"Nicola Caputo: ex eurodeputato Pd fino al 2019 ed ex Assessore all'Agricoltura in Campania sotto presidenza Vincenzo De Luca, indagato - 10 anni fa - dalla Dda di Napoli per voto di scambio politico-mafioso coi Casalesi ma subito dopo assolto senza conseguenze penali a suo carico". È davvero lui l'uomo che si cela dietro a quel "Nicola Caputo" comparso negli Epstein file, e che ieri, 11 Febbraio, il Dipartimento di Giustizia Usa ha reso pubblico dopo le insistenze e le ricerche condotte dai deputati Thomas Massie e Ro Khanna?
Chi è Nicola Caputo, l'ex eurodeputato Pd (oggi FI) accusato di essere tra i nomi "censurati" negli Epstein files che ora rischia la gogna pubblica
La presenza del nome "Nicola Caputo" - che non implica necessariamente responsabilità penale - tra quelli di personalità di spicco come Leslie Wexner, ex amministratore delegato di Victoria's Secret, e Sultan Ahmed Bin Sulayem, presidente del colosso DP World, continua a fare discutere. Ci si interroga se il "Nicola Caputo" censurato e ieri disvelato dal DOJ sia davvero riconducibile al politico italiano, o non sia invece un caso di omonimia, come sostenuto dalla stesso Caputo di Teverola (Caserta) e dal coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello. Proprio Caputo, ex europarlamentare tra il 2014 e il 2019, è ora al centro della cronaca nazionale, e non solo, per il suo presunto coinvolgimento, nonostante rassicuri di "non aver mai avuto alcun tipo di contatto con Epstein o con il suo mondo". Chi è Nicola Caputo?
Nato a Teverola, nel Casertano, nel marzo 1966, la sua carriera politica inizia - anni Novanta - come consigliere comunale del suo stesso Paese, di cui diventa in seguito assessore al bilancio, all'istruzione e alle attività produttive. Il suo schieramento è col Partito Democratico: così viene eletto, per due legislature consecutive, a consigliere regionale della Campania prima di approdare a Strasburgo dov'è "promosso" con 85.897 voti. È alle elezioni europee del 2014 che inizia il suo mandato come europarlamentare tra le file del Pd nella circoscrizione Italia meridionale, mandato che detiene fino al 2019. In questa parentesi temporale, precisamente tra il 2015-2016, Caputo è coinvolto in un'inchiesta della Dda su voti di scambio e infiltrazioni mafioso-camorristiche nelle amministrazioni comunali campane. Il nome di Caputo salta fuori da alcune intercettazioni ambientali da cui emerge come il politico, per "ripagare" il sostegno da 100 mila euro alla sua campagna elettorale da parte dei fratelli Magliulo vicini al clan dei Casalesi, avrebbe assicurato in Regione fondi per la realizzazione dello svincolo sulla statale Nola-Villa Literno.
Un'inchiesta contro Caputo era partita già nel 2013, quando la Procura di Napoli aveva aperto un fascicolo per truffa e peculato relativamente all'uso improprio dei rimborsi erogati ai gruppi presenti in Consiglio regionale. Ma, in seguito, le accuse sono cadute e, anche dopo il 2016, la carriera di Caputo è continuata senza conseguenze penali. Tra il 2020-2025 diventa Assessore con deleghe alle politiche agricole sotto presidenza di Vincenzo De Luca, per poi ricandidarsi (nel 2024) alle elezioni europee, senza però superamento della soglia di sbarramento.
Da circa quattro mesi Caputo non fa più parte né del Partito democratico né di Italia Viva (di cui è stato membro tra 2019-2025): passato a Forza Italia, ora lavora a stretto contatto con Antonio Tajani come consigliere per export, politiche europee ed internazionali. Il suo nome però era emerso anche in rapporto ad un altro scandalo: il cosiddetto caso Huawei. L'inchiesta belga su presunte corruzioni di eurodeputati da parte di lobbisti della cinese Huawei, fece uscire il nome di Caputo perché strettamente connesso a quello dell'italo-belga Valerio Ottati, direttore affari pubblici dell'ufficio Huawei in Ue dal 2019. Ma anche in questo caso le speculazioni si sono risolte in un nulla di fatto: non ci sono prove o notizie ufficiali che Caputo stesso sia stato formalmente indagato o incriminato.