Morte Aldo Moro, l'ombra del Mossad sul rapimento e l'uccisione del leader Dc favorevole alla creazione dello Stato palestinese
Il possibile interesse del Mossad nella vicenda Moro resta oggetto di dibattito: tra politica mediorientale, Guerra fredda e ipotesi mai confermate giudiziariamente
A distanza di 48 anni da quel 16 marzo 1978 in cui Aldo Moro venne rapito in via Fani, a Roma, da un commando di brigatisti, ci sono ancora tanti lati oscuri sul sequestro del leader della Democrazia Cristina (Dc) e sulla sua morte. Sul suo caso ci sarebbe anche l'ombra del Mossad, l'intelligence israeliana: Moro era infatti favorevole alla creazione di uno Stato palestinese, tanto da stringere il cosiddetto "lodo Moro", un patto di non belligeranza fra Italia e Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.
Morte Aldo Moro, l'ombra del Mossad sul rapimento e l'uccisione del leader Dc favorevole alla creazione dello Stato palestinese
Il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro restano uno dei capitoli più controversi della storia italiana. A quasi mezzo secolo dai fatti del 16 marzo 1978, il dibattito pubblico continua a interrogarsi su possibili livelli di responsabilità e su eventuali interferenze internazionali, tra cui quelle attribuite al Mossad.
Secondo la ricostruzione giudiziaria consolidata, l’agguato di via Fani e i 55 giorni di prigionia furono opera delle Brigate Rosse, culminati con l’uccisione dello statista democristiano. Tuttavia, nel tempo, alcune ipotesi alternative hanno suggerito il coinvolgimento o l’interesse di attori esterni, inserendo il caso Moro in un contesto geopolitico più ampio, segnato dalla Guerra fredda e dagli equilibri tra blocchi contrapposti.
In questo quadro, viene spesso richiamata la politica estera perseguita da Moro negli anni Settanta, improntata a un dialogo con il mondo arabo e a una certa autonomia rispetto agli alleati occidentali. Tale linea, secondo alcuni analisti, avrebbe potuto entrare in attrito con gli interessi di Israele, soprattutto in relazione al cosiddetto “Lodo Moro”, un accordo non scritto che avrebbe garantito una gestione pragmatica dei rapporti con organizzazioni palestinesi sul territorio italiano.
Alcune testimonianze e ricostruzioni giornalistiche hanno ipotizzato che settori dell’intelligence internazionale potessero guardare con preoccupazione a questa impostazione politica. In particolare, viene citato il possibile interesse del Mossad nel limitare l’influenza di Moro, ritenuto da alcuni troppo aperto verso il Medio Oriente. Tuttavia, è importante sottolineare che tali ipotesi non hanno trovato conferme definitive nelle sedi giudiziarie.
“Ecco tutta la verità sul Lodo Moro”
Un elemento che ha alimentato il dibattito riguarda il falso comunicato sul lago della Duchessa, attribuito a ambienti criminali legati alla Banda della Magliana. Alcune interpretazioni hanno suggerito possibili collegamenti con apparati di intelligence, ma anche in questo caso le evidenze restano controverse e non definitive.
Più in generale, il caso Moro si colloca in una fase storica in cui l’Italia rappresentava un crocevia strategico tra Nato, Mediterraneo e mondo arabo. Le tensioni internazionali, unite alle dinamiche interne del terrorismo, hanno contribuito a creare un contesto estremamente complesso, nel quale distinguere tra fatti accertati e ipotesi rimane difficile.