori di Carlo Calenda e Matteo Renzi.

Una strategia che punta a riportare il partito su posizioni più marcate su temi economici e sui diritti, dalle tasse alla libertà d’impresa, fino alle liberalizzazioni, segnando una discontinuità rispetto all’atteggiamento più prudente degli ultimi anni.