Guerra Iran, Italia verso invio aiuti a Paesi del Golfo, Meloni: "Crisi grave ma non siamo in guerra", oggi voto in Parlamento

Dopo colloqui tesi al Quirinale dal Presidente della Repubblica Mattarella, oggi l'esecutivo Meloni chiederà il voto del Parlamento sull'invio di sistemi di difesa ai Paesi del Golfo. Informative in Camera e Senato dei ministri Tajani e Crosetto

"Il momento più difficile degli ultimi decenni": così l'esecutivo di Giorgia Meloni ha definito la crisi in Medio Oriente al termine di colloqui difficili tenutisi ieri sera, 4 Marzo, al Quirinale, dove la premier e il ministro della Difesa Guido Crosetto hanno riferito al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per oggi è atteso il voto in Parlamento: un passaggio cruciale per decidere il posizionamento politico italiano nel quadro della guerra in corso in Medio Oriente.

Guerra Iran, Italia verso invio aiuti a Paesi del Golfo, Meloni: "Crisi grave ma non siamo in guerra", oggi voto in Parlamento

Al sesto giorno di inizio guerra contro l'Iran fatta scoppiare congiuntamente da Stati UnitiIsraele, dopo che alcuni dei principali Paesi membri della compagine europea (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna) hanno assunto una posizione chiara nei confronti del conflitto, oggi è il turno dell'Italia. Il governo riferirà infatti oggi in Parlamento sull'evoluzione della situazione in corso: si inizierà alle ore 10 alla Camera, poi, ore 16, al Senato. A dare informative in Camera (Montecitorio) e Senato (Palazzo Madama) saranno i ministri degli Esteri Tajanidella Difesa Crosetto: al centro delle risoluzioni anche la richiesta di aiuti da parte dei Paesi del Golfo, nonché il mandato parlamentare con cui il governo deciderà come fronteggiare la difficile crisi in corso. Ai Paesi del Golfo - se dovesse passare la risoluzione, senza necessità di decreti leggi e previa informativa al Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) - potrebbero arrivare forniture militari come sistemi anti-droni, munizioni, una batteria missilistica Samp-T.

Aiuti richiesti da QatarKuwait ed Emirati Arabi Uniti. Le preoccupazioni però salgono anche sul fronte dell'uso delle basi militari da parte degli Stati Uniti. E, in particolare, di quelle di AvianoSigonella su cui Alleanza Versi e Sinistra ha già annunciato un'interrogazione parlamentare per verificare se da lì siano già partiti aerei o strumenti offensivi volti a incursioni aeree nel Golfo. Meloni, intervenuta questa mattina su Rtl 102.5 ha dichiarato, a proposito di basi militari: "Mi pare che tutti si stiano attenendo agli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato che esiste un accordo bilaterale e che al di fuori di quell'accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi".

E dunque "lo stesso vale anche per noi: (...) se arrivassero richieste di uso per fare altro [nelle basi, ndrdobbiamo deciderlo in Parlamento. Oggi non abbiamo alcuna richiesta". La premier però non nasconde le preoccupazioni: "Sono preoccupata da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale degli organismi internazionali (...)", ma chiarisce: "Non siamo in guerra, non vogliamo entrare in guerra".